L’ascorbato di potassio

L’ascorbato di potassio [1] è un sale [2] derivato dalla vitamina C che risulta totalmente atossico e privo di effetti collaterali.

Il composto si ottiene estemporaneamente in soluzione acquosa con acido ascorbico (150 mg) e bicarbonato di potassio (300 mg di cui 117 mg di potassio) ed ha un pH che, nel giro di poco più di un minuto, tende alla neutralità. I componenti vanno sciolti in 20 cc di acqua (circa due dita) senza utilizzare il cucchiaino metallico (potenziale rischio di ossidazione dell’acido ascorbico).

L’ascorbato di potassio è legato agli studi ed alle ricerche del biochimico fiorentino Gianfrancesco Valsé Pantellini e la sua “storia” è iniziata nel 1948, quando un orafo, amico del dott. Pantellini, malato di cancro inoperabile allo stomaco ebbe dei risultati inaspettati ed assolutamente straordinari assumendo delle limonate in cui per errore inseriva del bicarbonato di potassio invece dell’usatissimo bicarbonato di sodio. Per circa vent’anni Pantellini ha studiato ed analizzato il problema, arrivando a fare due pubblicazioni specifiche nel 1970 e nel 1974 (Rivista di Patologia Medica).

I processi ossidativi, legati alla presenza dei radicali liberi, sono coinvolti nella promozione e nello sviluppo del cancro. La causa principale del meccanismo di stress ossidativo sono i radicali liberi cioè sostanze con elevata reattività chimica. Gli organismi viventi tendono a mantenere costante la concentrazione di questi agenti ossidanti per poter garantire i normali processi biologici.

Sulla base degli studi del Dott. Pantellini, siamo convinti che lo stress ossidativo danneggi le strutture della membrana cellulare, in particolare lATP-asi sodio/potassio (la cosiddetta pompa Na/K). Questo fatto comporta una depolarizzazione (inizialmente lieve) ed una sempre maggiore alterazione del meccanismo di trasporto attivo di questi due elettroliti che hanno funzioni molto diverse ma fondamentali nell’economia cellulare (uno, il potassio, regolatore principale dei processi metabolici intracellulari, attraverso la salificazione reversibile dei gruppi amminici ed imminici di enzimi e proteine in ambiente lievemente acido, e l’altro, il sodio, regolatore principale della riserva alcalina dell’organismo a livello extracellulare, con salificazione reversibile dei gruppi carbossilici di enzimi e proteine in ambiente lievemente basico). In tal modo abbiamo una sempre maggiore modificazione dell’ambiente acido-base e delle reazioni di ossido-riduzione fra le molecole citoplasmatiche.

Siamo convinti che questo fatto costituisca il meccanismo di innesco per la mutazione della cellula in senso cancerogeno. Infatti, studi pubblicati negli anni ‘30 da parte di Moraveck e Kishi in relazione al sarcoma di Rous, hanno evidenziato che la cellula neoplastica è carente di potassio e ricca di sodio con uno sbilanciamento che cresce con l’aumentare della degenerazione cellulare.

Questo fatto sembra essere un denominatore comune in tutte le patologie neoplastiche, verificabile anche attraverso un’attenta valutazione dei 4 elettroliti ematici (sodio, calcio, potassio, magnesio).

Il meccanismo descritto risulta molto pericoloso per la cellula, in quanto:

  • innesca un rapido trasferimento di calcio dai depositi intracellulari (mitocondri), che potrebbe essere responsabile della spinta mitogenica;
  • permette un trasporto rilevante di glucosio nel citoplasma, per il sinporto con il sodio, con una velocità che aumenta con la sempre maggiore alterazione della pompa sodio/potassio (unico elemento di controllo attivo sui due elettroliti).

Questi processi inducono una modificazione nella respirazione cellulare, con riduzione della fosforilazione ossidativa ed aumento sostanziale della glicolisi. Viene incrementata anche la produzione di acido lattico formato per riduzione dal piruvato. Inoltre, lo stesso piruvato è un inibitore dell’entrata in fase S della mitosi e la sua costante diminuzione nel citoplasma (per conversione in acido lattico) rimuove tale blocco sulla mitosi, spingendo la cellula verso una proliferazione incontrollata.

Abbiamo quindi una modificazione del pH intracellulare, che tende a diventare lievemente alcalino, e della stessa respirazione cellulare con una sostanziale modifica del ciclo di Krebs.

L’insieme di questi fatti tende a tradursi in una alterazione di forma e d’azione delle proteine e degli enzimi citoplasmatici, portando ad una polimerizzazione dell’RNA e con un trasferimento di informazioni non corrette fra “periferia” e “centrale operativa” (DNA). In tal modo arriviamo alla mutazione del DNA nucleare ed alla cancerogenesi.

In conclusione, l’ulteriore ipotesi di lavoro su cui stiamo lavorando è che la degenerazione non nasca da un danno diretto sul DNA nucleare ma da un problema nel citoplasma, cioè il danno avverrebbe a livello periferico (membrana cellulare). Questo significherebbe che realmente il funzionamento del DNA può essere fortemente influenzato dalle varie componenti dallo stesso ambiente cellulare oltreché dai segnali cellula-cellula.

Dall’esperienza e dai dati del Dott. Pantellini prima e della Fondazione adesso, l’ascorbato di potassio anche e soprattutto nella nuova formulazione con ribosio sembra interferire in modo importante con questo processo, proteggendo la cellula contro lo stress ossidativo ed inibendo il meccanismo di proliferazione incontrollata.

Questi fatti possono essere messi in relazione con la proprietà di carrier dell’acido ascorbico per il potassio (e con l’attività catalitica del ribosio nella “nuova” formulazione), come conseguenza della sua struttura eterociclica, insieme ad un’azione antiossidante.

L’azione del composto è legata alle caratteristiche del potassio (catione guida e regolatore metabolico a livello intracellulare) ed all’azione di “carrier” della vitamina C (svolge nel caso specifico una funzione simile a quella della pompa sodio/potassio).

L’immissione di potassio all’interno di una cellula cancerosa può indurre la corrispondente fuoriuscita di sodio (e quindi del glucosio) dall’ambiente intracellulare. In questo modo possiamo ottenere:

  • una nuova modificazione del pH locale intracellulare;
  • una rapida diminuzione delle riserve nutritive, riducendo la glicolisi e reintroducendo un blocco potenziale sulla mitosi; così sembra possibile inibire il processo di proliferazione incontrollata.

Inoltre, l’ascorbato di potassio può operare efficacemente anche a livello di prevenzione, avendo l’obiettivo di mantenere costanti i livelli intracellulari di potassio. Infatti, come detto precedentemente, gli squilibri di questi livelli intracellulari con “intrusione” del sodio dalla regione extracellulare sarebbero responsabili (o comunque altamente implicati) della catena di eventi che può portare alla trasformazione della cellula in senso neoplastico.

L’assunzione preventiva di ascorbato di potassio ha quindi l’obiettivo di “proteggere” la cellula dal rischio di degenerazione.

Negli ultimi anni, la formula è stata arricchita con il ribosio che svolge attività catalitica aumentando la velocità del processo con cui viene trasferito potassio nelle cellule. Il ribosio svolge un ruolo importantissimo nel metabolismo cellulare ed è lo zucchero che è implicato più direttamente nella sintesi dei nucleotidi. È il precursore fondamentale nella biosintesi dell’RNA e dell’adenosina (componente essenziale nella produzione di ATP e nell’ATP-asi sodio-potassio, e, nella forma deossiribosio, nella sintesi del DNA. Il nostro corpo è in grado di sintetizzare il ribosio ma in determinate condizioni questo processo di sintesi può essere limitato o, peggio, danneggiato (questo fatto era già stato messo in evidenza in lavori scientifici pubblicati negli Stati Uniti negli anni ‘50). Quando viene assunto oralmente, viene metabolizzato e non interferisce (almeno ai dosaggi che la Fondazione Pantellini consiglia) con la glicolisi. L’impiego del ribosio a bassa concentrazione rispetto alla quantità di acido ascorbico è legato alla sua potenziale attività catalitica per velocizzare il processo di assorbimento di potassio nel citoplasma cellulare, anche perché non segue il destino della vitamina C (dopo pochissime ore dall’assunzione si trasforma in acido ossalico e se ne va dall’organismo per via renale) ma si “consuma” in modo diverso.

L’assunzione preventiva del composto negli adulti, in linea generale, ne prevede la somministrazione di una dose al giorno, la mattina a digiuno (salvo diversa indicazione sulla base dei parametri ematochimici).

In presenza di patologia oncologica, in linea generale, si consiglia la somministrazione di tre dosi giornaliere (la mattina a digiuno, 15 minuti prima di colazione, e 45 minuti prima di pranzo e cena).

È sempre opportuno che venga fatta una valutazione da personale competente per suggerire le dosi più idonee caso per caso.

Dr. Guido Paoli

Responsabile Scientifico

Fonte: http://pantellini.org/?page_id=26

[1]

KC6H7O6    Ascorbato di potassio  =  Acido ascorbico + bicarbonato di potassio

KHCO3  Bicarbonato di potassio = Carbonato di potassio + biossido di carbonio + acqua

K2CO3  Carbonato di potassio = Acido carbonico + potassio (K)

H2CO3   Acido carbonico = biossido di carbonio (CO) + acqua (H2O)

[2]
Un sale si ottiene per sostituzione di uno o più atomi di idrogeno di un acido con altri cationi, specie quelli metallici.Uncatione è uno ione con carica positiva.

Quando un atomo cede o acquista uno o più elettroni si trasforma in uno ione.

 

oOo

NIKE RCK ® Ascorbato di potassio con D-Ribosio

Tipologia di prodotto: integratore notificato al Ministero della Sanità ai sensi del D. Lgs del 27/01/92 n.111.

Composizione: ogni dose è costituita da due bustine di cui una contiene 150 mg di acido l-ascorbico + 3 mg di D-Ribosio; l’altra bustina contiene 300 mg di Potassio Bicarbonato.

Posologia:

1 bustina di acio L-ascorbico e D-Ribosio + 1 bustina di bicarbonato di potassio sciolte insieme in 20 cc di acqua una volta al dì la mattina a digiuno o salvo diversa indicazione medica.

Indicazioni: Il composto svolge una potente azione antiossidante specificatamente legata alla presenza dell’ascorbato di potassio; il suo utilizzo è indicato sia nei casi di ridotto apporto di acido ascorbico o ribosio sia in casi di stress psico-fisico, in quanto l’integrazione con acido ascorbico, per la sua forte azione antiossidante, è in grado di combattere e prevenire fenomeni di degenerazione cellulare, come dimostrato da gran parte della documentazione clinica esistente. Il ribosio in quanto precursore dell’ATP (adenosintrifosfato) è in grado di aumentare le riserve energetiche dell’organismo, favorendone al contempo l’azione energetica e/o il rapido recupero in caso di deficit. La sua valenza sta anche nella sua alta digeribilità, nella facilità con cui viene assimilato dalle cellule che lo immagazzinano nel citoplasma e nel basso dosaggio a cui è attivo; è inoltre l’unico principio attivo assimilabile per bocca in grado di sviluppare una produzione energetica vitale per l’attività muscolare (ATP). La funzione principale del Ribosio nel composto è legato alla sua azione catalizzatrice per “velocizzare” il trasporto di potassio nel citoplasma cellulare.

Tabella nutrizionale:

Analisi Media per 100 gr per dose
Valore energetico 2.64 kcal, 11.22 kj 0.012 kcal, 0.051 kj
proteine (nx6,5) assenti assenti
carboidrati (d-ribosio) 660 mg 3 mg
grassi assenti assenti
acido L-ascorbico 33 gr 150.0 mg RDA 83%
potassio 26 gr 117.3 mg RDA 4%

Nell’organismo umano, i processi metabolici di base a livello cellulare sono di tipo bio-chimico-fisico. Il corretto funzionamento cellulare è regolato da quattro cationi: sodio, calcio, potassio e magnesio, attraverso i processi di legami reversibili che influenzano le reazioni di ossido-riduzione. In particolare il potassio è considerato il catione guida (cofattore) dei processi metabolici intracellulari. L’organismo sano si contraddistingue per il corretto funzionamento della pompa sodio-potassio. L’acido ascorbico, che è un fortissimo antiossidante, si comporta come “veicolo trasportatore” per il potassio, mantenendo o riportando la sua concentrazione intracellulare ai valori corretti. Infatti uno squilibrio di questo catione è il segnale che l’organismo è a rischio di processi degenerativi e porta come conseguenza lo sbilanciamento degli altri cationi. Il ribosio svolge un ruolo importantissimo nel metabolismo cellulare ed è precursore fondamentale dell’RNA (Acido RiboNucleico) e dell’adenosina (componente di base per la produzione di ATP). La sua assunzione orale viene metabolizzata e non va ad interferire con la glicolisi.

La prevenzione L’Ascorbato di Potassio con Ribosio interviene per riequilibrare i meccanismi che sono all’origine dei processi degenerativi ed agisce anche per potenziare la risposta immunitaria dell’organismo alle aggressioni di “agenti esterni”. La presenza del ribosio aumenta l’efficacia del composto in virtù della sua potenziale attività catalitica. Si capisce quindi l’importanza di una corretta prevenzione basata sull’impiego di Ascorbato di Potassio con Ribosio, la cui efficacia preventiva potrebbe essere indagata attraverso un’indagine epidemiologica adeguata. Per l’assenza di tossicità e di effetti collaterali (a meno di intolleranza alla vitamina C) l’assunzione del composto può essere protratta a tempo indeterminato.

La Ricerca La ricerca sull’ascorbato di potassio con ribosio viene condotta dalla Fondazione Internazionale Valsé Pantellini insieme con il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Parma, con il Dipartimento di Pediatria, Ostestricia e Medicina della Riproduzione dell’Università di Siena e con il Dipartimento di Anatomia dell’Università di Malta. I risultati di queste collaborazioni sono stati presentati al Congresso che la stessa Fondazione Pantellini ha organizzato presso la propria sede spagnola nell’aprile 2006. Le caratteristiche antiossidanti e non tossiche del composto sono state evidenziate dal lavoro sviluppato fra il 2000 ed il 2001 con l’Istituto di Mutagenesi e Differenziamento del C.N.R. di Pisa. La stessa Fondazione Pantellini è stata invitata, nel Giugno 2003, a presentare una relazione negli Stati Uniti all’Università del Connecticut in occasione della Conferenza Internazionale NPA su tali sviluppi della ricerca.

L’Ascorbato di potassio con ribosio è un sale ottenuto dall’acido ascorbico, facilmente solubile in acqua, che si ottiene mettendo insieme acido L-ascorbico (vitamina C), D-ribosio e bicarbonato di potassio in forma cristallizzata purissima. I componenti, già dosati, devono essere protetti dall’umidità e dalla luce, essendo igroscopici e fotosensibili (particolarmente l’acido ascorbico). Inoltre l’acido ascorbico ed il ribosio devono essere mantenuti separati dal bicarbonato di potassio. L’Ascorbato di potassio con ribosio si ottiene sciogliendo i componenti in 20 cc di acqua. Per evitare possibili fenomeni di tipo ossidativo, si consiglia di non utilizzare cucchiaini metallici per miscelare la soluzione. In linea di principio, l’assunzione in senso preventivo può essere fatta tutti i giorni la mattina a digiuno (10-15 minuti prima di colazione) oppure 45 minuti prima di uno dei pasti principali.

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