Castione della Presolana. Parrocchia di sant’Alessandro martire. Sec. XIV – 1989

Parrocchia della diocesi di Bergamo. In una lista delle chiese di Bergamo sottoposte ad un censo imposto dalla Santa Sede circa nel 1260, in località Castione risultavano presenti due chiese, l’una intitolata a Sant’Alessandro e l’altra a San Pietro (Chiese di Bergamo sottoposte a censo).

Un ulteriore attestazione delle chiese di Castione risale al 1360. E’ possibile affermarlo grazie all’analisi di una serie di fascicoli che registrano, a partire da quella data, le taglie e le decime imposte al clero dai Visconti di Milano e dai papi. Tra di essi, un’ordinanza di Bernabò Visconti riporta dapprima un indice generale (“nota ecclesiarum”) delle chiese e dei monasteri di Bergamo, per poi specificarne le rendite e la tassa, nominando di ogni beneficio il titolare. In questa fonte troviamo attestazione delle chiese di Castione, dipendenti dalla pieve di Clusone. Dall’attestazione del reddito, si ricava che in Sant’Alessandro esistevano due benefici (Nota ecclesiarum 1360).

In occasione della visita apostolica dell’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, avvenuta il 25 settembre 1575, la parrocchia di Castione, dipendente dalla pieve di Clusone, risultava intitolata a Sant’Alessandro. Essa godeva di un beneficio di 70 scudi. La comunità di Castione contava a quell’epoca 496 anime, di cui 285 comunicate, ed era retta da un parroco, da due chierici e da un cappellano. Nella parrocchiale erano istituite le scuole del Santissimo Sacramento, eretta presso l’altare maggiore e la scuola dei disciplini, eretta presso l’altare di Santa Maria Maddalena; nella parrocchiale risultava eretta anche la scuola di Santa Maria, presso l’altare omonimo. Entro la circoscrizione parrocchiale erano compresi l’oratorio di San Rocco, l’oratorio campestre di Sant’Antonio, l’oratorio campestre di San Pietro, l’oratorio di San Giacomo “in loco Rusii”, l’oratorio di Santa Maria delle Grazie in contrada Bratto e l’oratorio della Santissima Trinità in Dorga. Gli abitanti della contrada di Dorga, insieme a quelli di Bratto, impossibilitati a raggiungere la parrocchia nel periodo invernale, si impegnarono a stipendiare autonomamente un sacerdote per una somma pari a 30 aurei annui, per la celebrazione della messa nell’oratorio di Dorga (Visita Borromeo 1575).

La parrocchia di Castione rimase compresa nella pieve di Clusone anche in seguito all’istituzione dei vicariati foranei nella diocesi (Acta synodalia bergomensis ecclesiae).

In occasione della visita pastorale del vescovo Gregorio Barbarigo, avvenuta tra il 1658 e il 1659, la parrocchia di Castione risultava compresa nella vicaria foranea di Clusone. Essa godeva di un beneficio pari a 100 lire e l’organico degli ecclesiastici che in essa prestavano servizio era composto da quattro sacerdoti, un cappellano e tre chierici.

Nella parrocchiale figuravano le scuole del Santissimo Sacramento, del Rosario, dei disciplini e della Dottrina cristiana. Si menzionava la presenza di un istituto della Misericordia (Montanari 1997).

Nel “Sommario delle chiese della diocesi di Bergamo”, redatto nel 1666 dal cancelliere Marenzi, presso la parrocchia beneficiata sotto l’invocazione di Sant’Alessandro di Castione, dipendente dalla pieve di Clusone, risultavano erette le scuole del Santissimo Sacramento e del Rosario. Entro la circoscrizione parrocchiale era compreso un luogo pio della Misericordia. Esistevano l’oratorio di San Rocco e Sant’Antonio abate, l’oratorio della Beata Vergine Maria e di Sant’Antonio nella contrada di Bratto, l’oratorio della Santissima Trinità nella contrada di Dorga, quello di San Silvestro nella contrada di Ruso. La comunità di Castione contava a quest’epoca 674 anime, di cui 446 comunicate, ed era retta da un parroco e da quattro sacerdoti (Marenzi 1666-1667).

Nella serie dei registri relativi allo Stato del clero della diocesi a partire dall’anno 1734, la parrocchia di Castione risultava compresa nella vicaria di Clusone (Stati del clero 1734-1822).

In occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin avvenuta l’1 luglio 1779, nella parrocchiale figuravano la scuola del Santissimo Sacramento, presso l’altare maggiore, la scuola del Rosario, presso l’altare omonimo e la scuola del Suffragio, presso l’altare dei Santi Pietro e Paolo apostoli, ciascuna delle quali governata da un proprio ministro; risultava inoltre eretta la scuola dei disciplini, presso l’altare di San Carlo e Santa Maria Maddalena, diretta sotto il gonfalone dell’Ospitale di Santa Maria Maddalena, la confraternita di San Giuseppe presso l’altare dei Santi Laurentino e Pergentino e la confraternita della Dottrina cristiana. Entro la circoscrizione parrocchiale erano compresi gli oratori di San Rocco e gli oratori campestri di Sant’Antonio, San Giacomo apostolo, Santissima Trinità in Dorga, San Silvestro, Natività di Maria in Bratto. La comunità di Castione era officiata da un curato mercenario affiancato da cinque cappellani (Visita Dolfin 1778-1781).

Nel 1861, la parrocchia di Sant’Alessandro martire di Castione risultava annessa alla vicaria IX di Clusone. A quest’epoca la comunità di Castione contava 1860 anime ed era retta da un parroco, due coadiutori e un cappellano. Entro la circoscrizione parrocchiale erano comprese le chiese dipendenti della Natività di Maria Vergine in Bratto, San Giacomo maggiore in Busa, Santissima Trinità in Dorga, San Silvestro papa e Sant’Antonio (GDBg).

Le chiese di Bratto e di Dorga ottennero autonomia parrocchiale rispettivamente nel 1872 (decreto 11 maggio 1872) e nel 1877 (decreto 3 settembre 1877).

La parrocchia di Castione rimase nella vicaria di Clusone fino alle successive modifiche dell’assetto territoriale della diocesi. Dal 1971, in seguito alla riorganizzazione territoriale diocesana in zone pastorali (decreto 28 giugno 1971), la parrocchia di Castione fu aggregata alla zona pastorale I, composta dalle parrocchie della vicaria di Clusone, Ardesio, Ponte Nossa, Gromo e Vilminore (decreto 28 giugno 1971).

Con l’erezione dei vicariati locali nella diocesi (1979) è entrata a far parte del vicariato locale di Clusone-Ponte Nossa (decreto 27 maggio 1979).

Roberta Frigeni

Fonte: http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/1500162/

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