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L’arancia

Oltre al limone al pompelmo e al mandarino, l’arancia è sicuramente uno degli agrumi più apprezzati e graditi da grandi e piccini. Ottimo rimedio naturale contro gli stati d’inappetenza, l‘arancia è una vera e propria bomba vitaminica, utilissima non solo per il suo potere antiossidante, ma anche per stimolare l’attività cerebrale, favorire la digestione, alleviare i dolori di stomaco, depurare l’organismo ed assicurare un effetto calmante, a scapito di ansia e stress.

Arancio

Anche in cucina l’arancio è un agrume molto apprezzato, che ben si sposa a piatti di carne e pesce oltre ad arricchire macedonie di frutta e a decorare aperitivi e soft drink.

Generalità

L’arancia dolce si assicura il primato dell’agrume più consumato e diffuso al mondo: a tal proposito, sono coltivate centinaia di varietà differenti. L’Italia si classifica al 5° posto nella graduatoria dei maggiori produttori di arance (secondo le statistiche FAOSTAT, 2005), producendone oltre 2,5 milioni di tonnellate annue; il Brasile si è guadagnato il primo posto, con una produzione stimata attorno ai 18 milioni.

L’arancio dolce è originario della Cina ma con ogni probabilità era già noto al tempo degli antichi romani nel primo secolo d.C. . Fu introdotto nelle Penisola Iberica solo nel 1300. Si narra che gli arabi portarono le arance in territorio siculo nel lontano IX secolo d.C. : in Sicilia, l’arancia veniva chiamata melarancia, mentre in letteratura assunse l’appellativo di portogallo fino al 1800.
Ad ogni modo, i nomignoli attribuiti all’arancia sono numerosissimi: purtualli (in siciliano), portogàl (in dialetto ferrarese), partaall (in Abruzzo), partaall (in Liguria), naransa (in Veneto), purtiall (sul Gargano), portacallu (nel Salento) ecc.

Descrizione botanica

L’arancio (Citrus aurantium subsp. dulce) è un albero coltivato appartenente alla famiglia delle Rutacee: le foglie, carnose, allungate, lucide e verde scuro, abbelliscono i rami, impreziositi da bellissimi fiori candidi, profumati, a 5 petali. I frutti sono esperidi tondeggianti, costituiti da esocarpo (flavedo) dal colore arancio a piena maturazione, mesocarpo (albedo) bianco e spugnoso dalla nota amarognola. La parte commestibile è l’endocarpo, succulento e carnoso, suddiviso in 8-12 spicchi contenenti pochi semi. La variante dolce si differenzia dall’arancio amaro per l’assenza di spine verdi caulinari, per il sapore dolce e per le foglie prive di picciolo alato [tratto dal “Dizionario ragionato di erboristeria e di fitoterapia” di A. Bruni e M. Nicoletti].

Varietà

Vista l’enorme domanda di mercato di arance, in Italia se ne coltivano moltissime varietà. Ad ogni modo, le arance sono generalmente suddivise in due supercategorie, le bionde e le rosse, differenziate sulla base del colore della polpa. Oltre a queste, troviamo le “arance da spremuta”, dalla buccia più sottile ma estremamente succose e dolcissime e le “arance da tavola”, più grosse, dalla buccia carnosa, generalmente meno succose, ma altrettanto gustose e dolci.

Tra le arance “bionde” si ricorda la navelina, la washington navel, l’ovale, ecc., mentre tra le rosse è d’obbligo menzionare la Rossa Sicilia, tra cui le varietà mora, sanguinello e tarocco: queste ultime assumono una tipica colorazione rossa nella polpa grazie alla presenza di alcune antocianine non figuranti nella varietà bionda.

Arancia: proprietà nutrizionali

Le arance apportano solo 34 Kcal per 100 grammi, pertanto sono indicate nei regimi dietetici che richiedono poche calorie. Per 100 grammi di arancia (parte edibile) sono presenti 87 grammi di acqua, circa 8 g. di carboidrati, 1,6 g. di fibre, 0,7 g. di proteine e pochissimi grassi (0,2 g).

Questi agrumi sono apprezzati per il loro contenuto in acido ascorbico, sebbene l’apporto di vitamina C stimato in kiwi, peperoni, spinaci e fragole sia di gran lunga superiore.

250 g. (= due arance sbucciate)

Energia 85 kcal
Acqua 218 g
Carboidrati 19.5 g
Vitamina A, Retinolo attività equivalenti 177.5 RAE
Fibre 4 g
Lipidi totali  0.5 g
Zuccheri 19.5 g
Grassi saturi 0.075 g
Acidi grassi monoinsaturi 0.1 g
Proteine 1.75 g
Acidi grassi polinsaturi, totali 0.1 g
Colesterolo 0 mg
Calcio 122.5 mg
Ferro 0.5 mg
Fosforo 55 mg
Potassio 500 mg
Sodio 7.5 mg
Zinco 0.5 mg
Vitamina D 0 IU
Vitamina E (alfa-tocoferolo) 0.6 mg
Vitamina C, acido ascorbico 125 mg
Tiamina, vitamina B1 0.15 mg
Alcool, etanolo 0 g
Riboflavina, vitamina B2 0.125 mg
Niacina, vitamina B3 o PP 0.5 mg
Piridossina, vitamina B6 0.25 mg
Parte edibile 80%

Vitamine

Quantità per porzione selezionata: 250 g.

Vitamina A, Retinolo attività equivalenti 177.5 RAE RDA 19,72%
Vitamina A, IU 585.75 IU
Vitamina D 0 IU
Vitamina E (alfa-tocoferolo) 0.6 mg RDA 4,00%
Vitamina C, acido ascorbico 125 mg RDA 138,89%
Tiamina, vitamina B1 0.15 mg RDA 12,50%
Riboflavina, vitamina B2 0.125 mg RDA 9,62%
Niacina, vitamina B3 o PP 0.5 mg RDA 3,13%
Piridossina, vitamina B6 0.25 mg RDA 19,23%
Acido folico 77.5 mcg

Minerali

Quantità per porzione selezionata: 250 g.

Calcio 122.5 mg RDA 12,25%
Ferro 0.5 mg RDA 6,25%
Fosforo 55 mg RDA 7,86%
Potassio 500 mg RDA 10,64%
Sodio 7.5 mg RDA 0,50%
Zinco 0.5 mg RDA 4,55%

L’olio essenziale (o essenza di Portogallo) ricavato da foglie e buccia dell’arancio è ricchissimo in limonene, monoterpene costituente l’80% o il 90% dell’intera essenza. Nell’olio essenziale si riscontrano anche aldeidi, linalolo, geraniale, cumarine, furocumarine e nerale.
Conosciutissima è l’essenza di neroli ma, a differenza di quanto si può pensare, l’arancio dolce non ne rappresenta la matrice di partenza: l’estratto di neroli è ottenuto esclusivamente dai fiori di arancio amaro. 

Tra gli altri componenti chimici si ricordano citroflavonoidi (???), carotenoidi [1], flavanoni (narirutina ed esperidina, antocianine [2] (cianidin-3-glucoside, tipico delle arance rosse) [3], acidi idrossicinnamici (ferulico, cumarinico, caffeico) ed oli grassi.

Impieghi terapeutici

In generale, l’arancia viene impiegata in fitoterapia per le virtù antispasmodichee [si definisce antispastico qualsiasi medicamento utile per la sedazione del dolore, dovuto a forti contrazioni involontarie ed improvvise] e stomachiche [si definisce stomachica la sostanza, la droga o il preparato farmaceutico od erboristico in grado di favorire sia la peristalsi dello stomaco che la secrezione di succhi gastrici, utilissimi per la digestione] pertanto,  trova impiego soprattutto negli stati di inappetenza.

Cerchiamo ora di approfondire ulteriori azioni terapeutiche associate all’arancia.

I citroflavonoidi assolvono la funzione di rafforzare i capillari: a tal proposito, l’arancio è utile in caso di fragilità capillare.

La ricchezza in vitamina C assicura una potente attività antiscorbutica, antiradicalica, oltre a potenziare le difese immunitarie dell’organismo. Il consumo abituale di arance favorisce la digestione grazie alle sostanze in grado di stimolare i succhi gastrici ed alleviare eventuali dolori a carico dello stomaco.

Le foglie essiccate trovano impiego come blando sedativo, diuretico e stomachico. In dosi più elevate, il decotto di foglie essiccate di arancio dolce rappresenta un buon rimedio naturale per contrastare tosse (di tipo convulsivo) e spasmi.

I fiori essiccati, invece, sono utilizzati nel trattamento dell’insonnia di lieve entità.

Recentemente sono stati condotti studi sperimentali su piccole cavie (roditori) per testare il potenziale effetto dell’arancia su uricemia (parametro che esprime la quantità di acido urico nel sangue) ed uricosuria: dopo un periodo di somministrazione pari a tre settimane, si è osservata “una riduzione dell’uricemia per uricolisi epatorenale con uricosuria senza alterazioni della diuresi” [tratto da Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, di Enrica Campanini].

L’essenza estratta dall’arancia viene utilizzata anche dall’industria profumiera per la realizzazione di acque profumate, shampoo, bagnoschiuma, latti per il corpo e creme profumate. In ambito alimentare, l’essenza di arancio dolce è sfruttata per la preparazione di liquori e distillati, oltre che per realizzare marmellate e gelatine di frutta. Le furocumarine presenti sono pigmenti fotosensibilizzanti, pertanto sono utilizzate talvolta nella formulazione di prodotti per trattare affezioni cutanee. In cosmesi, l’estratto di arancio dolce è impiegato nella formulazione di creme anti-aging, depigmentanti e lozioni dopo sole.

Fonti:

http://www.my-personaltrainer.it/benessere/arancia.html

http://community.my-personaltrainer.it/Alimenti/Frutta_succhi/Arance___250

Le arance: preziose alleate della nostra salute

Pubblicato da: dr. Luca Mattiocco, visita il suo Blog. Pubblicato nella sezione Alimentazione alle ore 19:48 del 06 Settembre 2012.

Anche se questo frutto è originario della Cina, la parola arancia sembra provenire dall’arabo narandj, a sua volta derivato dal sanscrito nagarunga, che significa “frutto amato dagli elefanti”. Secondo la mitologia greca, la dote di Hera (Giunone), andata in sposa a Giove, consistette in alcuni alberelli i cui frutti erano meravigliosi pomi d’oro, arance e limoni, simboli di fecondità. 

Le arance dolci sono state introdotte in Occidente nel XV secolo dai portoghesi (da cui deriverebbe probabilmente il termine dialettale “purtuali”) che hanno saputo sviluppare in modo sapiente la coltivazione di questo frutto ed hanno quindi contribuito in modo significativo alla loro diffusione. Fu Cristoforo Colombo ad importarne, dopo il suo secondo viaggio, i semi che diedero origine alla coltivazione delle arance in America. Luigi XIV, che amava le arance tanto quanto le fragole, fece erigere le famosissime orangeries di Versailles.

Solitamente pensiamo alle arance solo come una fonte abbondante di vitamina C, ma esse contengono anche numerose sostanze fitochimiche, responsabili degli effetti antitumorali di questi frutti.

Un’arancia rossa, ad esempio, contiene quasi 200 sostanze diverse, tra cui una sessantina di polifenoli, oltre a molti membri di una classe di molecole molto profumate, i terpeni. Tra i polifenoli, una di queste molecole, l’esperidina, permette di conservare integri i vasi sanguigni, aumentandone il tono e riducendone la permeabilità. Dal momento che i processi infiammatori, spesso all’origine delle patologie degenerative, da quelle cardiovascolari al diabete e al cancro, sono associati ad un aumento della permeabilità dei vasi sanguigni, questo effetto rende tali molecole degli ottimi antinfiammatori, caratteristica che può contribuire alla prevenzione del cancro.

Alcuni studi realizzati in diverse parti del mondo hanno messo in evidenza un legame tra il consumo di arance e la riduzione del rischio di sviluppare alcuni tumori, soprattutto quelli che riguardano l’apparato digestivo, ovvero la bocca, l’esofago, la laringe, la faringe e lo stomaco, dove sono state osservate riduzioni del rischio pari al 40-50%. Ciò nonostante, è probabile che anche altri tipi di tumore possano essere inibiti da questo frutto, dato che alcuni recenti studi mostrano che i bambini che consumano regolarmente succo d’arancia nei primi anni di vita hanno un rischio ridotto di essere colpiti dalle leucemie. Questi ultimi promettenti studi non sono stati confermati ma sottolineano ancora una volta l’importanza che la composizione del regime alimentare potrebbe avere sullo sviluppo di alcune patologie fin dalla tenera età.

Gli antociani, molecole che danno il caratteristico colore rosso, sono inoltre essenziali nel contrastare i  radicali liberi responsabili dell’invecchiamento precoce e della genesi di numerose patologie.

Insomma le arance rappresentano gli alleati più fedeli, semplici e gustosi, della nostra salute soprattutto d’inverno, periodo in cui dobbiamo preservare le nostre difese immunitarie per contrastare i virus influenzali. Ma questa non è una novità se già Pablo Neruda definiva gli agrumi in generale una coppa di miracoli.

In sintesi, le arance non devono essere considerate solo come un’eccellente fonte di vitamina C, ma anche come alimenti in grado di apportare all’organismo numerose sostanze fitochimiche antitumorali. Queste sostanze potrebbero non solo agire direttamente sulle cellule tumorali. quindi prevenirne lo sviluppo, ma svolgere anche un’azione antinfiammatoria.

Il consumo quotidiano di arance, soprattutto quelle rosse, sotto forma di frutto intero o di succo, rappresenta dunque un modo semplice ed efficace per aggiungere una “scorza” di freschezza alla difesa della nostra salute.

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Arance proprietà e benefici

L’arancio, nome scientifico Cytrus Sinensis, è una pianta sempreverde i cui frutti hanno molte proprietà interessanti dal punto di vista terapeutico. Le arance sono originarie delle regioni orientali ed appartengono alla famiglia delle Rutacee. La pianta può raggiungere la ragguardevole altezza di 12 metri ed i suoi frutti, a seconda della specie, si possono raccogliere nel periodo compreso tra novembre a fine maggio. Un albero di arance ne produce mediamente in un anno circa 500. Attualmente, tra gli agrumi, sono le più diffuse al mondo e le varietà che vengono coltivate sono davvero molte.

Le varietà maggiormente diffuse sono: il Tarocco, il Sanguinello, il Moro, il Washington Navel, il Valencia, la Navelina, la Belladonna e l’Ovale. Il Moro ed il Tarocco giungono a maturazione nel periodo compreso tra dicembre e marzo.

Le arance si dividono in due grandi gruppi: le arance dolci e le arance amare; l’arancio dolce è la varietà più coltivata e consumata al mondo mentre l’arancia amara, grazie alle sue proprietà, viene anche utilizzata per la produzione di oli essenziali e prodotti farmaceutici con proprietà digestive.

Composizione chimica delle arance

Le arance contengono l’87,2 % di acqua, il 7,8 % di zuccheri solubili, l’1,6 % di fibre, lo 0,2 % di grassi, lo 0,7 % di proteine e lo 0,3 % di ceneri.

I minerali presenti nelle arance sono: il sodio, il ferro, il rame, il selenio, il manganese, il fosforo, il magnesio, il potassio, lo zinco ed il calcio.

Per quanto riguarda le vitamine troviamo la vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina E una buona quantità di vitamina C, fatto questo che ha contribuito a rendere famose le arance per la loro proprietà di apportare benefici alla salute.

Le arance contengono anche buoni livelli di flavonoidi, folati, alfa e beta-carotene, luteinazeaxantina, sostanze con buone proprietà antiossidanti.

Questi invece gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.

Proprietà e benefici delle arance

Come tutti sanno le arance sono un’ottima fonte di vitamina C. Questa vitamina ha molteplici proprietà in grado di apportare vari benefici al nostro organismo a vari livelli. Rafforza il sistema immunitario contro l’attività di virus (soprattutto nella stagione invernale) e batteri, previene l’insorgere di disturbi cardiovascolari e grazie alle sue proprietà antiossidanti combatte l’attività dei radicali liberi. Inoltre la vitamina C permette al nostro organismo un miglior assorbimento del ferro ed ha anche proprietà anti anemiche. Per potere meglio avvalersi dei benefici legati alla vitamina C sarebbe meglio non eliminare completamente la parte bianca che si trova sotto la buccia. Infatti essa contiene una sostanza chiamata rutina in grado di favorire l’assimilazione della vitamina C.

Vitamina A

La vitamina A invece è particolarmente utile al rafforzamento della vista, mentre un flavonoide chiamato esperdina, oltre ad avere proprietà antiallergiche ed antinfiammatorie impedisce ai vasi sanguigni di ispessirsi diminuendo così il rischio trombosi.

Antiossidanti

Nelle arance [rosse] sono presenti gli antociani, dei pigmenti che danno loro il colore caratteristico e che hanno proprietà antiossidanti con tutti i benefici che ne conseguono per la salute.

Lassative

Le arance sono anche ricche di pectina, una sostanza con proprietà lassative che aiuta a proteggere la mucosa del colon diminuendo il suo tempo di esposizione a sostanze tossiche. Inoltre è stato dimostrato che la pectina è in grado di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.

Antitumorale

Secondo uno studio condotto in Giappone consumare arance con una certa regolarità riduce il rischio di sviluppare un tumore al fegato. Questa proprietà delle arance, a detta dei ricercatori, sarebbe da ricondurre all’attività dei carotenoidi.

Le arance contengono un carotenoide naturale di color rosso-arancione chiamato beta-criptoxantina. Uno studio nel settembre del 2003 pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention, sostiene che chi mangia regolarmente cibi ricchi di beta-criptoxantina riduce del 27 % il rischio di sviluppare un tumore al polmone.

Gli alimenti che contengono buone quantità di questo carotenoide sono le arance, la papaya, il mais, la zucca, i peperoni rossi e le pesche.

Utili per il cuore

L’abbondanza di potassio, un minerale elettrolita, apporta benefici al cuore. Un livello troppo basso di potassio infatti può portare ad aritmia. Le arance sono una buona fonte di questo componente molto importante delle cellule e dei fluidi corporei che aiuta a controllare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa attraverso un’azione di contrasto nei confronti del sodio.

Abbassano colesterolo e pressione arteriosa

Le arance contengono l’esperidina, un flavonoide presente negli agrumi che, in studi condotti su animali, ha dimostrato di abbassare la pressione sanguigna, di ridurre i livelli di colesterolo e di aver proprietà antinfiammatorie. Questa sostanza è presente soprattutto nella buccia e nella parte bianca all’interno della buccia che purtroppo vengono rimosse quando si fanno spremute e succhi

Artrite e calcoli renali

Uno studio pubblicato sull’ American Journal of Clinical Nutrition ha evidenziato come l’abitudine di bere un bicchiere di succo di arance al giorno apporta alcuni benefici alla salute: può ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare l’artrite reumatoide e previene la formazione di calcoli renali.

La spremuta d’arancia

La spremuta d’arance, in quanto molto ricca di vitamina C, può essere considerato un valido aiuto per mantenere il nostro organismo in salute. Oltre ai suoi benefici ne possiamo apprezzare il gusto gradevole e dissetante. Quando si decide di fare una spremuta d’arancia è bene non filtrare troppo il succo, in quanto la polpa presente al suo interno contiene molte sostanze con proprietà benefiche ai quali sarebbe un peccato dover rinunciare. A causa della deteriorabilità di queste sostanze e per trarne il massimo beneficio è bene consumare la spremuta fresca appena fatta.

Arancia e calorie

Le arance hanno in media un apporto calorico pari a 34 calorie ogni 100 gr di parte edibile.

Curiosità

In Italia le regioni che producono la maggior quantità di arance sono la Sicilia e la Calabria. Infatti questo agrume preferisce per la crescita un clima mite e non sopporta temperature che scendono sotto i 5 gradi. Attualmente si conoscono circa 400 varietà di arance. In Italia la più famosa è l’Arancia Rossa di Sicilia alla quale è stato riconosciuto il marchio Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.). La famosa ricetta dell’Anatra all’arancia è da attribuirsi a Caterina De’ Medici che la portò in Francia quando divenne sposa di Enrico II. La combinazione dell’arancio con il mandarino (tramite la tecnica dell’innesto) ha portato alla formazione di un ibrido conosciuto con il nome di mandarancio. Il suo succo viene spesso utilizzato in cucina per aromatizzare e sgrassare piatti a base di carne e pesce. Nel XIX secolo non era inusuale trovare in alcuni testi la parola Portogallo utilizzata per indicare l’arancia. Questo termine risulta ancora alla base di certe parole dialettali con cui si indicano le arance come ad esempio “portugal” in Piemonte. Ogni anno negli Stati Uniti si producono circa 25 miliardi di arance. Dopo il cioccolato e la vaniglia l’arancia è il terzo gusto preferito al mondo.

Alto contenuto di vitamina C. Grazie al suo alto contenuto di vitamina C, 100 grammi di arancia (contenuto 50 mg) sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina C di una persona adulta.

Dell’arancia viene impiegata anche la buccia, con la quale si producono canditi, liquori ed altre bevande. Con la polpa invece si producono squisite marmellate.

Fonte:  http://www.mr-loto.it/arance.html

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L’arancio, il cui vero nome è Cytrus Sinensis, è un sempreverde della famiglia delle Rutacee, nato probabilmente dall’incrocio fra un pompelmo ed un mandarino, avvenuto in terra orientale. L’arancio può raggiungere una considerevole altezza, lo si riconosce dalle foglie larghe, dai bianchi fiori profumati e naturalmente dai frutti arancioni, che raggiungono la maturazione in tempi diversi a seconda della specie, comunque da novembre a maggio.

Esistono vari tipi di arance, in primis occorre distinguere fra arance amare ed arance dolci, quindi individuarne la varierà:

  • il Tarocco
  • il Sanguinello
  • il Moro
  • il Washington Navel
  • il Valencia
  • la Navelina
  • la Belladonna
  • l’Ovale

Fra questi i più diffusi sono il Moro ed il Tarocco, che si trovano da dicembre a marzo.

Come dicevamo l’arancio è un ibrido del Sol Levante, che è arrivato nel nostro continente nel XIV secolo con le navi portoghesi (da cui il nome Portogallo per chiamare l’arancia). Probabilmente in realtà, la Sicilia, dove la si chiamava melarancia, già lo conosceva e coltivava. Secondo una tradizione il primo arancio fu portato da un monaco benedettino nel 1220 a Roma; si sospetta che invece la pianta sia stata sottratta, o forse portata in Sicilia, dagli arabi (IX-XI secolo d.C.) che chiamano l’arancia burtuqāl (arancia dolce) o nāranğ (arancio amaro). E’ interessante come l’etimologia del nome “arance” indichi precisamente il luogo da cui arrivano, in Germania, ad esempio, li si chiamava mele cinesi mentre nel resto delle zone in cui era diffusa il nome faceva sempre riferimento all’etimologia portoghese.

Le proprietà benefiche dell’arancia

Qual è il segreto delle arance per essere fonte di benefici tanto importanti per l’organismo?

Le arance contengono:

  • fibre
  • acqua
  • carboidrati
  • proteine
  • fosforo
  • magnesio
  • potassio
  • zinco
  • calcio
  • vitamina A, C, E, B1, B3 e B5
  • amminoacidi: acido aspartico e glutammico, arginina, glicina, lisina, prolina, serina, tirosina e treonina
  • acido ascorbico
  • esperidina

L’olio essenziale dell’arancio contiene:

  • limonene
  • monoterpene
  • lnalolo
  • geraniale
  • cumarine
  • furocumarine
  • nerale
  • aldeidi

L’essenza di neroli che si estrae dai fiori d’arancio contiene:

  • citroflavonoidi,
  • carotenoidi
  • flavanoni
  • antocianine (cianidin-3-glucoside)
  • acidi idrossicinnamici (ferulico, cumarinico,caffeico)

Ecco alcuni benefici delle arance:

  • Rafforzano il sistema immunitario: essendo ricche di vitamina C che protegge dai virus e dell’attacco dei batteri;
  • Protegge il sistema cardiovascolare: l’arancia difatti contiene diversi principi attivi che aiutano le vene a rafforzarsi contro il rischio di trombosi;
  • Protegge dall’invecchiamento, ovvero dall’ossidazione delle cellule e contrasta la diffusione dei radicali liberi grazie agli antociani e quindi previene l’arteriosclerosi e le malattie causate dall’invecchiamento;
  • Proprietà antianemiche: la vitamina C è alleata del ferro e ne favorisce l’assorbimento;
  • Rafforza la vista, grazie alla vitamina A;
  • Proprietà antiallergiche ed antinfiammatorie: grazie all’esperdina che aiuta a contrastare le infiammazioni delle articolazioni e la comparsa della gotta;
  • Proprietà antistress: il succo dell’arancia è un vero toccasana in caso di stress e prolungato affaticamento;
  • Protegge l’apparato digerente ed il fegato: l’arancia è alleata dello stomaco, poiché previene la comparsa delle ulcere e  inoltre aiuta il fegato e stimola la bile;
  • Aiuta il colon: l’arancia è utile per regolarizzare le funzioni intestinali, riesce a placare le crisi diarroiche ma anche a porre fine alla stipsi grazie alla grande riserva di fibre e pectina;
  • Protegge l’apparato urinario impedendo la formazione di calcoli renali;
  • Antidiabetico: le arance essendo povere di zuccheri sono un frutto ideale per chi soffre di diabete poiché riescono a regolare i livelli di glucosio nel sangue;
  • Protegge il sistema respiratorio: è noto che la vitamina C aiuti a risolvere i problemi di allergia, respirazione nonché tosse;
  • Antitumorale: le arance sono ottime alleate per proteggersi dai tumori e per combattere il cancro ai polmoni;
  • Alleate della dieta: l’arancia è considerata un ottimo spuntino spezzafame;
  • Contrasta l’ipertensione: bere molto succo d’arancia aiuta, grazie al potassio ed al sodio, a contrastare la pressione alta, regolarizzandola;
  • Proteggono le ossa: grazie al magnesio.

Rimedi naturali con le arance

Dopo aver scoperto i benefici e le proprietà delle arance, ora scopriamo i più disparati usi e rimedi naturali. 

Se hai, ad esempio, un problema di cellulite, l’olio essenziale di arancio amaro è ottimo per effettuare dei massaggi che riducano l’inestetismo, non solo è un ottimo antiage difatti lo si trova spesso nei cosmetici, anche sotto forma di neroli (ovvero l’olio essenziale che si estrae dai fiori).

Lo sapevi che … dell’arancia non si butta via niente: la parte bianca contiene rutina che aiuta l’assimilazione della vitamina C, inoltre la parte bianca, applicata sui taglietti e ferite accelera la cicatrizzazione ed infine la si può mangiare per regolare l’intestino poiché ricca di fibre.

Si trovano in commercio preparati a base di arancio amaro per favorire la digestione e per accelerare il dimagrimento grazie all’effetto termogenico.

Alcuni rimedi naturali a base di arance prevedono l’uso delle foglie essiccate, con cui si prepara un decotto che ha proprietà sedative, specie per la tosse, diuretiche, antispastiche e digestive. Con i fiori essiccati invece si preparano rimedi naturali per il buon riposo e per ridurre i livelli di acido urico nel sangue.

Per sfruttare le proprietà diuretiche dell’arancio lo si può mangiare così com’è, oppure ci si possono fare dei dessert con le fette crude su cui viene spolverizzata della cannella e grattugiato poco cioccolato amaro, si possono aggiungere le insalate oppure si può bere la spremuta, che va bevuta subito perché la vitamina C a contatto con l’aria si ossida perdendo le sue proprietà.

Le bucce d’arancia non vanno buttate! Si possono essiccare per sfruttarne l’aroma, si possono bruciare per diffondere il benefico profumo o utilizzare grattugiate nei dolci e per insaporire i vini dolci, oppure si possono candire.

Eliminare le rughe?  Se ti avanza un po’ di spremuta non buttarla ma lavati il volto, la sera, la pelle del tuo viso diventerà più elastica e le rughe si attenueranno.

E se il problema è l’acne?

Prepara questa maschera antiacne all’arancia: mescola il succo di un’arancia, il succo di un limone con mezza mela frullata, 3 cucchiai di argilla bianca, 1 goccia di tea tree oil ed un albume montato a neve. Tieni in posa mezz’ora minimo.

Capelli grassi? Lavali con l’arancia e l’aceto di mele aggiunti allo shampoo. Capelli spenti? Mischia del cioccolato amaro in polvere con un tuorlo, succo d’arancia e di limone quanto basta per rendere il tutto cremoso. Lascia in posa minimo 2 ore. Se hai i capelli chiara usa l’hennè neutro al posto del cioccolato.

Raffreddore ed influenza? Aggiungi un pizzico di curcuma, di zenzero ed un cucchiaino di miele alla spremuta!

Arance: controindicazioni

Le arance non presentano particolari controindicazioni. Tuttavia se ne sconsiglia l’assunzione se ne si è allergici e l’assunzione del succo a stomaco vuoto se si soffre di gastrite.

 Fonte: 

https://www.portalebenessere.com/arance-benefici-proprieta-e-controindicazioni/879/

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Un’aranciata al giorno toglie il medico di torno

I calcoli renali possono formarsi quando l’urina è troppo concentrata: minerali ed altre sostanze chimiche tendono ad aggregarsi, precipitare e formare dei cristalli che nel tempo crescono di dimensione. La medicina utilizza il citrato di potassio per prevenire la formazione dei calcoli. Tuttavia, non tutti lo tollerano, per via dei suoi effetti gastrointestinali. L’alternativa a questo farmaco si trova in natura e più precisamente negli agrumi. Tutti gli agrumi, infatti, contengono citrati, una forma di acido citrico capace di inibire la formazione di cristalli nelle urine. Il sapore acido di questi frutti deriva proprio dai citrati. Un recente studio (1) ha dimostrato che un bicchiere di spremuta di arancia al giorno ha la stessa efficacia del citrato di potassio: aumenta i livelli di citrato nelle urine, riduce la cristallizzazione dell’acido urico e dell’ossalato di calcio, che sono i più comuni componenti dei calcoli renali. Nei vari agrumi, i citrati si associano ad altre sostanze che ne possono influenzare l’azione. Per esempio, il citrato presente nell’arancia e nel pompelmo si accompagna agli ioni potassio, mentre nel limone agli ioni idrogeno. Gli ioni idrogeno, ma non quelli di potassio, inibiscono gli effetti antilitiasici dei citrati. Pertanto, il limone si è dimostrato meno efficace dell’arancia per combattere i calcoli.
L’arancia è originaria della Cina, ma è coltivata in molti Paesi, tra cui l’Italia. Contiene numerosi nutrienti, tra cui vitamine (C, caroteni ) e piccole quantità di minerali (calcio, fosforo, rame, potassio, ecc.). Per quanto riguarda il calcio, pare sia il frutto che ne ha di più. L’arancia contiene anche sostanze che hanno dimostrato proprietà antitumorali in laboratorio, come l’esperidina e i limonoidi (nel succo) e la nobiletina (nella buccia). Un bicchiere di spremuta di arancia (200 ml) fornisce 80 mg di vitamina C e 40 mg di acido folico. L’importante è berla subito, perché si deteriora facilmente e perde il suo potere. I succhi commerciali non sono la stessa cosa. L’arancia è un ottimo alimento. Le si attribuiscono numerose proprietà salutari: nutritiva, vitaminizzante, mineralizzante, tonica, disintossicante, digestiva, venotonica, antiemorragica, lassativa, ringiovanente cellulare, febbrifuga (scorza). Secondo la Medicina Ayurvedica, l’arancia è considerato un frutto dolce-aspro e pesante. Pertanto, potrebbe non essere indicata a tutti. Riduce Vata e aumenta Kapha. Di norma, riduce anche Pitta, ma se si esagera e si soffre di infiammazioni acute, la sua acidità potrebbe invece aumentarlo. E’ tonica, espettorante, rinfrescante e dissetante. E’ buona per i problemi polmonari e nel diabete. La buccia è stimolante, carminativa, antinausea, antivomito e fa bene allo stomaco.

Per ottenere il massimo di beneficio da questo frutto, è meglio che sia d’origine biologica certificata. La frutta bio, non solo ha pochi o nulla pesticidi, ma è decisamente più ricca di nutrienti.

Fonte:

http://www.dottorperuginibilli.it/alimentazione-dietologia/203-unaranciata-al-giorno-toglie-il-medico-di-torno

Un frutto tipicamente invernale, ricco di vitamine e minerali. Ecco alcune formule per migliorare la digestione, per i raffreddamenti e per la stitichezza.

Formula digestiva

Lasciare macerare le scorze di sei arance in mezzo litro di grappa, per 15 giorni. Aggiungere 2 litri di vino bianco nel quale saranno sciolti 500 g di zucchero (meglio se integrale). Filtrare bene. Lasciare riposare una settimana. Più invecchia, meglio è. Dose: a bicchierini, prima o dopo i pasti.

Formula contro la stitichezza
Far bollire in acqua la scorza di una arancia fresca e biologica per mezz’ora. Gettare via l’acqua e fare bollire di nuovo per 20 minuti in acqua leggermente zuccherata (20 g per 1 litro). Filtrare e lasciarla asciugare su di un piatto, tutta la notte. La mattina, si assume a digiuno.

Formula per i raffreddamenti di petto
Al succo di un’arancia, aggiungere due zollette di zucchero integrale, un bicchierino di buon Rhum e dell’acqua bollente. Bere il tutto, prima di coricarsi.

Marmellate commerciali biologiche
Sotto forma di marmellata, è molto digeribile ed è indicata per i disturbi gastrici, intestinali ed epatici.

Liberamente tratto da: Valnet J. Cura delle malattie con ortaggi e frutta. Giunti Martello. 

http://www.dottorperuginibilli.it/ricette1/204-larancia

Note

[1] Cosa sono i carotenoidi e in quali alimenti si trovano

I carotenoidi sono pigmenti vegetali di natura lipidica, deputati alla cattura della luce non assorbita dalla clorofilla e di quella presente in eccesso (fungono da agenti fotoprotettivi). Molto abbondanti in natura, i carotenoidi si trovano un pò in tutte le parti della pianta, compresi frutti, semi, foglie e radici. L’uomo può così assumerli attraverso il regolare consumo di alimenti vegetali; ne sono particolarmente ricchi la zucca, la carota, l’anguria, il peperone, il pomodoro, l’albicocca ed il melone. E’ interessante notare come il colorito di questi alimenti, che ricopre le varie sfumature del rosso, dell’arancio e del giallo, sia un segno inconfutabile dell’attività pigmentante dei carotenoidi; la stessa si può apprezzare in autunno, momento in cui le foglie perdono clorofilla acquisendo le sfumature giallo-rosse dei carotenoidi residui. Non a caso, quindi, questi nutrienti sono ben rappresentati anche in insalate, prezzemolo, cavoli ed altri vegetali a foglia verde.

Proprietà nutrizionali e salutistiche

Per molti anni l’importanza nutrizionale dei carotenoidi è stata quasi esclusivamente correlata alla capacità di fungere da precursori della vitamina A (o retinolo), sostanza tipica del regno animale. Si tratta in effetti di una caratteristica molto importante, tipica di alcuni carotenoidi ed in modo particolare del B-carotene (nel caso specifico, per fornire all’organismo 1 mg di retinolo ne occorrono circa 6 di B-carotene, mentre per gli altri carotenoidi il rapporto è di 12:1). L’alfa-carotene, invece, genera vitamina A meno facilmente della forma Β, ma ha un’attività antiossidante maggiore del 38%; ed è proprio quest’attività protettiva a suscitare l’interesse dei ricercatori. Oltre alla funzione provitaminica, infatti, occorre sottolineare come diversi carotenoidi esercitino effetti protettivi nei confronti di svariate patologie; il tutto grazie alla neutralizzazione di sostanze aggressive, gli ormai tristemente famosi radicali liberi. Queste molecole si formano normalmente nell’organismo, soprattutto in risposta ad eventi stressogeni, quali radiazioni, fumo, agenti inquinanti, esposizione a raggi UV, stress emotivo e fisico, additivi chimici, attacchi di virus e batteri ecc.

Il licopene, per esempio, è ormai da anni oggetto di numerose ricerche volte allo studio delle sue proprietà antitumorali ed antiossidanti (che risultano 2 volte superiori rispetto al B-carotene).

Un altro carotenoide, la luteina, si è dimostrato particolarmente efficace nel prevenire la degenerazione maculare senile, una malattia retinica che può condurre alla cecità.

Un’alimentazione ricca di carotenoidi, inoltre, contribuisce a proteggere la pelle dalle radiazioni solari e a determinare un colorito più bronzeo; non a caso, se la dieta di un individuo è eccessivamente ricca di carotenoidi, la cute può assumere una colorazione vagamente giallastra, specie a livello palmare e plantare (si parla in questi casi di carotenosi).

A questo punto molti lettori potrebbero pensare di aver trovato nei carotenoidi la chiave per raggiungere e mantenere la piena salute del proprio corpo. Ma è davvero corretto pensare che una pillola di licopene ed un pò di luteina siano in grado di proteggerci da invecchiamento precoce e malattie cardiovascolari, ostacolando la caduta dei capelli, la comparsa delle rughe e varie “malattie del benessere”?. Purtroppo le cose non stanno esattamente così, poiché nonostante il mito della pillola miracolosa sia particolarmente attraente, risulta alquanto ingenuo pensare di riprodurre in laboratorio la straordinaria complessità di nutrienti presenti in una verdura od in un frutto fresco. Certo, una compressa che contiene nelle giuste quantità e proporzioni un mix di vitamine e sostanze antiossidanti può rappresentare un valido aiuto, ma non può certo sostituirsi alla straordinaria complessità di micronutrienti contenuti in taluni alimenti, come mirtillo, uva, papaia ed agrumi (basti pensare che in natura si contano oltre 500 tipi di carotenoidi). La vecchia raccomandazione di consumare ogni giorno un’ampia varietà di frutta e verdura fresca continua quindi a rimanere perfettamente in linea con le ultime acquisizioni scientifiche in materia di alimentazione e nutrizione umana.

http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/carotenoidi.html

[2] Cosa sono gli antociani e dove si trovano

Gli antociani, il cui nome deriva dall’unione delle parole greche “antro kyanos” = fiore blu, sono pigmenti colorati presenti in diversi fiori e frutti comuni.
Dal punto di vista chimico si parla di glicosidi antocianici. Un glicoside è una sostanza derivante dall’unione di uno zucchero, detta glicone, con una molecola organica di altra natura, detta aglicone. Negli antociani la porzione non zuccherina della molecola è comunemente chiamata antocianidina.

In natura sono presenti diversi tipi di antocianidine, tra cui ricordiamo le sei più importanti, chiamate, rispettivamente, pelargoidina, cianidina, delfinidina, peonidina, petunidina e malvidina.

Come ricordato ad inizio articolo, gli antociani si trovano in quasi tutti i frutti e gli ortaggi presenti in natura, ai quali conferiscono le sfumature del rosso e del blu. La loro colorazione è infatti legata al pH vacuolare (i vacuoli sono vescicole contenenti sostanze di riserva, tra cui gli antociani ed altri metaboliti secondari). Similmente alla cartina tornasole, in ambiente acido gli antociani assumono una colorazione rossastra; al contrario quando il pH è elevato (ambiente basico) esprimono le varie tonalità del blu.

Prima di spiegare come mai gli antociani siano così importanti per la salute umana, è bene spendere qualche parola sulla loro funzione nel regno vegetale. A tal proposito sono state avanzate diverse ipotesi; alcuni, per esempio, ritengono che gli antociani siano essenziali per attirare, dapprima gli insetti impollinatori sul fiore, e, successivamente, gli animali sul frutto. Certi autori attribuiscono a questi pigmenti la capacità di filtrare le radiazioni solari nocive; altri ancora estendono questa ipotesi attribuendo agli antociani una funzione protettiva dalla siccità nei momenti di illuminazione elevata.

Il potere antiossidante degli antociani

Gli antociani, pur non essendo indispensabili per la nutrizione umana, esercitano un’azione positiva sull’intero organismo. Grazie alle loro spiccate proprietà antiossidanti, vengono da alcuni paragonati ad un vero e proprio antidoto naturale contro l’invecchiamento. Razionalizzando i termini miracolistici di questa affermazione, la proprietà più interessante degli antociani riguarda l’azione protettiva sul microcircolo. Per questo motivo il succo di mirtillo, che rappresenta la principale fonte naturale di glicosidi antocianici, viene sovente consigliato per combattere la fragilità capillare (cellulite, varici, emorroidi); inoltre, grazie alla sua azione antiedemigena, è molto utile per risolvere i problemi di ritenzione idrica. Gli antociani del mirtillo sono importanti anche per il trattamento della fragilità e della permeabilità capillare dell’occhio. Recentemente, si sta dando notevole spazio mediatico ad un frutto ancor più ricco di antociani, il maqui, tipico dell’America meridionale e ribatezzato il frutto dell’eterna giovinezza.

Ai glicosidi antocianici vengono attribuite proprietà antinfiammatorie ed antiaggreganti piastriniche che, unitamente all’azione vasodilatatoria ed antiossidante, costituiscono un vero toccasana per l’intero sistema cardiovascolare. Un adeguato consumo di alimenti ricchi in antociani rappresenta quindi una delle più valide protezioni contro gli effetti negativi indotti dall’ipercolesterolemia.

Infine, gli antociani hanno azione scavenger (scova rifiuti) sui radicali liberi e sono quindi importantissimi per il benessere generale dell’organismo (protezione dagli agenti cancerogeni) e per rallentare l’ineluttabile fenomeno biologico dell’invecchiamento.

Le fonti naturali più ricche di queste sostanze sono i frutti di bosco, le melanzane, l’uva scura e la bietola rossa. Gli antociani abbondano anche nei fiori della malva e del carcadè, così come nelle arance, nelle ciliege, nelle mele, nelle fragole e nelle pere. In linea generale tanto più il loro colorito (rossastro o bluaceo) è intenso e tanto maggiore è il prezioso carico di antociani.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/antociani.html

[3] I flavonoidi o bioflavonoidi sono sostanze naturali che costituiscono il profilo compositivo fito-chimico di molte piante (compresi frutti e verdure), partecipando alle loro molteplici colorazioni e sfumature. Essi sono altresì contraddistinti da comprovate importanti proprietà benefiche sul benessere e sulla salute psicofisica dell’individuo. 

Tali composti possiedono infatti ottime e potenti funzioni antiossidanti, antinfiammatorie, antivirali, antinfettive, antiallergiche, antiemorragiche e antiaggreganti, proteggendo e garantendo il benessere dei molteplici apparati organici, bloccando gli attacchi ossidativi dei radicali liberi, degli agenti nocivi esterni, dello stress psicologico e fisiologico e dei disturbi conseguenti all’invecchiamento. 

Dunque i bioflavonoidi mantengono il buon funzionamento del sistema immunitario, cardiovascolare, epatico, dermico, neuropsicologico e prevengono possibili problemi e/o patologie a loro carico. Tali funzioni così propositive sulla stato psichico e fisico hanno fatto sì che i flavonoidi siano certe volte anche raggruppati e chiamati “Vitamina P”. 

Altre virtù di tali sostanze naturali sono quelle di ridurre la fragilità dei capillari e di conseguenza edemi e gonfiori agli arti inferiori, di contrastare la ritenzione idrica, la cellulite e le problematiche venose (ad esempio le vene varicose), così come di alleviare ulcere, sanguinamento gengivale, epistassi ed emorroidi rafforzando la rete sanguigna della zona in cui si sono sviluppate, e infine di diminuire i disturbi della retina di natura ipertensiva o diabetica e in generale a migliorare la visione con luce scarsa. 

In specifico i bioflavonoidi riescono ad esercitare un’azione protettiva verso i tessuti connettivi che circondano i piccoli vasi sanguigni legandosi con le proteine (da qui il nome vitamina P, ad indicare la capacità di rafforzare la permeabilità delle vie ematiche). In questo modo il tessuto connettivo accresce il suo tono e viene così tenuta lontano la tendenza alla rottura dei piccoli vasi, in particolare dei capillari (anche in seguito ad edemi o infiammazioni). 

I flavonoidi sono ampiamente diffusi nelle piante e nelle loro componenti come nelle bucce dei frutti, nelle foglie, nella corteccia, nel legno, nelle radici. Essi donano alle varie parti della pianta, frutti e fiori compresi, con l’apporto di altre sostanze (come ad esempio i carotenoidi), le varie gradazioni e sfumature cromatiche (non a caso il loro nome deriva da “flavus”, ovvero “biondo”): dall’arancione al giallo, dal rosso all’azzurro, dal verde al viola, dal bianco al rosa, etc. 

I flavonoidi si ritrovano anche nelle sostanze liquide ottenute dalla lavorazione di certi frutti come ad esempio nel vino, nei succhi di frutta o nel tè. Tale diffusione nelle piante, nelle loro varie parti e nei cibi e liquidi da esse derivati, rende facile l’integrazione di flavonoidi nell’alimentazione, basta però cercare di seguire una dieta varia ed equilibrata come magari quella Mediterranea alla cui base vi è proprio frutta e verdura in gran quantità. 

Le funzioni salutari di tali composti sono comprovate anche dal fatto che già nella pianta intervengono proprio per difenderla dagli attacchi esterni di sostanze patogene e dagli effetti interni negativi dovuti alle radiazioni solari (ultravioletti), inoltre partecipano in modo attivo ai processi metabolici ed enzimatici, come ad esempio la fotosintesi clorofilliana.

 Ad oggi sono stati individuati circa 4.000 diversi flavonoidi e fanno tutti parte, secondo la loro struttura chimica, di un più largo gruppo definito polifenoli (che sono la numerosa ed eterogenea famiglia dei vari metaboliti delle piante), mentre le sottoclassi più importanti sono rappresentate da antocianine (o antociani), calconi, catechine, flavoni, flavanoli, flavanoni, isoflavoni, neoflavoni e proantocianidine (o PAC). 

La loro scoperta risale agli ultimi anni ’30, quando venne dimostrato che l’estratto di bucce di arance combinato con vitamina C era efficace nel rafforzare i capillari. Ciò dette il via ad ulteriori ricerche che confermarono di volta in volta le proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie dei flavonoidi. 

Si scoprì inoltre che queste fito-sostanze erano in grado di proteggere dall’ossidazione anche la stessa Vitamina C e di interagire sinergicamente con essa; tanto che oggi un altro nome con il quale certe volte vengono definiti tali composti naturali è “vitamina C2”. Dunque l’associazione di bioflavonoidi e vitamina C è ancora più efficace di quest’ultima assunta da sola. 

In tal modo i flavonoidi risultano degli ottimi spazzini dei radicali liberi, consentendo la prevenzione di pericolosi e dannosi danni ossidativie possiedono la propositiva funzione di ridurre accumuli di colesterolo e piastrine, scongiurando restringimenti dei vasi e conseguenti possibili patologie cardiovascolari (ad esempio contro i trombi e le loro conseguenze), e di stimolare ed aumentare la risposta immunitaria, contrastando formazioni cancerose. 

Numerosi studi hanno infatti dimostrato che la regolare introduzione nella dieta di Flavonoidi ha un’azione preventiva verso molte malattie come quelle allergiche, virali, infiammatorie, cardiovascolari (arteriosclerosi, infarto trombotico), ossee (osteoporosi), tumorali, psicopatologiche e neurodegenerative. 

Ulteriori ricerche hanno posto in evidenza proprietà estrogeniche dei bioflavonoidi, ovvero la possibilità di sostituire composti di flavoni alle terapie ormonali portate avanti a causa di irregolarità o dolori di tipo mestruale. Infatti tali sostanze si sono rese efficaci nel regolare il flusso e nel prevenire perdite eccessive durante il ciclo, sempre per la loro capacità di aumentare la resistenza delle pareti dei vasi sanguigni. 

Alcuni dei bioflavonoidi maggiormente conosciuti sono: la Apigenina, la Baicalina, la Betanina, la Catechina (mela, tè verde), la Citrina, la Diasmina, l’Epicatechina (cacao, tè verde), l’Esperidina (arancia, limone, pompelmo), la Genisteina, la Luteolina, la Naringina (arancia, limone, pompelmo), la Pinocembrina (miele, propoli / dal polline dei fiori), il Pycnogenolo, la Quercetina (Biancospino, Calendula, Camomilla, cipolla, Ginkgo biloba, Iperico, Ippocastano, Luppolo, mela, mirtillo, tè verde), la Rutina (agrumi, Eucalipto, grano saraceno, Menta piperita, Rabarbaro, vino rosso). 

Il fabbisogno quotidiano di bioflavonoidi non ha valori precisi; viene comunque valutato sufficiente un loro apporto che va dai 50 ai 200 mg al giorno. Il loro assorbimento avviene nell’intestino, dal quale passano direttamente nel flusso sanguigno. Eccessive quantità di questi composti non sono tossiche e vengono eliminate attraverso l’urina o la sudorazione. 

I sintomi carenziali di flavonoidi sono, come per la vitamina C, emorragie, fragilità capillare, ematomi ed edemi sottocutanei, infiammazioni, maggior esposizione ai virus, agli agenti tossici esterni, allo stress psicofisico e all’invecchiamento e quindi più probabilità di subirne conseguenze negative. Antagonisti dei bioflavonoidi sono lo stress, il tabacco, l’alcol, i cortisonici, l’acido acetilsalicinico, la caffeina, gli antibiotici, mentre la loro sintesi viene agevolata e migliorata dalla stessa vitamina C e da Sali Minerali come calcio e magnesio. 

I flavonoidi oltre ad apportare le loro benefiche proprietà sopra descritte, contribuiscono anche a fornire aroma e sapore a molti cibi e bevande, a colorarli in modo naturale ed infine ad agevolarne la conservazione sempre grazie alla loro attività antiossidante e antimicrobica. 

Gli alimenti (frutti e verdure), le bevande e le piante ricchi di bioflavonoidi sono: aglio, albicocche, arance, bacche di sambuco, barbabietole, biancospino, broccoli, cacao, cardi, camomilla, cavolo, centella asiatica, ciliege, cioccolato fondente, cipolle, finocchi, eucalipto, frutti di bosco (fragole, lamponi, mirtilli, more, ribes), ginkgo biloba, grano saraceno, ippocastano, limoni, mele, menta piperita, miele (dal polline), peperoni, pesche, pomodori, pompelmi, propoli (dal polline), prugne, rabarbaro, radice di liquerizia, rape, spinaci, tè verde, uva, vino rosso (ricco oltre che di flavonoidi anche di altri polifenoli come ad esempio il Resveratrolo, anch’esso utile alla salute cardiocircolatoria).

http://www.cpsico.com/flavonoidi_bioflavonoidi_flavonoide_bioflavonoide.htm

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