L’olio di semi di canapa

L’olio di semi di canapa è un prodotto ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi delle piante del genere Cannabis Sativa. L’olio di semi di canapa può essere bruciato ed utilizzato come biocombustibile, adoperato per condire i cibi o sfruttato come solvente naturale, non inquinante, per le vernici [1].

La comune contrazione in “olio di canapa” è un modo di dire fuorviante e sbagliato, poiché si tratta di due prodotti completamente differenti, estratti da parti diverse della pianta di canapa.

Proprietà

Contiene acidi grassi essenziali del tipo omega 3 e omega 6, il rapporto tra omega 6 e omega 3 è di 3 a 1. Oltre agli omega 3 e agli omega 6 contiene la vitamina E, la vitamina B1, la vitamina B2 e altre.

Il livello di THC è molto basso, meno di una parte per milione e per avere effetti psicotropi da parte di questa sostanza bisogna assumerne dai cinque ai nove litri al giorno. Fino ad oggi non si è verificato nessun tipo di effetti collaterali derivanti dall’assunzione di olio di semi di canapa, però si sono verificati gli effetti benefici sulla salute, sia per i bambini che per gli adulti, nella prevenzione e nel trattamento delle malattie la cui base è infiammatoria [3]. Nell’olio di semi di canapa troviamo anche discrete quantità di vitamina A (antiossidante naturale), di vitamina PP (B3) e di vitamina C. [1] L’olio di semi di canapa ha un odore e un sapore gradevole e può essere utilizzato per condire insalata, pasta, pesce ed essere introdotto nell’uso quotidiano al posto degli altri oli di semi.

Per l’olio di semi di canapa, come per tutti gli oli vegetali, è importante la qualità dei semi, la spremitura a freddo, la conservazione in ambiente fresco e buio per evitarne l’ossidazione e l’irrancidimento. Inconvenienti questi ultimi che vengono evitati anche con l’uso di contenitori di vetro scuro e mantenendo la bottiglia in luogo fresco o nel frigo dopo l’apertura.

Uso terapeutico

L’olio di semi di canapa è principalmente un valido antinfiammatorio. Ne è stata inoltre dimostrata l’efficacia per la cura di diverse patologie.

Colesterolo

L’uso quotidiano di olio di semi di canapa (circa 4/5 cucchiaini al giorno) fa diminuire rapidamente gli eccessivi livelli nel sangue di colesterolo LDL (quello “cattivo”) e di colesterolo totale, riducendo così anche il rischio di trombosi e abbassa, inoltre, i livelli di trigliceridi nel sangue.

Malattie cardiovascolari

L’assunzione dell’olio di semi di canapa, in sostituzione di altri olii, aiuta a prevenire e a ridurre l’arteriosclerosi ed altre malattie cardiovascolari perché mantiene più elastiche le pareti dei vasi sanguigni ed evita l’accumulo di grasso nelle arterie.

Malattie ossee e infiammazioni

Viene usato anche per la prevenzione e per la cura dell’artrosi e dell’artrite reumatoide e di altre malattie infiammatorie come l’infezione cronica della vescica, la colite ulcerativa, il trattamento del colon irritabile e della malattia di Crohn.

Sindromi ginecologiche e neurologiche

Utilissimo per la sindrome premestruale e nella menopausa; combatte l’osteoporosi e viene impiegato per curare problemi di apprendimento, deficit della memoria, difficoltà di concentrazione e mancanza di attenzione, depressione cronica e depressione post-parto.

Pneumopatie

L’olio di semi di canapa è impiegato nella cura delle malattie asmatiche e nelle affezioni respiratorie, sia delle basse che delle alte vie respiratorie.

Malattie della pelle

Data la sua potentissima azione antinfiammatoria, quest’olio è ottimo per molti problemi della pelle come: psoriasi, vitiligine, eczemi, micosi, irritazioni da allergie, dermatiti secche e per tutte le infiammazioni o irritazioni localizzate. Può inoltre migliorare le condizioni della pelle affetta da acne. Oltre che all’assunzione per bocca, si applica anche direttamente sulla zona da trattare per ridurre i pruriti e le infiammazioni. Efficace anche per la cura dei funghi alle unghie (onicomicosi) [2].

Combustibile e utilizzo nel settore automobilistico

L’olio estratto dalla cannabis può essere utilizzato in alcuni tipi di motore, in particolare i motori Diesel.

Nel 1937 Henry Ford creò la Hemp Body Car, in gran parte realizzata in plastica di canapa ed alimentata a etanolo di canapa. Tuttavia, Ford morì sei anni dopo e nel 1955 la coltivazione della canapa venne proibita negli Usa, dunque la vettura non entrò mai in produzione. Alcuni ritengono che la proclamazione di leggi proibizionistiche nei confronti della cannabis negli Stati Uniti prima della seconda guerra mondiale sarebbe stata legata anche alla concorrenza tra la nascente industria petrolchimica e la possibilità di usare l’olio di questa pianta come combustibile [4]. Questo sarebbe dimostrato anche dalla riduzione dei prezzi del petrolio al 50% operata, secondo tali fonti, proprio per fare concorrenza all’olio combustibile naturale [5].

L’utilizzo della canapa nel settore automobilistico fu ripreso dalla casa inglese Lotus negli anni 2000[6].

Altri usi

L’olio di semi di canapa può essere impiegato anche nella produzione di vernici. Nel 1935 negli USA furono usate 58 mila tonnellate di semi di canapa per tinte e vernici. Nel 1700 a Genova si impiegava, in alternativa all’olio di lino, nella tinteggiatura degli esterni degli edifici, per migliorarne la resistenza alla salsedine [7].

Note

[1] Luther Cannabis (prefazione di Fabrizio Rondolino) L’Erba di casa è sempre più verde. Ecomanuale di coltivazione indoor. Stampa alternativa. 2010. ISBN 978-88-6222-129-0.

[3] Atti del Primo Convegno: L’olio di semi di canapa nella pratica medica, Roma Giugno 2012 | Modin.org.

[4] Jack Herer. 1985. The Emperor Wears No Clothes. Ah Ha Publishing, Van Nuys, CA.

[5]La storia segreta della canapa.

[6] Provocazione Lotus, sportiva ma molto ecologica.

[7] Usi industriali attuali o possibili della canapa.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Olio_di_semi_di_canapa

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L’olio di canapa si ricava dai semi dell’omonima pianta (Cannabis sativa), che lo contengono in percentuali vicine al 30%. L’olio può essere estratto per spremitura o estrazione con solventi; presenta un colore variante dal verde chiaro al verde intenso, ha un odore poco marcato ed un sapore che ricorda quello delle nocciole. Una volta raffinato, l’olio di semi di canapa appare di colore chiaro, quasi trasparente, si conserva meglio ma perde una parte non trascurabile del suo valore nutritivo.

Rapporto omega 6 /omega 3 in alcuni oli di uso comune

Olio di semi di lino

1:4

Olio di colza

2:1

Olio di canapa

3:1

Olio di soia

8:1

Olio di oliva

9:1

Olio di germe di grano

10:1

Olio di arachidi

62:1

Olio di girasole

71:1

L’olio di semi di canapa può essere bruciato ed utilizzato come bio-combustibile, adoperato per condire i cibi o sfruttato come solvente naturale, non inquinante, per le vernici.

Insieme ai pesci, ai semi di lino ed ai relativi oli, l’olio di semi di canapa è una delle poche fonti alimentari di acido alfa linolenico (capostipite della famiglia omega 3). In particolare, l’olio di semi di canapa è noto per il suo ottimale equilibrio tra omega 6 ed omega 3, presenti rispettivamente in rapporto 3:1. Al contrario nella maggior parte degli oli consumati in Italia tale rapporto è nettamente spostato verso gli omega 6.

Dagli studi condotti per indagare l’ottimale apporto di acidi grassi essenziali è emerso che durante la storia evoluzionistica dell’uomo il rapporto tra omega 6 e omega 3 era di 1-2/1, mentre oggi nelle società occidentali si colloca fra 10-20/1.

Popolazioni

Rapporto omega 6 /omega 3

Paleolitico

0,79

Grecia prima del 1960

1,00/2,00

Stati Uniti 2000

16,74

Regno Unito e nord Europa

15

Giappone

4

Italia

13

Si ritiene che l’eccessivo apporto di acidi grassi omega 6, a fronte di una ridotta assunzione di omega 3, faciliti l’insorgenza di svariate malattie a componente infiammatoria (dermatite, asma, artrite reumatoide ecc.) ed aumenti il rischio cardiovascolare. La carenza di questi nutrienti essenziali, che essendo tali devono essere necessariamente assunti con la dieta, è stata messa in relazione anche alla dismenorrea (vedi l’articolo dedicato ai dolori mestruali).

L’olio di semi di canapa pressato a freddo contiene circa il 10% di acidi grassi saturi (soprattutto il palmitico e lo stearico) e circa il 90% di acidi grassi insaturi. Tra questi ultimi, l’apporto di acido linoleico (omega 6) è pari al 50-60%, mentre quello di acido alfa linolenico (omega 3) è pari al 15-20%; inoltre, si ritrovano anche discrete quantità di acido gamma linolenico (1-4%), appartenente alla famiglia degli omega 6 e acido stearidonico (1-2%), appartenente alla famiglia degli omega 3.

Approssimativamente, un cucchiaio di olio di semi di canapa (circa 10 grammi) fornisce all’organismo 1,7 grammi di omega 3, arrivando a coprire l’intero fabbisogno giornaliero dell’adulto. Si consiglia comunque, soprattutto all’anziano e alle persone debilitate, di non sostituirlo al regolare consumo di pesce (almeno due o tre porzioni settimanali), in quanto nell’olio di canapa non troviamo significative quantità di acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA).

Nei semi di canapa, oltre ad una buona percentuale di olio, che abbiamo visto essere di circa il 30%, si ritrovano ottime quantità di proteine con buon valore biologico (20%), fibre insolubili (20-30%) e carboidrati (10-15%).

Al pari degli altri oli, ogni grammo di olio di canapa fornisce all’organismo 9 calorie. Questo ottimo alimento dev’essere consumato preferibilmente crudo e per il suo basso punto di fumo non va impiegato nelle fritture. Per il suo gradevole sapore può essere utilizzato per condire le insalate o il pane al posto del tradizionale olio di oliva. Pur essendo meno stabile di quest’ultimo, la ricchezza di tocoferoli ed altri antiossidanti contrasta in parte l’alta suscettibilità all’irrancidimento dovuta alla ricchezza di acidi grassi polinsaturi. Nell’olio di canapa ritroviamo infatti anche discrete quantità di vitamina E e fitosteroli. Possono essere presenti anche tracce di cannabinoidi, quali il Tetraidrocannabinolo (THC), talmente esigue da rendere improbabile qualsiasi fenomeno di “tossicità” (ne servirebbero alcuni litri al giorno).

Per godere a pieno del valore nutrizionale dell’olio di canapa e prevenire i fenomeni di ossidazione e irrancidimento, è molto importante scegliere prodotti estratti per spremitura a freddo e conservati in bottiglie di vetro scure, ben chiuse e conservate al riparo da fonti di luce e calore. Dopo l’apertura, l’olio di semi di canapa andrebbe riposto e conservato in frigorifero.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/integratori/olio-di-canapa.html

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I semi di canapa rappresentano un alimento naturale selezionato da speciali sementi autorizzate di Canapa Sativa alimentare. Sono composti per un quarto da elementi proteici, in una combinazione unica nel mondo vegetale in grado di soddisfare le necessità nutrizionali dell’uomo. Un solo seme, infatti, racchiude, in buona proporzione e in forma digeribile, tutti e otto gli aminoacidi essenziali per la sintesi proteica. Questa combinazione è in grado di fornire al nostro organismo la base su cui creare altre proteine, come ad esempio le immunoglobuline anticorpali capaci di esercitare un’azione protettiva verso le infezioni. Ecco quindi che tali semi hanno in sé proprietà immunostimolante. Il seme di canapa presenta una frazione grassa costituita per il 70-75 per cento da una miscela di acidi grassi essenziali EFA, come l’acido linoleico (omega 6) , l’alfa linolenico (omega 3) e l’acido gamma linolenico molto importanti in quanto regolano l’attività dei muscoli, dei recettori nervosi e di numerose ghiandole presenti nel nostro organismo. Nei semi di canapa, gli acidi grassi omega 3, omega 6 e GLA rappresentano la percentuale più alta e il miglior rapporto possibile in un singolo elemento. Poiché la carenza di acidi grassi essenziali può causare disfunzioni neurologiche e visive, ipertensione, sbilanciamento ormonale, difficoltà di rimarginare ferite e di crescita cellulare, artrite e sindrome premestruale, l’assunzione di semi di canapa ha un effetto protettivo su tutte queste patologie. Infine, avendo anche un ottimo tenore in carboidrati, costituiscono un eccellente integratore energetico. Buona è anche la percentuale di fibra e di sali minerali, in particolare il ferro e il fosforo ma anche potassio magnesio e calcio. Dal punto di vista vitaminico, i semi di canapa sono ricchi di vitamina A, E, PP, C e vitamine del gruppo B, eccetto la B12. La ricchezza di vitamina E è importante per l’azione antiossidante e preventiva sulle malattie degenerative.

I semi di canapa hanno un gradevole sapore di nocciola e sono rivestiti da un guscio ben digeribile che conserva gli oli e le vitamine. Possono essere usati crudi o tostati, da soli o con altri semi come condimento per insaporire insalate, verdure, macedonie e muesli, primi piatti, nella decorazione dei dessert, nella preparazione del pane, dei grissini o di altre pietanze. Frullati da soli o con altri semi, si ottiene un composto pastoso dal sapore delicato, tipo burro da spalmare o utilizzare come condimento. La farina ottenuta dalla macinazione dei semi viene utilizzata nella preparazione del latte di semi di canapa ma anche del tofu di canapa, una variante del tofu classico, a base di fagioli di soia gialla, oltre che di seitan ai semi di canapa.

I semi di canapa vengono inoltre utilizzati nella preparazione dell’olio di semi di canapa che si ottiene per spremitura a freddo affinché le sue proprietà non vengano perdute. Si tratta di una tipologia di olio da utilizzare a crudo nel condimento delle pietanze, come alternativa all’olio di oliva. L’olio di semi di canapa mantiene le proprietà dei semi stessi, risultando altrettanto ricco di acidi grassi essenziali. Esso viene utilizzato in ambito alimentare e risulta molto gradevole grazie al sapore di nocciola proprio dei semi di canapa stessi ma può essere impiegato anche in ambito cosmetico per il nutrimento della pelle e per effettuare dei massaggi. E’ possibile reperire in commercio semi di canapa di origine biologica sia integrali sia decorticati. E’ inoltre possibile trovare in vendita del tofu di canapa, con il nome di Hemp-Fu, oltre che una bevanda a base di semi di canapa, chiamata Hemp Drink. Sia i semi di canapa sia l’olio di semi di canapa dovrebbero essere conservati in frigorifero per preservarne le proprietà nutritive e per evitarne l’irrancidimento.

Fonte: http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/9442-semi-di-canapa-usi-proprieta

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Olio di canapa: prevenzione e terapia delle malattie cardiovascolari

Dott. Jonas Elia, medico chirurgo specialista in pediatria e neuropsichiatria infantile.

Dany Belotherkovsky, diplomato in Reflessologia, con formazione in Medicina Omeopatica attualmente inserito nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Roma.

Le cause per cui si esplicita una malattia cardiovascolare sono molteplici e non tutte ancora ben chiare.

I principali fattori di rischio attualmente conosciuti consistono in: alti livelli ematici di colesterolo non HDL (VLDL,IDL,LDL), bassi livelli di HDL (colesterolo buono), aumento dei valori dei trigliceridi, ipertensione e sovrappeso. Il possibile precoce sviluppo dell’aterosclerosi può provocare eventi cardiaci, trombosi ed ictus cerebrali, mentre l’ipertensione ed il sovrappeso aumentano l’incidenza del diabete di tipo 2, che complica il quadro principale comportando l’incremento d’incidenza delle malattie cardiovascolari. Si sospetta che possano esserci anche altre cause, in particolare di natura infettiva e la sclerosi (indurimento) della parete arteriosa che compare con l’avanzare dell’età. Questi termini ormai sono diventati di uso quotidiano, visto che nell’arco della vita di quasi il 60 percento della popolazione, si manifestano sintomi di malattie cardiovascolari. L’aterosclerosi è considerata una malattia infiammatoria cronica che ha origine dall’infiammazione delle parete interna (intima) dei vasi sanguigni; tale processo può creare le placche contenenti colesterolo e insieme all’aggregazione piastrinica può quindi provocare l’ostruzione dei vasi – in particolar modo delle arterie coronarie che portano il sangue (e quindi l’ossigeno) al muscolo cardiaco (l’occlusione delle arterie coronarie è la prima causa di infarto cardiaco).

La terapia farmacologia attualmente offerta dalla medicina moderna consiste nell’uso di farmaci che abbassano i livelli ematici del colesterolo (statine), altri che diminuiscono la pressione sanguigna (calcio-antagonisti e nitrati) e altri che sono farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), come l’aspirina, che diminuiscono l’aggregazione piastrinica; di solito per protocollo si prescrivono tutti gli agenti farmacologici in dosi diverse (a secondo del quadro clinico) per combattere i principali fattori di rischio.

Il problema della terapia con questi farmaci sintetici è dato dagli effetti collaterali, abbastanza significativi e talora gravi: problemi della funzionalità epatica, miopatie (la cerivastatina è stata ritirata dal commercio nel 2001 proprio per questo), rallentamento del battito cardiaco e senso di affaticamento, problemi a livello gastrico e molti altri ancora. Quindi, le soluzioni adottate dalla medicina moderna consistono nell’utilizzo di composti sintetici che inibiscono le attività enzimatiche o bloccano i recettori specifici, situazione in cui l’organismo cerca di superare gli ostacoli sintetici attraverso l’attivazione di vie metaboliche alternative, fatto che spiega l’aumento costante delle dosi dei farmaci nel tempo.

Da studi più recenti su esseri umani e su animali, è risultato che la somministrazione dell’olio di semi di canapa:

abbassa i livelli ematici di colesterolo non HDL [3, 4];

abbassa i livelli ematici dei trigliceridi [3, 4];

diminuisce il grado di aggregazione piastrinica [6];

è cardioprotettiva dopo un danno al miocardio [4].

L’olio di canapa contiene [1,7] componenti attivi come gli acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6 che sono costituenti importanti ed essenziali delle membrane delle cellule che rivestono le pareti dei vasi sanguigni ed hanno il ruolo di mantenere la corretta funzionalità cellulare. Il rapporto e la forma chimica di tali acidi grassi essenziali, permette all’organismo di metabolizzarli in composti piu attivi, per usarli come mediatori o ligandi specifici solo quando richiesto dall’omeostasi (equilibrio) senza però ostacolare o bloccare le vie metaboliche; oltre al fatto che l’olio di canapa contiene la vitamina E, i fitosteroli, il cannabidiolo (CBD: cannabinoide non psicoattivo), mircelene, clorofilla e molti altri composti naturali che funzionano in sinergia, aumentando gli effetti benefici.

Con l’uso quotidiano di olio di canapa possiamo prevenire in buon parte la progressione di aterosclerosi agendo direttamente sui fattori di rischio, mantenendo piu elastiche le pareti dei vasi senza avere gli effetti collaterali, se invece è già in atto la terapia con farmaci l’olio di canapa puo dare ulteriore miglioramento del quadro clinico, sempre consultando il medico curante.

Gli studi menzionati sopra sono a favore di tale concezione e siamo certi che in futuro studi simili e piu ampi confermeranno gli effetti benefici dell’olio di canapa sia nelle malattie cardiovascolari sia in altre patologie.

Bibliografia:

1. Cary Leizer, David Ribnicky, Alexander, Poulev Slavik, Dushenkov Ilya Raskin. The Composition of Hemp Seed Oil and Its Potential as an Important Source of Nutrition. (Journal of Nutraceuticals, Functional & Medical Foods Vol. 2(4) 2000).

2. Artemis P. Simopoulos MD. Omega–6/Omega–3 Essential Fatty Acid Ratio: The Scientific Evidence. (Biomed Pharmacother. 2002 Oct;56(8):365-79).

3. Ursula S. Schwab James C. Callaway Arja T. Erkkila¨ Jukka Gynther Matti I.J. Uusitupa Tomi Ja¨rvinen. Effects of hempseed and flaxseed oils on the profile of serum lipids, serum total and lipoprotein lipid concentrations and haemostatic factors. (Eur J Nutr (2006) DOI 10.1007/s00394-006-0621-z).

4. Isaac Karimi, Hossein Hayatghaibi. Effect of Cannabis sativa L. Seed (Hempseed) on Serum Lipid and Protein Profiles of Rat. Pakistan Journal of Nutrition 5 (6): 585-588, 2006.

5. A. Al-Khalifa,2 T. G. Maddaford. Effect of dietary hempseed intake on cardiac ischemiareperfusion injury. Am J Physiol Regulatory Integrative Comp Physiol. 2007.

6. Richard MN, Ganguly R, Steigerwald SN, Al-Khalifa A, Pierce GN. Dietary hempseed reduces platelet aggregation. J Thromb Haemost 2007; 5: 424–5.

7. Jonas Elia, Belotherkovsky Dany. “L’olio di semi di canapa come supplemento dietetico nella pratica medica”. http://www.modin.org .

8. Peter Libby, MD; Paul M. Ridker, MD; Attilio Maseri, MD. Inflammation and Atherosclerosis. Circulation. 2002;105:1135.

9. Larry L. Carr, DO .Summary of the Role of Statins in the Treatment of Dyslipidemia.JAOA • Vol 103 • No 7_suppl_3 • July 2003 • 1-3.

10.McGill HC, McMahan A, Herderick EE, Zieske AW, Malcolm GT, Tracy RE, et al. Obesity accelerates the progression of coronary atherosclerosis in young men. Circulation.2002;

105:2712 -2718.

11.American Heart Association. 2005. Heart and Stroke Statistical Update. Dallas.

12.Ramachandran S. Vasan. Biomarkers of Cardiovascular Disease. Circulation.

2006;113:2335-2362.

13. Thomas A. Pearson, MD, PhD. AHA Guidelines for Primary Prevention of Cardiovascular Disease and Stroke: 2002 Update. Circulation. 2002;106:388

Fonte: https://modin.files.wordpress.com/2007/09/olio-di-canapa-prevenzione-e-terapia-delle-malattie-cardiovascolari.pdf

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“L’olio di canapa nell’alimentazione” di  Antonella Chiechi

Dott. Antonella Chiechi – Medico Chirurgo – Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio Email: dott.chiechi@tiscali.it Cell. 328 8452360 

L’olio di semi di canapa è un alimento che si ricava per spremitura a freddo dei semi della pianta di canapa, Cannabis Sativa. E’ noto che l’olio di semi di canapa veniva usato già dai cinesi nel periodo neolitico intorno al 3000 a.c. per combattere le infiammazioni delle pelle ed i semi erano considerati tonici, ricostituenti, lassativi, diuretici ed eccellenti per liberare dai vermi i neonati e gli animali. Alcuni studi sull’utilizzo terapeutico della canapa sono documentati anche nella letteratura araba (secoli VIII-IX), le parti della pianta più usate in terapia erano i semi, meno le foglie.

Il seme di canapa è l’alimento vegetale con il più alto valore nutrizionale.

Ha un contenuto di proteine pari al 20-25%: l’elevato contenuto di edestina, insieme con l’altra proteina globulare, l’albumina, fa in modo che tali proteine contengano tutti e nove gli amminoacidi essenziali in una combinazione proteica unica in tutto il mondo vegetale, fornendo così al nostro corpo la base su cui creare altre proteine come le immunoglobuline. Queste sono gli anticorpi che respingono le infezioni prima ancora che arrivino i primi sintomi percepibili.

Di grande rilievo anche il tenore dei carboidrati che gli conferiscono un valore energetico elevato (516 Kcal per 100 g).

Il seme di canapa presenta una frazione grassa (34-35%) di ottima qualità e di composizione equilibrata, costituita per il 70-75% da una miscela di acidi grassi polinsaturi quali l’acido linoleico (omega 6), l’acido linolenico (omega 3) ed il gammalinolenico (insostituibile nel processo di sintesi delle prostaglandine, sostanze che regolano l’attività di numerose ghiandole, dei muscoli e dei ricettori nervosi). L’acido linoleico omega-6 e l’acido alfa-linolenico omega-3 sono acidi grassi essenziali (Essential Fatty Acid = EFA), cioè, il corpo non riesce a sintetizzarli da altre molecole. Questi acidi devono essere necessariamente presenti nella nostra dieta in quantità sufficiente per non sviluppare sintomi di carenza o addirittura serie malattie. Globalmente gli acidi grassi polinsaturi omega 6 e omega 3 dovrebbero essere assunti in una proporzione ideale di 3:1 fino a 5:1. L’alto valore dell’olio di canapa risiede nel suo fornirci entrambi gli EFA in una proporzione benefica per l’uomo. Tecnicamente gli omega (Q) sono acidi grassi polinsaturi che, dal punto di vista chimico, hanno la caratteristica di possedere un primo doppio legame in posizione 3 (Q3) o in posizione 6 (Q6) a partire dall’ultimo atomo di carbonio della catena che li forma. Oggi sappiamo che gli acidi grassi essenziali agiscono attraverso vari meccanismi d’azione, svolgendo ruoli essenziali nel traffico metabolico come metaboliti e messaggeri sia agendo direttamente sui recettori nucleari per attivare o reprimere diverse vie metaboliche necessarie per la corretta risposta difensiva della cellula, sia permettendo all’organismo di formare le molecole eicosanoidi che sono coinvolte nelle funzioni riproduttive, nelle infiammazioni, nella febbre e nel dolore associato a traumi o malattie, nella formazione dei coaguli di sangue, nella regolazione della pressione sanguigna, nella secrezione dell’acido gastrico e in molti altri processi importanti per la salute dell’uomo. Lo spettro degli acidi grassi dell’olio di canapa è alla base dei sui benefici nutritivi. Se paragonato ad altri oli commestibili non raffinati, l’olio di canapa ha alte percentuali di acidi grassi essenziali (in genere il 75%) per lo più in forma di acido linoleico omega 6. Una grande proporzione (dal 15% al 25%) di acido alfa linolenico omega 3, che si può trovare in consistenti quantità solo in pochi altri oli usati comunemente per cucinare, come l’olio di soia e quello di colza (l’olio di lino, pur contenendo più del 50% di acido alfa linoleico e pur essendo un ottimo integratore dietetico, non è un buon olio da cucina a causa del sapore e della sua stabilità). Il 10-15% è composto di acido oleico monoinsaturo e il totale degli acidi grassi saturi è il 9-11% di tutti gli acidi grassi dell’olio di canapa. Inoltre contiene basse percentuali di molti altri acidi grassi polinsaturi che hanno un ruolo importante nel metabolismo umano, come l’acido gamma linolenico (GLA, omega-6) e l’acido stearidonico (omega-3). Il contenuto di questi acidi grassi “minori” varia considerevolmente in dipendenza della varietà e delle condizioni di crescita. Le varietà che si sono adattate alle latitudini settentrionali producono un olio con concentrazioni di questi acidi grassi superiori. Questo dimostra l’enorme potenziale miglioramento che potrebbe avere lo spettro degli acidi grassi dell’olio di canapa con un allevamento adeguato. Di conseguenza, al momento, gli agricoltori europei e canadesi stanno sviluppando delle varietà che abbiamo una resa di olio superiore e un contenuto di GLA maggiore del 5%. La maggior parte degli oli vegetali non contiene il rapporto ottimale di S26/S23 (3 a 1), e tende a promuovere l’accumulo di prodotti intermedi che ostacolano il metabolismo degli acidi grassi. L’olio di semi di canapa, al contrario, è correttamente equilibrato e non promuove accumulo di prodotti metabolici.

Considerevole anche la dotazione di vitamine A, E (antiossidanti naturali), PP, C e del gruppo B (esclusa la B12). Ricordiamo inoltre i fitosteroli e alcuni componenti la famiglia dei cannabinoidi, quali il Tetraidrocannabinolo (THC) e il Cannabidiolo (CBD). Quest’ultimo non ha alcun effetto psicoattivo, ma agisce sul sistema delle anandamidi prodotte dal nostro organismo (cannabinoidi endogeni) che modulano le risposte dell’organismo nel sistema immunitario e agevolano le funzionalità cognitive e mentali attraverso l’attivazione di recettori specifici recentemente scoperti. Il livello di THC è molto basso, meno di una parte per milione e per avere effetti “tossici” da parte di questa sostanza bisogna assumerne dai sei ai nove litri di olio al giorno.

L’olio di canapa rappresenta un rimedio basilare cioè un alimento che per sua natura può ottimizzare la risposta del sistema immunitario come prevenzione ma anche nel trattamento delle malattie alla cui origine c’è la reazione infiammatoria. Il mondo scientifico ammette la straordinaria importanza del consumo adeguato dei acidi grassi essenziali e la ricerca è ancora in continuo sviluppo. E’ stato dimostrato che la somministrazione dell’olio di semi di canapa abbassa i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, diminuisce il grado di aggregazione piastrinica, è cardioprotettiva dopo un danno al miocardio. (Omega 6/0mega3 Essential Fatty Acid Ratio: The Scientific Evidence. Biomed Pharmacother. 2002 Oct;56). La maggior parte delle malattie cardiovascolari è causata dalla formazione di placche nelle arterie, cioè di depositi di grasso sulle pareti interne dei vasi sanguigni che, con il passare del tempo, si induriscono e impediscono al sangue di circolare (arteriosclerosi).Questo processo potrebbe portare ad un completo blocco della circolazione del sangue, causando un colpo apoplettico o un attacco di cuore (Anandamide and endothelium-derived hyperpolarizing factor act via a common vasorelaxant mechanism in rat mesentery. Eur 1 Pharmaco11998;346). Il colesterolo LDL (quello “cattivo”), un lipide appiccicoso presente nel sangue, contribuisce in larga misura alla formazione di placche nel sangue. Tra gli altri fattori, come il fumo e lo stress, l’immissione di acidi grassi saturi contribuisce ad aumentare i livelli di LDL nel sangue. È stato provato che l’assunzione di una dose giornaliera di acido linoleico e di GLA (omega-6), equivalente a quattro/cinque cucchiaini di olio di canapa, fa diminuire rapidamente gli eccessivi livelli nel sangue di colesterolo LDL e di colesterolo totale, riducendo così il rischio di trombosi. Altri studi hanno mostrato che gli acidi grassi omega 3 riducono significativamente il rischio di morte tra i soprawissuti ad attacchi cardiaci. In questo modo, la sostituzione di altri oli e grassi dietetici con l’olio di canapa aiuta a ridurre il rischio di arteriosclerosi e di altre malattie cardiovascolari. (Endocannabinoids:a new class of vascular vasoactive substances. Trends Pharmacol Sci 1998; 55-8).

In fine l’olio di canapa contiene anche piccole quantità di molte altre sostanze benefiche o persino essenziali. Da menzionare: i fitosteroli che ostacolano l’assorbimento del colesterolo da parte del corpo umano e i livelli di colesterolo nel sangue. I fosfolipidi, come la lecitina, che sono essenziali per l’integrità delle membrane cellulari, aiutano a scindere i grassi ingeriti e migliorano il loro utilizzo da parte del fegato. I caroteni, che sono i predecessori della vitamina A, necessari per crescita e per la vista. Molti minerali, tra cui il calcio, il magnesio e il potassio. La presenza di queste sostanze nutritive nell’olio di canapa sostiene la sua reputazione come alimento olistico che fornisce una vasta gamma delle sostanze nutritive di cui il nostro corpo necessita, in un insieme bilanciato e gradevole al palato. L’olio di canapa può essere considerato un “vaccino” nutrizionale, nel senso che ha tutti gli effetti di un alimento protettivo, introdotto quotidianamente nella dieta. L’olio di canapa ha un odore e un sapore gradevole e può essere utilizzato, per condire l’insalata, la pasta, il pesce ed essere introdotto nell’ uso quotidiano al posto degli altri oli di semi. Per l’olio di canapa, come tutti gli oli vegetali, è importante la qualità dei semi, la spremitura a freddo, la conservazione in ambiente fresco e al buio per evitare l’ossidazione e l’irrancidimento, inconvenienti ultimi che vengono evitati con l’uso di contenitori di vetro scuro e mantenendo la bottiglia in luogo fresco o nel frigo dopo l’apertura. L’individuo sano deve assumere 1 cucchiaino da tè d’olio di canapa al giorno, tutto l’anno con eccezione dei mesi più caldi. Nell’individuo malato la dose minima è di 1 cucchiaio da tavola al giorno tutto l’anno e si può salire fino a 3 cucchiai al giorno come terapia di attacco.

Altri oli di semi:

l’olio di lino contiene un rapporto invertito tra acidi grassi S26/S23 e può contenere linamarina, glucoside tossico che si accumula nei tessuti e per evitare tale tossicità si raccomanda infatti di assumere i semi interi o dopo averli bolliti almeno per 10 minuti e in ogni caso è sconsigliabile assumerne in grandi quantità;

l’olio di borragine non contiene gli omega 3 ma solo gli omega 6, però contiene tracce di tossine naturali denominate alcaloidi della pirrolizidina, le quali sono alcaloidi tossici che col tempo tendono ad accumularsi nei tessuti e possono provocare tumori o danneggiare il fegato, i reni, il tratto gastrointestinale e l’apparato respiratorio.

Per quanto riguarda gli integratori di omega 3 a base di olio di pesce, questi sono oli concentrati e prodotti con un processo di purificazione in cui l’olio di pesce viene fatto reagire con etanolo formando un substrato sintetico chiamato “estere etilico degli acidi grassi omega 3”. La soluzione ricavata viene distillata sotto vuoto e condensata. La struttura chimica in cui gli acidi grassi omega 3 si trovano naturalmente nell’olio di pesce, invece, è quella dei trigliceridi naturali. E’ possibile produrre dei concentrati di acidi grassi omega 3 che siano nella loro forma naturale solo che è necessario un passaggio ulteriore, il passaggio in più nella produzione implica dei costi maggiori per il prodotto finale, la cosa più grave è che tali oli possono essere inquinati con mercurio, diossine furani e metalli pesanti che derivano dal pesce stesso e se si tratta di un consumo prolungato nel tempo (come è giusto che sia per gli acidi grassi essenziali) questi contaminanti possono raggiungere livelli altamente tossici e quindipericolosi per la salute.

Olio di semi di canapa e olio d’oliva a confronto (100 g di parte edibile)

Composizione frazione grassa                                            Olio di semi di canapa                                              Olio d’oliva

Lipidi totali                                                                                             99,5                                                                      99,9

Grassi saturi tot.                                                                                      5,0                                                                      14,4

Grassi monoinsaturi tot.                                                                      12,5                                                                       72,9

Grassi polinsaturi tot.                                                                           82,0                                                                        7,5

Omega 3 (acido linolenico)                                                                  18,0                                                                      0,99

Omega 6 (acido linoleico)                                                                    64,0                                                                         6,7

Fonte: http://embio.it/media/wysiwyg/altri_prodotti/olio%20di%20canapa.pdf

Note

[1] Nell’olio di canapa sono presenti anche quantità significative di aminoacidi, essenziali al corretto funzionamento dell’organismo; sali minerali come ferro, calcio, magnesio, potassio, fosforo; fitosteroli e cannabinoidi (specialmente CBD, cannabidiolo) che secondo le più recenti acquisizioni medico-scientifiche hanno un’importante funzione di modulazione per quanto riguarda il sistema immunitario e le funzioni cognitive (Fonte: http://www.cure-naturali.it/olii-vegetali/2404/proprieta-benefici-olio-di-canapa/4150/a).

[2] I benefici dell’olio si canapa

Un apporto quotidiano di olio di semi di canapa nella misura di un cucchiaino da tè al giorno, a livello preventivo e da uno a tre cucchiai da tavola da distribuire nella giornata hanno dimostrato risultati eccellenti in caso di:

disturbi del sistema osteoarticolare e muscolare: viene usato anche per la prevenzione e per la cura dell’artrosi e artriti, dolori muscolari e articolari;

patologie autoimmuni; altre malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide e il Morbo di Crohn;

disturbi cardiovascolari e del metabolismo: l’uso quotidiano di olio di canapa (circa 4/5 cucchiaini al giorno) abbassa rapidamente il colesterolo e di trigliceridi nel sangue, riducendo così anche il rischio di trombosi, ipertensione, vasculopatie e aterosclerosi e le malattie cardiovascolari in genere, perché mantiene elastiche le pareti dei vasi sanguigni;

patologie del sistema respiratorio: è impiegato nella cura dell’asma, sinusite, tracheite e diverse affezioni respiratorie, sia delle basse che delle alte vie respiratorie;

affezioni della pelle in genere: dermatiti atopiche e secche, psoriasi, herpes, eritemi, vitiligine, eczemi, micosi e per tutte le infiammazioni o irritazioni localizzate. Può inoltre migliorare le condizioni della cute affetta da acne. Oltre che all’assunzione per bocca, si applica anche direttamente sulla zona da trattare per ridurre i pruriti e le infiammazioni. Efficace anche per la cura dei funghi alle unghie (onicomicosi);

patologie a carico del tratto gastro-intestinale e del fegato: l’infezione cronica della vescica, la colite ulcerativa, il trattamento dell’intestino irritabile;

squilibri del sistema ormonale femminile: cisti ovariche, dolori mestruali, fibrocisti mammarie, è utilissimo per la sindrome premestruale e nella menopausa, perché combatte l’osteoporosi;

problemi di natura neurologica e psichica: rinforza il sistema nervoso, per questa ragione viene impiegato per curare problemi di apprendimento, deficit della memoria, difficoltà di concentrazione e mancanza di attenzione, depressione cronica e depressione post-parto; disturbi del linguaggio e caratteriali, autismo, nevrosi. (Fonte: http://www.cure-naturali.it/olii-vegetali/2404/proprieta-benefici-olio-di-canapa/4150/a).

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