Alimentazione del cane

L’alimentazione ed il movimento sono elementi fondamentali per la salute di ogni cane. 

Non troppo dissimile da quella umana, la dieta ideale per i cani è sostanzialmente onnivora, come dimostrano gli studi sui fabbisogni alimentari e sulle abitudini dietetiche degli odierni canidi che vivono allo stato selvatico. 

Onde evitare di perdersi nei soliti dibattiti su cosa sia meglio mettere nella ciotola del cane, tra cibi solidi consumati in famiglia ed appositi prodotti industriali, per stabilire quale sia l’alimentazione ottimale per il cane, occorre innanzitutto conoscere i bisogni nutrizionali dell’animale. Altrettanto importante l’utilizzo del buon senso; è ovvio, per esempio, che evitare crocchette et similia temendo la scarsa salubrità delle materie prime, per poi basare l’alimentazione del cane sugli scarti della mensa o dei supermercati, rappresenta un comportamento nocivo per la salute dell’animale. Dall’altra parte, viste le continue segnalazioni di frodi e sofisticazioni alimentari nel cibo destinato all’uso umano, non possiamo certo aspettarci che i mangimi ed i bocconcini che finiscono nella ciotola di fido siano scevri da pericoli.

Dopo questa doverosa premessa, non ci resta che procedere per tappe esaminando le regole per una sana alimentazione del cane nelle varie fasi della vita.

Alimentazione del cucciolo e svezzamento

Nelle prime 3-4 settimane di vita il latte materno rappresenta un alimento completo ed insostituibile. Perciò, se la madre è in salute, ben nutrita ed il cucciolo non manifesta segnali di ipoalimentazione, è importante lasciare che la natura faccia il proprio corso. Per contro, è necessario segnalare al veterinario l’eventuale comparsa di sintomi come pianto continuo, scarsa reattività e crescita ponderale inferiore alle linee guida (un cucciolo dovrebbe aumentare di 2-4 grammi al giorno per ogni kg del peso medio da adulto; se ad esempio si stima che a crescita completata peserà circa 15 kg, nei primi cinque mesi di vita dovrebbe aumentare il proprio peso di 30-60 grammi al giorno).

L’inizio dello svezzamento di un cane in salute avviene attorno alla terza settimana di vita, o alla quarta per le razze nane; è questo, infatti, il periodo in cui il giovane animale inizia ad esplorare attivamente l’ambiente che lo circonda. Quando il veterinario nota che il peso del cucciolo non aumenta abbastanza, può comunque suggerire un supporto all’alimentazione lattea già in epoche precedenti. A tal proposito, o in caso di cuccioli orfani o di madri impossibilitate a nutrirli, è da tener presente che il latte di cagna è molto più concentrato e ricco di proteinecaloriegrassicalcio e fosforo, rispetto a quello vaccino. In commercio, pertanto, esistono apposite formulazioni di latte adattato alle esigenze dei cuccioli.

     Confronto tra latte        vaccino e latte di cagna
Latte di  vacca cagna
Energia (KCal/100 g) 66 135
Acqua (%) 87.6 77.2
Sostanza secca (%) 12.4 22.8
Proteine (%) 3.3 8.1
Grassi (%) 3.8 9.8
Ceneri (%) 5.3 4.9
Lattosio (%) 4.7 3.5
Calcio (%) 0.12 0.28
Fosforo (%) 0.10 0.22

Il passaggio ad una dieta solida non dovrà essere brusco, ma progressivo. Nelle prime fasi dello svezzamento si consigliano apposite preparazioni per cuccioli, sminuzzate ed ammorbidite con acqua (una parte di cibo secco insieme a tre parti di acqua o due parti di cibo in scatola per ogni parte di acqua). Se il cane non accetta il nuovo cibo è possibile incoraggiarlo portandogli alle labbra un dito appena immerso nel miscuglio.

Dopo sei settimane di vita, i fabbisogni nutrizionali del cucciolo dovranno essere soddisfatti per almeno il 25% dalla dieta di divezzamento, che rispetto alla fase precedente prevederà pezzi via via più grossolani e miscugli sempre più poveri d’acqua (che sarà fornita a parte, con disponibilità a piacere). Nell’alimentazione dei cuccioli, l’acqua non dev’essere sostituita dal latte; come abbiamo visto, infatti, la composizione chimica del latte bovino è  diversa da quella del latte di cagna.

A sette – otto settimane di vita, la maggior parte dei cani è da considerarsi svezzata. Si consiglia comunque di evitare uno svezzamento forzato, poiché il brusco distacco dalla madre e dagli altri elementi della cucciolata potrebbe comportare deficit nutritivi e disturbi del comportamento in età adulta, oltre a facilitare la comparsa di ingorghi mammari nella cagna.

Quando si sceglie un mangime per cuccioli è bene optare per quello più idoneo alla razza del cane, somministrandolo alle dosi consigliate dal produttore o dal veterinario. Una sovralimentazione nella fase di crescita, infatti, può accompagnarsi ad un eccessivo incremento ponderale rispetto allo sviluppo osseo, con conseguente rischio di patologie osteo-articolari. Tale rischio è valido soprattutto per i cani di taglia grande e gigante, per i quali sono disponibili apposite formulazioni; si tenga inoltre presente che tali razze raggiungono il peso corporeo più tardivamente (18°-24° mese) rispetto alle razze piccole e da compagnia (6°-9° mese).

Tempi di raggiungimento del peso adulto in cani di diversa taglia
cani di piccola taglia 8-10 mesi
cani di taglia media 12 mesi
cani di grossa taglia 15-18 mesi
cani di taglia gigante 24 mesi

Fino a 4-6 mesi di età è consigliabile nutrire il cucciolo almeno tre volte al giorno (4 durante lo svezzamento) ad intervalli regolari; dopodiché si può passare ai canonici due pasti quotidiani tipici dell’alimentazione del cane adulto. Se però si tratta di una femmina che allatta o di un cane da lavoro – viste le aumentate esigenze energetiche, finanche tre – quattro volte superiori rispetto ad un normale cane di simile taglia – per evitare di somministrare pasti troppo consistenti, è bene dilazionare il cibo in almeno tre occasioni giornaliere. Un pasto unico in cani di grossa mole e particolarmente voraci può infatti rappresentare un fattore di rischio per l’insorgenza della torsione dello stomaco e favorire il rigurgito di quanto voracemente deglutito. L’ultimo pasto della giornata, in ogni caso, non dovrebbe essere somministrato troppo tardi alla sera, dal momento che l’animale potrebbe aver bisogno di eliminare feci ed urine entro poche ore dall’assunzione del cibo.

Ricordiamo infine che i cuccioli, per loro natura, sono inclini al gioco ed al movimento, ma l’assenza di coetanei, la mancanza di spazi e di stimoli adeguati, possono favorire un ingrassamento precoce con elevato rischio che sovrappeso ed obesità li accompagnino per tutta la vita, anche quando l’alimentazione è restrittiva.

Alimentazione del cane adulto

Nell’età adulta, così come nella fase del divezzamento, la giusta alimentazione del cane non può prescindere dalla corretta valutazione del suo stato di salute e dello stile di vita. Infatti, soggetti che vivono prevalentemente in un clima temperato, confinati all’interno delle mura domestiche, presentano – per ovvie ragioni – fabbisogni nutrizionali inferiori rispetto ai cani che passano la maggior parte del tempo nei cortili esterni alle abitazioni.

La disamina del fabbisogno quotidiano di energia e nutrienti sarà affrontata nella seconda parte dell’articolo. In questa sede ci limiteremo a dare alcuni semplici suggerimenti sulle abitudini corrette da adottare in tema di alimentazione canina.

Alimentazione industriale del cane

Negli ultimi anni si è registrata una netta tendenza al progressivo abbandono dell’alimentazione cosiddetta casalinga a favore di alimenti industriali appositamente studiati per coprire le esigenze nutritive del cane.

Chi sceglie l’alimentazione industriale ritiene importanti vantaggi la praticità, la facilità d’impiego e conservazione, il costo contenuto, la comodità in caso di viaggi o di spostamenti, la velocità di preparazione dei pasti e la possibilità di utilizzare alimenti formulati secondo le esigenze nutrizionali del proprio cane (razza, stato di salute, stile di vita ecc.).

Dal punto di vista nutrizionale il pet food (nome inglese del mangime per cani e gatti) può suddividersi in:

alimento completo, in grado di soddisfare da solo l’intero fabbisogno nutrizionale quotidiano;

alimento complementare, che apporta una gamma ristretta di nutrienti per soddisfare soltanto una parte dei fabbisogni dell’animale;

alimento dietetico, importante nella dietoterapia di affezioni patologiche di diversa natura (diabete, obesità, colecistopatie ecc.), per le quali una corretta alimentazione rappresenta un’efficace supporto nel trattamento della situazione patologica stessa.

Dal punto di vista pratico, invece, il cibo per cani viene tradizionalmente suddiviso in:

alimento secco, se il suo contenuto in umidità è inferiore al 10-12%; appartengono a questa categoria le crocchette, il riso soffiato ed altri mix di cereali da integrare alla carne;

alimento umido, se il contenuto in umidità è compreso tra il 68 ed il 78%; appartengono a questa categoria i prodotti a base di bocconcini o patè di carne, classicamente presentati all’interno di scatolette metalliche;

alimento semiumido, se il contenuto in umidità si pone tra il 15 ed il 30%.

La scarsa umidità degli alimenti secchi riduce costi e problemi di trasporto, imballaggio e conservazione, con un notevole risparmio per il consumatore (fino al 70% ed oltre rispetto ai bocconcini). Le crocchette sono anche più igieniche e la loro qualità, una volta aperte, non si altera; grazie alla masticazionecon massaggio continuo delle gengive e dei denti e pulizia degli stessi per sfregamento – sono anche migliori per la salute dei denti del cane. Tuttavia, se questi sono già in cattivo stato, l’animale tende ovviamente a preferire cibo più morbido.

L’appetibilità delle crocchette non è certo paragonabile a quella dei bocconcini di carne, che sempre più spesso vengono somministrati come semplice “contentino”, una sorta di leccornia extra da mettere di tanto in tanto in cima alle crocchette.

Specie nell’impiego dei prodotti più voluminosi, come il riso soffiato ed i cereali, bisogna ricordare che l’apporto nutritivo è sempre in funzione del peso e non del volume; pertanto, per dosare gli alimenti industriali è buona regola aiutarsi con la bilancia.

Prima di passare all’analisi dell’alimentazione solida di tipo casalingo, elenchiamo i più importanti fattori da tenere in considerazione durante l’acquisto di un pet food per cani:

prezzo: su questo elemento incidono sicuramente le caratteristiche qualitative delle materie prime utilizzate, ma anche i costi sostenuti per trasporto ed eventuale importazione, ricerca di una formula nutritiva ottimale e copertura dell’area marketing (pubblicità, colori e forme di confezioni e mangime). Come accade per i prodotti destinati all’alimentazione umana, non sempre prezzo elevato è sinonimo di qualità, e viceversa.

quantitativo per porzione: rappresenta la resa effettiva, cioè la quantità di alimento indicata dal produttore come necessaria per coprire le esigenze nutrizionali del cane ad ogni pasto. Si tratta di un parametro rilevante nella scelta di un mangime per cani, da prendere in assoluta considerazione ogni qualvolta si confrontino i prezzi di due prodotti. Ad esempio, un ipotetico prodotto A (peso netto 1 kg, costo 5 euro), che indica una dose per porzione di 250 grammi, risulta meno conveniente di un prodotto B (peso netto 1 kg, costo 7 euro), che indica una dose per porzione di soli 150 grammi.

qualità delle materie prime e tenori analitici: per quanto detto, l’unico modo per valutare la qualità di un alimento industriale per cani è di leggere con pazienza ed attenzione l’etichetta con i tenori analitici e gli ingredienti del prodotto. Infatti, se la facciata è puro marketing, le informazioni sul retro rappresentano la carta d’identità del prodotto. Purtroppo, la lettura e la compressione dell’etichetta può risultare difficoltosa, specie per i non addetti ai lavori. Vediamo quindi di stilare un breve elenco dei più importanti criteri identificativi della qualità di un prodotto.

Si tenga presente che nella lista degli ingredienti le singole materie prime sono elencate in ordine quantitativo decrescente. Ciò significa che il primo ingrediente della lista è predominante rispetto al secondo, che a sua volta lo è rispetto al terzo e via discorrendo. Dato che i cereali costano molto meno delle carni, un alimento che annovera questo ingrediente in cima alla lista dovrebbe costare molto meno di uno più ricco di carne. Si noti comunque la diffusa tendenza a “spezzettare” il cereale nelle sue parti (cruscaamidofarinaglutine ecc.), in modo da spalmarne i quantitativi su più ingredienti e lasciare quindi il primo posto alla carne. Quale carne? In genere è preferibile che nell’etichetta sia chiaramente riportata la dicitura “carne di …” piuttosto che “carne e derivati”. Le proteine animali, inoltre, sono più digeribili e nutrienti di quelle vegetali ad esempio del grano o della soia. Queste ultime fonti proteiche, tuttavia, completano il profilo nutrizionale dell’alimento apportando le giuste dosi di acidi grassi essenziali. Un altro trucchetto (oltre allo splitting, o divisione, dei cereali), adottato per far comparire la carne al primo posto degli ingredienti, è quello di indicarla sotto la dicitura “carne fresca”. Quest’ultima, a differenza di quella disidratata, è  molto ricca di acqua; per ovvie ragioni, tale caratteristica incide notevolmente sul peso dell’ingrediente in raffronto a quello delle farine vegetali.

Le seguenti direttive, che regolamentano le diciture stampate in etichetta, possono comunque tutelare il consumatore nella scelta del prodotto più idoneo alle esigenze del proprio cane:

“Cibo al gusto di agnello” o “aroma agnello” = carne contenuta inferiore al 4%;

“Cibo all’agnello” o “con agnello” o “contiene agnello” = carne contenuta non inferiore al 4%;

“Cibo ricco di agnello” o “extra agnello” = carne contenuta dal 14 al 25% di agnello;

“Agnello” = carne contenuta superiore al 26% di agnello;

“Tutto agnello” = carne contenuta 100% agnello.

Se l’apporto calorico per 100 grammi non è presente in etichetta, questo può essere agevolmente calcolato utilizzando la seguente formula matematica (grammi di proteine x 3.5) + (grammi di carboidrati x 3.5) + (grammi di grassi x 8.5).

Il tenore di carboidrati, non sempre presente in etichetta, può essere calcolato sottraendo a 100 le quantità di grassi, proteine, fibre e ceneri (o i singoli minerali elencati per quantità).

La digeribilità e il valore biologico di una fonte proteica sono tanto maggiori quanto più alta è la quota di muscolo contenuta, mentre diminuiscono all’aumentare della concentrazione di tendinicartilaginiossa e collagene (tutti scarti dell’industria alimentare umana generalmente assorbiti da quella di prodotti per cani).

Alimentazione casalinga del cane

Sotto il termine “alimentazione domestica o casalingarientra un insieme eterogeneo di modalità nutritive che vanno dall’uso esclusivo di avanzi della tavola, sino all’utilizzo di razioni finemente elaborate per soddisfare i fabbisogni nutrizionali del cane.

Nel modo in cui è classicamente concepita, la razione casalinga è composta da una miscela “carne – riso -carote”, arricchita con un filo d’olio, di tanto in tanto con un tuorlo e talvolta con un complemento vitaminico – minerale specifico. I vari ingredienti possono naturalmente sostituirsi gli uni con gli altri, dal momento che il loro valore nutritivo è grossomodo equivalente. Tuttavia, per non commettere errori, è importante conoscere bene gli alimenti consentiti e quelli da evitare o da somministrare con parsimonia. Si noti, ad ogni modo, che il cane non è una macchina, ma qualcosa di ben più complicato e vicino alla perfezione; di conseguenza – entro limiti ragionevoli è perfettamente in grado di adattare il proprio metabolismo al tipo di alimentazione ricevuta. In altre parole, dosare alla perfezione i singoli nutrienti non è poi così importante come vorrebbero farci credere i detrattori dell’alimentazione casalinga, nonché accaniti sostenitori dei mangimi per cani.

Considerata l’oggettiva difficoltà ad interpretare l’etichetta dei pet food e soprattutto a risalire alla chiara origine delle materie prime, sono ancora molte le persone che preferiscono optare per un’alimentazione di tipo casalingo. Il timore diffuso è che i prodotti industriali possano contenere sostanze dannose per il cane, come additivi (coloranti, aromatizzanti ecc.), materie prime di scarsa qualità o sostanze aggiunte a scopo fraudolento (vedi scandalo melamina). Molti proprietari di cani e gatti, pertanto, rifuggono l’idea di basare l’alimentazione dei propri animali interamente su questi prodotti “artificiosi”, quindi privi di ogni connotato che li possa rendere autentici, naturali e “vivi”. Non dobbiamo poi dimenticare il diffuso e non certo infondato timore che gli scarti della macellazione e dei cereali, non adatti all’alimentazione umana (interiora, ossa, cartilagini, grassi irranciditi, parti malate, derrate cerealicole contaminate da micotossine ecc.), vengano in qualche modo riciclati nella produzione dei pet food. In definitiva, il cibo industriale per cani suscita molti dubbi al consumatore medio, persino a quello che vi ricorre sistematicamente per esigenze di tempo, praticità ed economicità.

Alimenti consigliati e alimenti vietati nell’alimentazione del cane

Prima di analizzare cosa mettere e cosa non mettere nella ciotola è bene ricordare che nella somministrazione di un alimento andrà sempre rispettata la cosiddetta regola della transizione. In pratica, vanno evitati i repentini mutamenti alimentari, che potrebbero provocare l’insorgenza di fenomeni gastroenterici. I singoli cibi vanno sostituiti gradualmente nell’arco di una settimana, cambiando il vecchio alimento con il nuovo tramite la somministrazione di dosi scalari e crescenti dell’uno e dell’altro. Gli umani amano diversificare la propria alimentazione, ma ciò non vale per il cane e soprattutto per il suo apparato digestivo; pertanto, variando continuamente l’alimentazione del cane – senza operare la necessaria fase di transizione – si rischia di provocare squilibrio digestivo all’animale. Inoltre, bisogna rammentare che il cane ha pochissime papille gustative, ma un olfatto estremamente sviluppato; di conseguenza, l’aroma del cibo gioca un ruolo importante nella scelta degli alimenti, tale per cui cuccioli che vengono svezzati con alimenti casalinghi avranno poi delle difficoltà ad accettare i mangimi industriali, e viceversa.

La dieta cosiddetta casalinga consiste essenzialmente nella combinazione di carne + fonti amilacee + verdure, con l’aggiunta di eventuali complementi (oli vegetali, integratori di vitamine, farina di ossa, lievito dietetico ecc.). La preparazione di un pasto a base di carne (manzo, tacchino o pollo), riso o pasta ben cotti, verdure (carote e zucchine lessate), è sicuramente molto impegnativa per il proprietario, ma più apprezzata dal cane.

Come anticipato, il cane è un animale onnivoro con una predilezione per la carne, che dovrà essere somministrata in dosi più o meno equivalenti alla fonte amilacea (riso o pasta), considerando anche il suo contenuto lipidico (le carni grasse andranno ovviamente somministrate a dosi inferiori).

Il cane gradisce maggiormente un alimento umido rispetto ad uno secco, una razione calda rispetto ad una fredda ed un piatto ricco di grassi rispetto ad uno povero di tali nutrienti.

Da adulto, tollera con difficoltà il lattosio, per cui la somministrazione di dosi importanti di latte potrebbe indurre la comparsa di diarrea.

Anche gli amidi ed i carboidrati in genere vengono digeriti con una certa difficoltà, per cui si consiglia la somministrazione di pasta e riso stracotti, senza comunque esagerare con le quantità.

Per contro, il cane tollera molto bene i grassi, che rappresentano la principale fonte energetica dell’animale, specie se sedentario. Tra la carne, va evitata quella cruda di maiale per il rischio di pseudorabbia, un’encefalite letale provocata da un virus a cui l’uomo risulta immune.

Va inoltre evitata la somministrazione di cibi freddi da frigo o troppo caldi, quella di uova crude (per la presenza nell’albume dell’avidina, antinutriente che può portare a carenze vitaminiche) o di razioni eccessive o troppo frequenti di fegato (alimento di cui il cane è particolarmente ghiotto ma che ad alte dosi può causare un’intossicazione da sovraccarico di vitamina A). Il tuorlo, invece, è ottimo anche crudo, perché ricco di grassi e vitamine.

Come tutti o quasi sanno, una leccornia da evitare è rappresentata dalle ossa di pollo e coniglio, nonché dalle costolette di maiale; vuoi per le piccole dimensioni, vuoi per la ridotta consistenza, queste ossa possono rompersi con facilità in segmenti acuminati e taglienti, potenzialmente capaci di soffocare l’animale, ostruire l’intestino o danneggiare le pareti dell’apparato gastroenterico. Del resto, non bisogna dimenticare che i cani hanno un gran bisogno di masticare e che spesso l’alimentazione non consente loro di soddisfare adeguatamente questa esigenza. Perciò, di tanto in tanto, è possibile lasciarli divertire con un osso di bue da poter rosicchiare.

Da bandire nella ciotola sono anche dolci, cioccolato, formaggi stagionati ed insaccati grassi, tutti alimenti da somministrarsi al massimo come contentino a fine pasto (si tenga conto che 200 grammi di cioccolato extrafondente possono uccidere un cane da 12 kg). Gli avanzi del nostro cibo non dovrebbero costituire più di un quarto, massimo un terzo dell’alimentazione dell’animale. Cosa molto importante è che i padroni non si lascino dissuadere facilmente dalla richiesta di cibo extra, poiché i cani svilupperebbero ben presto raffinate tecniche persuasive a cui sarebbe davvero arduo resistere. Cedere a simili moine, tuttavia, aumenterebbe il rischio che l’animale diventi obeso e soffra delle malattie correlate al grave sovrappeso.

Anche se non è chiaro il motivo, l’ingestione di uva e uvetta da parte del cane può causare insufficienza renale. Episodi ripetuti di vomito e segni di iperattività sono i primi sintomi di questa intossicazione; dopodiché, nel giro di un giorno, il cane diviene letargico e depresso. La migliore prevenzione in tal senso è quella di riporre uva e uvetta in scaffali non accessibili al cane.

Birra, liquori, vino e alcolici in genere non vanno in alcun modo somministrati al cane. Questo perché nell’animale l’alcool produce lo stesso effetto sul fegato e sul cervello che ha sugli esseri umani. Per giunta, ne occorre molto meno per causare problemi al cane, come vomito, diarrea, depressione del sistema nervoso centrale, problemi di coordinazione, difficoltà respiratoria e coma sino alla morte. Si ricordi, a tal proposito, che tanto più piccolo è il cane e tanto maggiore è l’effetto nocivo dell’alcool (a parità di dose somministrata).

L’alimentazione del cane dovrebbe essere priva di aglio e cipolle, che già a piccole dosi producono un effetto negativo sulla salute dei globuli rossi circolanti. Pertanto, l’ingestione di questi alimenti, direttamente o indirettamente, rischia di provocare una vera e propria anemia emolitica, che in alcuni casi può risultare fatale. I segni di tossicità compaiono dopo 1-4 giorni dall’ingestione delle cipolle; vomito, diarrea e urine di colore scuro sono i principali segni clinici. Si noti che molto spesso la polvere di cipolla è presente come aromatizzante negli omogeneizzati per umani, che devono per questo essere esclusi dall’alimentazione del cane, specie se malato.

Nella dieta del cane non devono mancare le giuste quantità di verdure, alimenti poco appetitosi, ma necessari per l’apporto vitaminico-minerale e per la regolazione della sua attività intestinale. Per essere digerite, le verdure hanno bisogno di una cottura prolungata, che disperde però gran parte del loro contenuto vitaminico. Per questo motivo, l’acqua di cottura – come quella delle onnipresenti carote bollite – può essere recuperata allo scopo di ammorbidire quanto presente nella ciotola del cane. Dato che la razione casalinga è generalmente apprezzata dall’animale, che spesso lascia nel piatto riso e verdure, di fronte ad un rifiuto assoluto verso i vegetali potrebbe rendersi necessaria la specifica integrazione di alcuni sali minerali e vitamine.

Alimentazione della cagna in gravidanza 

Durante la prima metà della gravidanza, che nel cane dura circa 60 giorni, i fabbisogni nutritivi della cagna non subiscono grosse modifiche. Viceversa, nell’ultimo mese di gestazione l’incremento ponderale dei feti diviene rilevante, tanto che i fabbisogni nutrizionali si elevano sino a raggiungere un massimo del 30-50% in più rispetto alla razione di mantenimento. L’alimentazione della cagna andrà suddivisa in più pasti al giorno, dato che l’aumento di volume dell’utero ostacola il riempimento dello stomaco. Durante questa fase e per l’intero periodo di allattamento – a meno che il cane non risulti sovrappeso od obeso – è bene lasciare disponibilità di cibo durante l’intero arco della giornata (alimentazione ad libitum). Si consideri che al culmine della lattazione, corrispondente alla terza settimana dal parto, un cane di 30 Kg secerne più di 2 litri di latte al giorno, pari al 6% del proprio peso. Data la sua particolare composizione, con il latte si ha un’elevata perdita giornaliera di calorie, tale per cui si calcola che in questi giorni il fabbisogno energetico della cagna superi di due – tre volte quello di mantenimento. Con il latte si perdono anche quantità significative di grassi, calcio, fosforoproteinezuccheri e svariati principi nutritivi.

Per evitare carenze nutrizionali e l’eccessivo dimagrimento della cagna, l’alimentazione della fattrice prevede il ricorso ad appositi mangimi, che si caratterizzino per la più elevata concentrazione e completezza di principi nutritivi, mantenendo comunque una buona digeribilità. Come anticipato, la frequenza dei pasti salirà fino a 4 occasioni giornaliere, oppure sarà lasciata a completa discrezione della fattrice. Nel caso in cui questa appaia magra e deperita, si può procedere con uno svezzamento precoce dei cuccioli, secondo quanto illustrato nel capitolo “Alimentazione del cucciolo e svezzamento”. In caso di perdite eccessive di determinati minerali, come ad esempio il calcio, vi è infatti il rischio che la nutrice vada incontro a possibili patologie, come la tetania puerperale. Ricordiamo infine che l’acqua dovrà sempre essere a disposizione dell’animale per compensare l’enorme dispendio di liquidi attraverso il latte.

Alimentazione del cane anziano

L’invecchiamento del cane si accompagna a modificazioni fisiologiche e funzionali di varia natura. L’animale, per esempio, diviene meno sensibile ai sapori e agli odori, allo stimolo della sete e a quello dell’insulina.

Soglia dell’età geriatrica nei cani
      TAGLIA       ETÀ (anni)
< 10 kg 11.5 + 1.9
10 – 25 kg 10.2 + 1.6
25 – 45 kg 8.9 + 1.4
> 45 kg 7.5 + 1.3

Digerisce con maggiori difficoltà gli alimenti, è più incline alla stitichezza e alla disidratazione, nonchéad infezioni e a malattie di diversa natura. In questo periodo della vita l’alimentazione del cane dovrà caratterizzarsi per un minor apporto calorico, per la scelta di alimenti più facilmente digeribili ed appetibili (ma poveri di sodio, specie in presenza di cardiopatie), con una decisa preferenza per le proteine di elevato valore biologico. Queste ultime andranno ridotte a favore della qualità (scegliere proteine magre di origine animale) in presenza di problemi renali (nefropatie), malattie epatiche od urolitiasi da struvite.

Proprio come nell’uomo, il movimento giova alla salute dell’animale anziano, soprattutto se diabetico. In tal caso andranno particolarmente limitati gli zuccheri e gli alimenti raffinati (come fiocchi di cereali e riso soffiato) a favore delle fibre alimentari.

Nell’ottica di una riduzione calorica andranno diminuiti anche gli apporti lipidici, senza dimenticare l’importanza degli acidi grassi essenziali contenuti nel pesce e nel suo olio e in generale negli oli vegetali (in particolare in quello di nocedi canapadi soiadi canola).

Fabbisogni energetici e nutrizionali del cane

Il cane, come del resto l’organismo umano, non utilizza tutta l’energia contenuta negli alimenti, parte di questa viene infatti perduta attraverso le feci, le urine ed i processi metabolici di digestione, assorbimento e trasformazione dei nutrienti

In veterinaria, il valore energetico di un alimento viene per questo più correttamente espresso in energia metabolizzabile (EM), derivata dalla sottrazione dell’energia perduta a quella grezza dell’alimento.

Seppur sia evidente l’oggettiva impossibilità di nutrire il proprio cane con i numeri, le formule ed i dati sui fabbisogni nutrizionali dell’animale possono dirci se lo stiamo alimentando correttamente. Inoltre, possono tornare utili quando vogliamo fare dei raffronti sui diversi tipi di mangime, valutando se una marca sia ad esempio più energetica rispetto ad altre.

Tramite le seguenti formule è possibile realizzare un calcolo approssimativo dei fabbisogni energetici giornalieri di un cane (kcal EM/d) (energia metabolizzabile quotidiana)

160 x (kg pv)0,88

132 x (kg pv) 0,75

  99 x (kg pv)0,67

Note: pv sta per peso vivo (il peso reale del cane in kg);  99 cane inattivo; 132 cane attivo; 160 cane molto attivo

Fabbisogni energetici giornalieri del cane a seconda del momento fisiologico (kcal EM/d)

Fase post-svezzamento Fabbisogni adulto X 2
40% del peso adulto Fabbisogni adulto X 1,6
80% del peso adulto Fabbisogni adulto X 1,2
Cagne a fine gravidanza Fabbisogni mantenimento X 1,25-1,5
Cagne in lattazione Fabbisogni mantenimento X 3

Queste formule permettono di calcolare il cosiddetto fabbisogno calorico di mantenimento, che rappresenta la quantità di energia consumata da un cane adulto, moderatamente attivo, in condizioni climatiche ottimali. Si tratta quindi di dati approssimativi, visto che il fabbisogno energetico di una cane può variare ad esempio in base al tipo di razza, allo stato di salute ed al livello di attività fisica. Per poter affinare i risultati ed ottenere un fabbisogno energetico più verosimile, sono stati messi a punto diversi coefficienti correttivi, di seguito riportati. Se si vuole calcolare con una discreta precisione il fabbisogno energetico quotidiano del proprio cane occorre quindi moltiplicare il risultato di una delle formule generalizzate appena viste, per il coefficiente (K) che più si addice all’animale.

Coefficiente di adattamento dei fabbisogni energetici nel cane (Blanchard, 2002)

Fattore razza                         k1
Razze nordiche (Labrador, Husky, Terranova, ecc.) 0,8
Beagle, Cocker 0,9
Altri 1,0
Levriero, Alano 1,1
Fattore comportamentale                        k2
Letargico  0,7
Molto calmo 0,8
Calmo 0,9
Normale 1,0
Attivo 1,1
Molto attivo 1,2
Stato fisiologico cane                       k3
Pre-svezzamento  3
Post-svezzamento da 2 a 1,2
Adulto  1
Seconda metà gestazione da 1,1 a 1,5
Lattazione da 3 a 4
Animale castrato 0,8
Stato sanitario cane                       k4
Inattività fisica 0,7 – 0,9
Ipometabolismo 0,5 – 0,9
Trauma 1,0 – 2,0
Tumore iniziale 0,8 – 1,2
Tumore finale 1,1 – 2,0
Setticemia 1,2 – 1,5
Ustioni 1,2 – 2,0

Fabbisogni proteici dei cani (AAFCO, 2000)

        % s.s.1      % EM
   
  Adulto (mantenimento) 18 18
  Accrescimento e riproduzione 22 22

1 dieta con 3,5 kcal/g s.s. (sostanze secca)

Fabbisogni di lipidi e acidi grassi essenziali nel cane (AAFCO, 2000)

       Lipidi % s.s.1    Acido linoleico % s.s.1
     
  Adulto (mantenimento) 5,0 1,0
  Accrescimento e riproduzione 8,0 1,0

1 dieta con 3,5 kcal/g s.s. (sostanze secca)

Nota: il rapporto ideale acidi grassi w-6:w-3 della dieta è compreso tra 5:1 e 10:1 

Valori minimi di elementi nutritivi raccomandati da NRC (National Research Council) per i cani (Percentuale e quantità per kg di dieta, dieta secca)* 

       ELEMENTO NUTRITIVO   UNITA’                  QUANTITA’
Calcio      % 0.59
Fosforo      % 0.44
Potassio      % 0.44
Sodio      % 0.06
Cloro      % 0.09
Magnesio      % 0.04
Ferro     mg 32.0
Rame     mg 2.90
Manganese     mg 5.10
Zinco     mg 35.6
Iodio     mg 0.59
Selenio     mg 0.11
Vitamina A     U.I 3710
Vitamina D     U.I 404
Vitamina E     U.I 22
Tiamina     mg 1.0
Riboflavina     mg 2.5
Acido pantotenico     mg 9.9
Niacina     mg 11.0
Piridossina     mg 1.10
Acido folico    mcg 200
Biotina    mcg 100
Vitamina B12    mcg 26
Colina     mg 1250

* Quantità base su diete con una concentrazione energetica media di 3.67 Kcal EM/g s.s. (3.67 Kcal di energia metabolizzabile per ogni grammo di sostanze secca ingerita dal cane).

Calcola calorie

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/veterinaria/alimentazione-cane.html

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GIOVEDÌ 31 OTTOBRE 2013

ALIMENTAZIONE PULITA PER CANI E GATTI

DIPENDIAMO TUTTI DAL REGNO DAL REGNO VEGETALE

Il regno minerale alimenta quello vegetale, e il regno vegetale alimenta quello animale, è una legge naturale. Tutto il regno animale, incluso tigri e leoni, dipende dalle piante. È dal mondo vegetale e non dalla carne che gli animali più forti, più resistenti, e più prolifici della terra traggono gli aminoacidi essenziali per costruire le loro possenti masse muscolari. Pare che l’unico vero animale integralmente carnivoro sia il verme della carne.

LA CAPACITÀ ORGANICATRICE DELLE PIANTE

Tutte le sostanze nutritive si formano nel regno vegetale, anche le proteine, a cominciare naturalmente dagli aminoacidi che le costituiscono. Sono le piante che fabbricano gli aminoacidi, partendo dall’aria, dall’acqua e dalla terra. Senza le piante non potrebbe esistere vita animale sulla terra. Studiando il ciclo dell’azoto, si comprende come le piante riescono a costruire prima gli aminoacidi e, con questi, poi le proteine, partendo da azoto inorganico, che riescono ad organicare.

LA BISTECCA CHE ILLUDE DI DAR LA CARICA

La carne è un falso apportatore di energia. La carne agisce sul sistema nervoso come un eccitante che genera dipendenza e, specialmente nel bambino, induce irrequietezza ed aggressività perché causa caduta del tasso di calcio. Per digerire un pasto a base di carne c’è un dispendio di energie pari a 5 km di corsa, mentre le energie consumate per un pasto a base di frutta sono quasi nulle. Gli alimenti che danno energia all’organismo sono i carboidrati. La carne è un alimento adatto agli animali predatori, a cui serve una carica immediata, per rincorrere la preda. Dopo un primo attacco, risultano già stremati, mentre gli erbivori da loro inseguiti dimostrano una resistenza alla fuga notevolmente superiore.

GLI ANIMALI PIÙ POSSENTI, AGILI E SOCIEVOLI SONO TUTTI VEGANI

Osservando la natura si può notare che, gli animali più forti ed agili oltre che miti, pacifici e socievoli, sono vegetariani come i gorilla (che a parità di peso, sviluppano una resa atletico-muscolare 3-4 volte superiore alla nostra), i rinoceronti, gli ippopotami, i bisonti, le giraffe, le zebre e le gazzelle. Gli elefanti, che crescono fino a 5000 kg di peso, non potrebbero di certo svilupparsi a quel modo se le piante fossero carenti in materiale proteico. Il bufalo non ha paura del leone o della tigre. La renna non ha timore dell’orso bianco. Eppure vivono con nient’altro se non con semplici verdure.

LE TERRIBILI BELVE HANNO ALMENO QUALCHE SCUSANTE

L’uomo non ha scuse e non ha alibi. Il ghepardo, il leopardo, il puma, il leone, la tigre, il pitone, lo squalo, la iena, il condor, il falco, il corvo, lo sciacallo, pur vivendo in modo abominevole, tra aggressioni, violenze, atrocità e vittime da sbranare, qualche scusa ce l’hanno. I verbi catturare, uccidere, sopprimere, sbranare, scarnificare, ce li hanno scritti nel Dna, negli occhi, nel cuore e negli artigli. Nessuno è stato ancora capace di insegnargli qualcosa di alternativo.

LA QUESTIONE DEL PH

L’essere umano, da bravo vegano, soprattutto fruttariano e crudista, ha un sangue che sta in modo, minimo ma netto, oltre il punto medio o neutrale 7.00 della scala acido-alcalina del pH, che va dallo 0.00 di acidità totale al 14.00 di alcalinità totale. Una salute ideale implica dunque un sangue equilibrato oscillante tra 7.35 e 7.55 nella scala. Acidificare il sangue significa compromettere le reazioni biochimiche e la vitalità dell’intero sistema. Gli animali onnivori-carnivori hanno invece tutti un sangue acido, che si attesta sotto il livello 7.

DIETE ALTO-PROTEICHE TOSSICHE PER TUTTI

Frutta, soprattutto quella acquosa e acidognola), verdura, ortaggi sono tutti cibi acidi in partenza ma a residuo alcalino, cioè alcalinizzanti. Come ricorda Herbert Shelton, ci sono state sistematiche prove di laboratorio a dimostrazione che le diete alto-proteiche ed acidificanti sono decisamente tossiche, tossiche persino nei carnivori. E cita i test condotti ai suoi tempi, che portano la firma di Maignon, Whipple, Slyke, Birkner e Berg.

GLI ANIMALI CARNIVORI SI PAPPANO OGNI COSA

Gli animali carnivori soddisfano il loro bisogno di basi mangiando anche gli organi interni e le cartilagini, privilegiando non il muscolo ma il sangue e le interiora, cariche come sono di liquidi organici, di liquidi che le vittime hanno ottenuto dall’erba, dalla frutta e dai semi che esse hanno appena ingerito.

LA DIETA CARNEA DEGLI ESCHIMESI

A favore della carne si porta spesso l’esempio degli eschimesi, che si cibano quasi interamente di carne di pesce, di foche e di renna. C’è da osservare che essi mangiano, è vero, molto pesce, ma spesso allo statocrudo e accompagnato da alghe e licheni. Altre cose importanti da notare sono che gli eschimesi vivono al massimo sino a 50 anni e che dalla trentina in su sono soggetti purtroppo a malattie degenerative per il loro sangue particolarmente addensato.

LA LEZIONE DELL’ELEFANTE

Qualche tempo fa in un parco animali a ridosso di Pattaya in Thailandia, stavo osservando la zona coccodrilli, giù in basso e nel contempo sgranocchiavo dei frutti locali e del pop-corn che avevo acquistato all’ingresso. L’elefante che stava alle mie spalle, a svolgere con pazienza il suo ruolo di paziente partner fotografico coi visitatori, dimostrava interesse nelle cose che portavo in borsa. Portai ben volentieri alla sua bocca dei rametti con foglie e frutti di rambutan, di leichi e di logan, e se li divorò con grande apprezzamento. Poi si sbaffò con altrettanta gioia 3 banane inclusa ovviamente la buccia, nonché metà dei pop-corn. Ne avessi avuti di altri cibi da offrirgli. Ed è solo un esempio.

LEONI E TIGRI NON SEMPRE RIVOLTI ALLA CARNE-MUSCOLO

La tigre della Malaysia ama aprirsi con le sue unghie il coriaceo frutto del durian, dimostrandosi buongustaia ai massimi livelli. Come tutti i felini, anche il leone ricorre a certe erbe della savana per purificarsi di tanto in tanto.

IL BUSINESS DELLE CROCCHETTE CARNIVORE VA CONTRASTATO DURAMENTE

Il problema dei gatti e dei cani è davvero grosso. Qualche compromesso occorre farlo. Esistono milioni di questi animali domestici e rappresentano pure un grosso mercato per i fabbricanti di crocchette che sono dei super-macellai. Chi ha un gatto in giardino, come nel mio caso, deve abituarsi alle sue scorribande e al suo andare a caccia, sempre e solo di animaletti più piccoli di lui.

LE INDUSTRIE DELLA MORTE E GLI ANIMALI DOMESTICI

Le industrie della morte hanno saputo organizzare le cose in modo molto iniquo e furbesco, con criteri di razionalità commerciale basati sulla legge di mercato. La gente ama gli animali? Benissimo, ne facciamo un grosso affare. Accanto al cibo confezionato e insanguinato per i bipedi, fabbrichiamo anche il cibo confezionato e insanguinato per gli amici dei bipedi, ovvero per cani e gatti, mettendoci dentro frattaglie e tutto il resto (similmente a quanto si fa con gli hamburger), e aggiungendoci il sale e gli ingredienti che porteranno gli animali stessi a dipendere da questo cibo chiamato essenzialmente crocchette per animali.

DA UNA PARTE STANNO LORO

Da una parte loro, con tutte le leggi, le costituzioni, il potere politico-militare, le banche, le lobbies, le religioni, i codex malandrini. Da una parte loro con tanto di terreni monoculturali e OGM, con tanto di sale di tortura e di vivisezione, con tanto di allevamenti e macelli riservati ad animali definiti a priori con l’etichetta razzistica di animali da latte e da carne, e quindi designati orribilmente, già ancor prima di nascere, allo sfruttamento ignobile e al raccapricciante massacro. Da una parte loro, con tanto di strutture farmaceutiche, chimiche, petrolchimiche ed ospedaliere, a completamento dell’aberrante filiera schiavistica-cannibalistica-malatistica-sanitaria.

VEGANI COSTRETTI AD ESSERE OTTIMI CLIENTI DEI MACELLAI

Dall’altra parte noi. E per noi intendo il mercato fatto di robot viventi che consumano le salme e i cadaveri partoriti a getto continuo dai luoghi di morte, al ritmo di 7000 anime al secondo, nelle 24 ore e nei 360 giorni dell’anno. Noi costretti a dipendere dal macellaio non solo per i nostri cibi, ma anche per quelli dei nostri animaletti che, per nostra ulteriore sfortuna e maledizione, sono pure spiccatamente carnivori, visto che ben poca gente adotta il coniglietto, il pappagallo, il porcellino, l’asinello o il vitellino.

QUELLO DELLE CROCCHETTE E DEI CIBI PER ANIMALI DOMESTICI È UN BUSINESS MONDIALE

L’enorme mercato delle crocchette rappresenta un po’ la quadratura di un cerchio sbagliato ed inquietante, in quanto agisce da fattore giustificante e regolarizzante, e costringe finalmente i vegani, possessori di cani e gatti, ad essere paradossalmente clienti fissi e sovvenzionatori dei macellai. Un carnivoro che abbia il gatto in casa e che gli dia delle crocchette, è una persona coerente e lineare. Non altrettanto si può dire del vegano che faccia la stessa cosa col suo gatto.

L’ORRENDO PARADOSSO DI BUTTARE FUORI LA CARNE DALLA PORTA E FARLA RIENTRARE PER LA FINESTRA

Se io fossi in Cremonini, produrrei crocchette per animali addirittura gratuitamente, a scopo promozionale, per smorzare il movimento vegano e renderlo ridicolo, irrazionale, squilibrato ed utopistico agli occhi di se stesso e del mondo intero, per sballare e mandare in tilt le stesse coscienze dei vegani. Come fai ad essere vegano, a contestare i macelli, i pescatori, i cacciatori di foche e di otarie, gli impallinatori di lepri, fagiani, anatre, cinghiali e caprioli, e poi sei tu il primo a dare la tanto avversata carne e le tanto odiate frattaglie ai tuoi amati animaletti?

UN GRUPPETTO AFFIATATO DI CANI E GATTI QUASI VEGETARIANI

Nei miei album fotografici, conservo ancora foto di cani e gatti che stavano assieme amorevolmente sul gradino interno di ingresso della mia casa paterna a Tavagnacco. Due cani e due gatti che stavano uno accanto all’altro d’amore e d’accordo, scaldandosi reciprocamente e in attesa di ordini e di cibo. Mangiavano di tutto, dal pane alla frutta, dal minestrone alle bucce di formaggio, dalle verdure cotte alle uova, dalla pasta alle patate, dalle noci alle castagne. Chiaro che a volte si mangiavano il topo, l’uccellino, o il pesce o l’osso di qualche pollo, visto che c’erano famiglie non vegetariane nei dintorni.

PER TRENTA ANNI NIENTE CROCCHETTE, NIENTE CIBI PER ANIMALI E NIENTE MALATTIE PER L’AFFIATATO GRUPPO

Oggi, dopo la simpatica presenza di un paio di anatre finite purtroppo tra le fauci di qualche volpe o di qualche faina, ho la compagnia di una bellissima gatta bianca, che ha fatto di tutto per farsi adottare, anche contro il parere della padrona di casa. Questa gatta rappresenta esattamente il tipico animale domestico di oggi. Disdegna praticamente qualsiasi cosa. Le dai del pane? Non lo guarda nemmeno. Biscotti o altre cose del genere? Non ne parliamo. Crocchette e basta da mattina a sera. Evidentemente, i vecchi padroni l’hanno imprintata e drogata in quella direzione. Le sole cose che riesco a darle, e che lecca con notevole interesse, sono il kaki maturo e la verdura cotta.

È BASILARE L’IMPRINTING INIZIALE

Non penso sia facile trasformare degli animaletti tendenzialmente carnivori in animaletti vegani, anche se ci sono stati dei noti casi di gente che ha allevato dei leoncini a suon di pasta e verdure. Sono però certo che una dieta leggera, basata su frutta, legumi, verdure, semi macinati, farebbe molto più bene rispetto a quella basata su crocchette odorose, salate e dopanti all’inverosimile. Il problema è di abitualrli fin da piccoli, fin dallo svezzamento e dal solito strumento mentale e gustativo chiamato imprinting.

STOP AI CIBI SPAZZATURA PER ANIMALI DOMESTICI

Riporto un appello giuntomi dal professor Giuseppe Altieri, ecoagronomo di fama mondiale, che ha ripreso e sintetizzato l’articolo di Franco Libnero Manco, presidente dell’AVA. Non date cibo spazzatura ai vostri animaletti domestici. È pieno di conservanti, di pesticidi e di OGM. L’appello non è solo per la gente comune, ma anche ai veterinari d’Italia. Non vendete e non promuovete croccantini e Pet food. Trattasi di materiale che fa ammalare gravemente i vostri amichetti a quattro zampe, che oggi, sempre di più, stanno morendo malamente di cancro. Non ammazzate i vostri animali coi croccantini! Fategli consumare gli avanzi di ciò che voi mangiate. Questo è l’unico modo serio per dimostrare loro il vostro amore.

ALIMENTAZIONE VEGANA AUSPICABILE PER CANI E GATTI

Dal 1987 sono stati effettuati studi in collaborazione con Atenei italiani e stranieri e ambulatori veterinari, supportati quindi da rigorosa documentazione scientifico-universitaria, ed è emerso che non solo è possibile nutrire la maggior parte dei gatti e dei cani seguendo una dieta senza carne, ma è anche auspicabile. Entrambi gli animali possono essere nutriti seguendo una dieta vegetariana-vegan, sebbene nessuno dei due sia vegetariano in natura (i cani sono onnivori e i gatti carnivori).

UNA NOTIZIA ECCEZIONALE DA DIFFONDERE SUL VEGANISMO DI NUVOLA E DI POLDO

Mi ha scritto Matteo che ha due cani di taglia medio grande, una golden retriever di nome Nuvola e un pastore tedesco di nome Poldo. Il fatto eccezionale è che entrambi sono cani vegani, miti e in ottima salute!

CROCCHETTE VEGANE SANE ED ECONOMICHE PER TUTTI

Volevo riportarti il link di una valorosa associazione no profit che fra i tanti progetti per la salvaguardia dei poveri amici animali indifesi, produce anche crocchette vegane di ottima qualità ad un prezzo ragionevole ed il cui il ricavato della vendita va a finanziare gli altri progetti dell’associazione. Il collegamento per scoprire queste fantastiche crocchette è il seguente: http://www.vitadacani.org/index.php?page=vecan. Il mio vivo consiglio è di dare un’occhiata all’intero sito.

CON LE CROCCHETTE ALLA CARNE E AL PESCE I MIEI CANI SI INFEROCISCONO

Ti dirò di più. Ai miei due cagnoni offro anche enormi quantità di scarti di centrifugati di carote, sedano, mela, finocchio, tutti belli tritati come escono dall’estrattore di succhi. Gli do solo una breve scaldata in padella e glieli mischio con le crocchette, aggiungendoci un filo di olio di oliva e un pizzico d’aglio, e devi vedere come se lo sbafano! Mi è capitato due volte di rimanere senza crocchette vegane e ho notato che, dandogli quelle di carne e di pesce, marca costosissima, i miei cagnoni diventavano più aggressivi e indisponibili, subendo pure reazioni allergiche cutanee. Il mio consiglio è di provare questo ben di dio privo di crudeltà, e valido per tutti i tipi e tutte le taglie di cani esistenti.

HAI DELLE CREATURE DAVVERO STRAORDINARIE PER BELLEZZA E SALUTE

Gli ho risposto che la faccenda dei cani vegani non mi è nuova, e ne ho già fatto cenno, ricevendo critiche a non finire. Venni accusato di voler trasformare degli animali carnivori in vegani. In realtà riportavo solo il caso di alcune bestiole di razza canina che avevano vissuto benissimo alimentandosi senza carne. E si trattava di casi citati per conoscenza diretta e non per sentito dire. La tua esperienza, con due cani di grossa taglia peraltro, non fa che confermare la mia ipotesi secondo la quale tutto sta nell’imprinting iniziale, nell’abituare cioè fin da piccoli gli animali a un determinato cibo.

NEMMENO I CANI AMANO ALIMENTARSI DI CAROGNE DI ALTRI ANIMALI, COME FANNO CERTI UMANI

In altri termini, chi sostiene che il cane debba mangiare carogne per sopravvivere al meglio, alla luce dei fatti esprime una idea sballata e dogmatica. Chiaro che se teniamo un animale nella fame più nera, quello finisce per mangiare di tutto, come fanno certi bipedi cadaverivori. Se lo abituiamo al sangue, pretenderà sangue. Nuvola e Poldo finiranno per diventare simbolo ed esempio non solo per tanti cuccioli in crescita, ma anche per coloro che stanno alimentandosi in linea con le iene e gli sciacalli, piuttosto che al pari di esseri umani sensibili e ragionevoli. Che la notizia arrivi alla vigilia del Natale Cristiano, e per giunta il giorno dopo la Fine del Mondo Corrotto secondo il Calendario Maya, non può che avere un significato speciale ed un effetto moltiplicativo!

BASTA CON LE VILI CROCCHETTE A BASE DI SALME MARINE E SALME TERRESTRI

Il fatto che esistano poi in commercio prodotti innocenti ed economici come le crocchette citate, facilita le cose a tantissima gente vegana, costretta a vivere altrimenti in evidente ed imbarazzante stato di contraddizione. Gente che fa i salti mortali per rispettare i suoi principi etici, e che è poi costretta a vanificare il tutto propinando crocchette insanguinate ai propri amichetti a quattro zampe.

INDIRIZZI INTERNET PER ACQUISTARE CROCCHETTE VEGETALI

Altri siti internet per acquistare crocchette vegetali, oltre a quello già indicato (http://www.vitadacani.org/index.php?page=vecan), sono quello della ditta cuneese Aniwell (http://www.aniwell.it/homepage/it), e quello della Amì Cat (http://www.amipetfood.com/).

Valdo Vaccaro (Elaborazione e sintesi di Alessandro Siri)

PUBBLICATO DA VALDO VACCARO
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9 COMMENTI:

silvioto ha detto…
Da qualche settimana ho iniziato a inserire una certa percentuale di verdure cotte miste (circa 20%) nei pasti della mia gatta quindicenne, e non ha fatto altro che giovarle. La parte restante sono bocconcini in gelatina di manzo e pollo (la cosa più “leggera e digeribile” che abbia mai trovato in commercio); senza quello non mangia. Ora provo man mano ad aumentare le verdure.
Ho letto che la Taurina sarebbe indispensabile per i gatti; è vero o è una bufala tipo la B12?

1 NOVEMBRE 2013 09:46
arvo ha detto…
Quasi non vorrei commentare, per driblare ogni polemica. Conoscevo da tempo queste posizioni di Valdo,ma sono in quasi totale disaccordo. Il problema principale di questo discorso è ignorare l’esigenza di crudo di qualsiasi animale. Cuocere il cibo agli animali è contro la loro natura, sia come esseri biologici che come esseri viventi in generale. Anche per loro vale il discorso delle sostanze minerali che da organiche divengono inorganiche, idem per le vitamine e per gli enzimi, alterati e distrutti dal calore. Quanto alla conformazione intestinale dei carnivori, per es il gatto, andrebbero evitati rigorosamente i cereali e limitati i carboidrati in genere. Come noi abbiamo problemi con l’enzima uricasi, loro li hanno con l’amilasi. Certe reazioni negative a qualsiasi cibo sono legate molto alle abitudini, per cui sono spesso poco indicative, almeno nel breve periodo. Daccordo sul discorso crocchette, ma non perché contengano carne, ma perché è cibo cotto e spesso addizionato di vitamine sintetiche e altri additivi-porcheria, tipici dell’industria. E forniscono minerali inorganici, vitamine alterate e niente enzimi vivi. Qualora non si possa rinunciare ad esse, è importante che gli animali abbiano la possibilità di arrivare alle erbe di prato che risultano digestive e mineralizzanti. Infine, senza alcuna polemica, gli animali carnivori selvaggi, non hanno qualche scusante, ma sono così per natura e conformazione organica. Senza carne cruda morirebbero dopo un certo tempo. Ciò è provato con certezza assoluta. Poi ognuno la pensi come vuole. Tutto questo non cambia di una virgola la stima per Valdo….è chiaro che non si può essere daccordo su tutto.

1 NOVEMBRE 2013 19:05
Alex – Ilaria ha detto…
Grazie per questo interessantissimo articolo che ci trova perfettamente d’accordo. Da circa 20 siamo vegane e di conseguenza lo sono i nostri cani. Godono di ottima salute fisica e psichica.
Da circa due settimane abbiamo aperto una pagina Facebook chiamata Ricette Vegane per Cani, con l’obiettivo di educare ad una alimentazione sana. Il nostro motto è ‘Hai un cane, mettiti il grembiule’. Non usiamo cibi industriali, da sempre cuciniamo per loro, sano equilibrato e vegano. In due settimane siamo già in più di 1200!
Le persone vogliono sapere, vogliono conoscere l’alternativa. Ma purtroppo vengono consigliati sempre per il cibo unico, scatolette o croccantini a base di carne, per tutta la vita del peloso. Gli interessi economici dietro questo, anche legati allo smaltimento di avanzi del macello, sono enormi. Ce la stiamo facendo, persone che ci seguono hanno cominciato a mettersi il grembiule, cucinano e smettono di comprare scarti tossici.
Ci farebbe tanto piacere che lei visitasse la nostra pagina e il nostro blog nato da un paio di giorni. E’ un progetto ambizioso ma ciò che ci guida è la passione e anche contro tante avversità stiamo continuando ad andare avanti e a lottare per cambiare la mentalità di molti e liberarli da false idee e pregiudizi.
Grazie per il suo appoggio, con tanta stima.
Alex & Ilaria
BLOG http://www.ricetteveganepercani.com
FACEBOOK Ricette Vegane per Cani

2 NOVEMBRE 2013 15:04
fabrizio dellera ha detto…
Ho guardato il sito consigliato alla fine dell’articolo, quello della Aniwell.
Informo che dichiara di usare carne nelle sue crocchette. La provenienza e “l’attenzione” con cui sono nutriti gli animali prima del macello non importa. E’ solo sofferenza, tortura e morte.
Tanto per correttezza di informazione
Marco

22 NOVEMBRE 2013 10:10
Marco Ugolini ha detto…
bravo, bel articolo, Ora corti a prendere l’integratore.

4 DICEMBRE 2013 04:45
Lunaria ha detto…
Scusate, ma…se è vero che noi siamo animali vegani di natura, quindi non dobbiamo alimentarci con derivati animali, perché un gatto o qualunque altro carnivoro stretto naturale, dovrebbe stare bene con una dieta vegana?

15 MAGGIO 2014 18:29
pablitagrace ha detto…
Il mio cane,Grace, una femmina meticcia di 30 chili che aveva 7 mesi quando la trovai abbandonata, mangia crocchette vegane da 2 anni ed oltre a stare bene in salute è vispa e pimpante. Mai sterilizzata, mai accoppiata ed è serena e tranquilla ed inoltre sono 3 calori che non ha più perdite di sangue pur essendo ancora fertile. Peccato non possa postare una foto qui per farvela vedere!

9 GENNAIO 2015 09:21
pablitagrace ha detto…
Questo commento è stato eliminato dall’autore.
9 GENNAIO 2015 09:35
pablitagrace ha detto…
qui un resoconto dettagliato caro Dott. Vaccaro, spero di non infrangere regole pubblicando un link, altrimenti cancelli pure.
https://www.facebook.com/notes/paola-pinto-sole-eremita/le-mestruazioni-o-estro-non-sono-necessarie-neanche-per-il-cane-domestico/594956147193827

9 GENNAIO 2015 09:36

http://valdovaccaro.blogspot.it/2013/10/alimentazione-pulita-per-cani-e-gatti.html

SABATO 25 OTTOBRE 2014

UN AIUTO PER IL MIO AMICO PRIDE CARICO DI LIPOMI

LETTERA

CERCO GUARIGIONE REALE PER IL MIO AMATO DOBERMANN

Buonasera, Sono vegano, ho 31 anni e mi sto avvicinando al crudismo tendenziale! Scrivo per avere un aiuto e un consiglio su come procedere per la cura e la guarigione del mio cane. Io sono il compagno a 2 zampe di Pride, un cagnolone mix dobermann di 10 anni (45 kg) e le scrivo perché da qualche tempo lui soffre di lipomi situati in varie parti del corpo. Circa 6 mesi fa è stato operato per un lipoma di grandi dimensioni in zona addominale e di un altro lipoma importante vicino alla spalla.

RIFORMAZIONE LIPOMI DOPO LE PRIME ASPORTAZIONI

Adesso purtroppo si è riformato ed è di enorme dimensione, non è sottocutaneo ma si trova in profondità, in zona toracica dove, a detta del medico che lo segue e di quello che ha effettuato l’ecografia, non interessa tessuti od organi vitali, anche se ci va molto vicino. La bestiola soffre della formazione di questi lipomi e ne ha di piccole dimensioni anche in altre 3 parti del corpo che non sono state considerate dai medici pericolose.

PER I MEDICI I LIPOMI NON REGREDISCONO NÈ TANTOMENO SCOMPAIONO

Dopo l’ecografia e dopo Rx i medici hanno deciso di intervenire chirurgicamente poiché, sempre a detta loro, il lipoma non regredisce e non scompare ma è destinato a crescere a dismisura fino all’impossibilità poi di poterlo operare e rimuovere. Ho provato a cercare on line informazioni in merito ma nessuno parla di questo problema per i cani. Sono peraltro sicuro che, per la maggior parte dei veterinari, il verdetto sarebbe quello dell’asportazione.

RADICALE CAMBIAMENTO DIETA

Nella vita il mio cane ha sempre mangiato cibo secco o scatolette di buona qualità, ma sempre e comunque cibo confezionato, tranne in alcune situazioni dove cucinavo io per lui. Da circa 2 mesi ho iniziato a diminuire la carne, inserendo un cibo vegetale in crocchette senza glutine, con pochissima scatoletta. Da una settimana poi, ho di nuovo cambiato la sua alimentazione, eliminando del tutto cibo confezionato e carne, ed inserendo in alternativa verdure fresche e crude ogni giorno per 2 pasti al giorno.

PRIDE MANGIA DI TUTTO SENZA FARE ALCUN PROBLEMA

Per mia e sua fortuna lui non si fa problemi e mangia tutto, mele, carote, zucchine, spinaci, sedano, finocchio, curcuma, verdure a foglia verde, fagiolini. Ma non so se questa può essere la strada giusta. Non so se per un cane può valere la stessa regola che per le persone, se devo farlo digiunare o meno, né sono sicuro se le dosi sono giuste, e se questa alimentazione include tutte le sostanze che per natura dovrebbe assumere per stare bene.

STA BENE, CORRE E DIMOSTRA MOLTA VITALITÀ

Non ho trovato nessun medico che mi supportasse in questa scelta. Se ne parli al veterinario ti guarda come tu fossi un alieno. Quindi tutto ciò che sto facendo è raccogliere informazioni e tentare di aiutarlo io stesso. Lui sta comunque bene, è molto vitale, gioca e corre come ha sempre fatto e non mostra segni di stanchezza, affaticamento, fame o altro. Se seguo la risposta che lui stesso mi sta dando, direi di essere sulla strada giusta, ma poi come devo muovermi? Quali verdure e cosa altro posso inserire?

FIORI AUSTRALIANI, OZONOTERAPIA E CURE EPATICHE

Ho inoltre contattato una veterinaria omeopata che ha parlato di fiori australiani e di ozonoterapia.
In passato Pride ha sofferto di sovrappeso e di qualche problema epatico risolto dai medici mediante farmaci. In tali circostanze gli avevo aumentato l’esercizio fisico e le passeggiate, inserendo pure fisioterapia in piscina apposita di tipo cinofilo.

IL MITO MEDICO-VETERINARIO DELLA CHIRURGIA ASPORTATIVA

Ho letto inoltre che i lipomi è meglio non asportarli, onde evitare che si trasformino in forme cancerose tipo metastasi. Senza considerare il fatto che ogni asportazione è seguita il più delle volte da riformazione del lipoma stesso. Non capisco pertanto perché medici e veterinari insistano per la soluzione chirurgica.

NESSUN PROBLEMA A MUOVERMI IN ITALIA PUR DI AIUTARE IL MIO PRIDE

Le chiedo davvero un aiuto perché non so come posso muovermi e a chi posso chiedere informazioni nel caso di bisogno. Se per caso lei conosce un veterinario alternativo capace di risolvere i miei dubbi, sono disposto a spostarmi dovunque in Italia pur di aiutare questa mia creatura a quattro zampe. Grazie mille per l’attenzione e per tutti i consigli preziosi che condivide sul blog. Se ci fossero più persone come lei allora sì che vivremmo tutti, uomini e animali, in un mondo migliore e più in salute!
Emiliano da Firenze

*****

RISPOSTA

UN GRANDE ESEMPIO DI AFFETTO TRA UOMO E ANIMALE

Ciao Emiliano. Il tuo caso dimostra quali vette possa raggiungere l’affetto e l’amore che lega l’uomo al proprio cane, o comunque a qualsiasi animale che gli viva accanto. Direi che tutte le bestiole meriterebbero questo tipo di attenzioni. L’amore e il rispetto per gli animali rende decisamente migliori gli esseri umani sotto ogni punto di vista.

SIAMO DEI MAMMIFERI SOGGETTI ALLE STESSE REGOLE

Venendo ai lipomi del tuo Pride, vale sempre il discorso di principio che facciamo in genere per i tumori, le escrescenze varie e le neoformazioni. Mammiferi innanzitutto, sia i cani che noi, e pertanto soggetti più o meno alle medesime regole, nonché ai medesimi problemi ogniqualvolta infrangiamo tali regole.

PADRONE CARNIVORO UGUALE CANE CARNIVORO

Anche la questione del carnivorismo canino va presa con le pinzette. Trattasi di un falso mito e di un preconcetto. Vivendo da secoli accanto all’uomo, i cani si sono adeguati e hanno imparato a seguire le orme dei loro padroni. L’idea di dover dare per forza carne al cane in quanto animale carnivoro, è totalmente smentita dai fatti. Dipende tutto dal suo imprinting, dalle sue abitudini alimentari iniziali. Padrone carnivoro uguale cane carnivoro, padrone vegetariano uguale cane vegetariano, salvo che non si tratti di razze scarsamente addomesticate o da poco addomesticate.

LA CARNE PORTA A TUTTI MALATTIA E INCATTIVIMENTO

Vero è che la stragrande maggioranza dei possessori di cani, onnivori o vegetariani che siano, cadono nella trappola mentale di dover alimentare i loro amichetti con la carne, risvegliando in loro antichi istinti mai del tutto dimenticati. Prova ne è che la prima cosa che fanno prendono l’osso e lo vanno a nascondere dove gli comoda. Quando fai per secoli da servitore all’uomo-cacciatore e lo segui nelle sue scorribande sanguinarie, non può essere diversamente. Resta il fatto che più brandelli insanguinati consumano e più malati di cancro diventano. Come ciò non bastasse, più sostanza grassa ed insanguinata assumono e più si incattiviscono.

ESISTONO MOLTI ESEMPI CONCRETI DI CANI VEGETARIANI

Posso assicurare che ho avuto cani dal carattere e dai modi gentili, giocosi nei riguardi di altri animali da cortile, galline, anatre, oche, coniglietti, gatti e soprattutto nei confronti dei bambini piccoli. Non tutti e non sempre totalmente vegetariani essendoci sempre qualcuno in famiglia o fuori pronto a dargli qualche occasionale porzione di cadaverina. Non sono mancati dei soggetti tipo Bobo, un barboncino di taglia medio-grossa, smaccatamente vegetariano, che sono vissuti a lungo e in gran forma e non hanno mai voluto saperne di carne o di pesce, preferendogli ciliegie, mele, prugne, cachi, kiwi, lattuga, cavolo, radicchi.

LA LOTTA NON VA PORTATA CONTRO I TUMORI MA CONTRO LA TUMOROSITÀ

Tornando ai lipomi e ai tumori in genere, ti consiglio di leggere le mie tesine su tali argomenti e di utilizzarle con qualche indispensabile adattamento al tuo amico del cuore. Non si devono asportare i tessuti in sovracrescita, ma bensì la tumorosità del soggetto, ovvero la sua tendenza a formare dentro di sé delle aggregazioni tumorali. Anche perché le operazioni chirurgiche non vanno mai a risolvere il problema alla radice. Si toglie o si raschia accuratamente il tumore e si applicano terrificanti cure chemio e radioterapie contro le ovvie ed inevitabili recidive, ossia si interviene sempre e solo sul sintomo, e non si sfiora nemmeno il fattore causante.

FATALE TENDENZA MEDICA VERSO LA CHIRURGIA E VERSO LA CHEMIO

Come mai tutto questo? Per una serie di motivi. Innanzitutto la limitatezza mentale umana, ossia l’ignoranza e la capacità di vedere le cose fino alla punta del proprio naso e non oltre. E poi l’interesse e la convenienza economica, visto che le asportazioni e le chemio portano evidenti vantaggi pecuniari a chi le effettua e alle strutture ospedaliere e veterinarie implicate.

NON SERVE CERCARE RIMEDI STRANI E STRAORDINARI

Nemmeno il ricorso a rimedi omeopatici, a fiori speciali australiani o neozelandesi, o ad altre terapie speciali servono a risolvere il problema, fin quando si rimane intrappolati alle vane cure sul sintomo. Vale invece quello che stai cercando di fare a livello di dieta.

EVITIAMO CIBI A RISCHIO SIA PER NOI CHE PER LORO

È noto che le crocchette a base di carni animali, le scatolette di carne, i salumi e ogni tipo di carne, siano generatori di tumorosità negli animali, come del resto succede per la tumorosità umana alimentata da prodotti di macelleria, oltre che da farmaci, vaccini, zuccheri industriali, grassi idrogenati, cibi devitalizzati e ultra-cotti.

ANCHE I NOSTRI AMICHETTI MERITANO UN LORO PACCHETTO SALUTE

Il ricorso in extremis alla dieta tendenzialmente vegana è la sola alternativa possibile, e pertanto ti incoraggio a continuare su questa strada. Usare il buon senso ed elaborare un pacchetto salute non molto dissimile da quello umano. Oltre a quanto si trova sul mercato dei cibi virtuosi per il cane, puoi confezionare delle polpette con riso, patate, cereali, vegetali crudi e cotti, inserendo a volte uvetta, datteri, mandorle, noci, semini, il tutto debitamente pestellato ed impastato, visto che non puoi pretendere dal cane una masticazione accurata.

INDISPENSABILE LA CIOTOLA D’ACQUA FRESCA O D’ACQUA PIOVANA

Qualsiasi residuo dei nostri pasti verrà inevitabilmente gradito dai nostri amici a quattro zampe. Verificare in ogni caso le preferenze individuali e assecondarle quando è possibile. In natura gli animali fronteggiano i malesseri digiunando e bevendo acqua, pertanto non è opportuno forzare le bestiole verso il cibo. Verificare piuttosto che non manchi mai una ciotola di acqua fresca, meglio se piovana.

Valdo Vaccaro

Fonte: http://valdovaccaro.blogspot.it/2014/10/un-aiuto-per-il-mio-amico-pride-carico.html

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  1. #1 di gravidanza sintomi il 14 luglio 2014 - 10:30 PM

    Ѕono 4 ore che navigo e questo sito è la prima сosa brillɑnte che
    ho letto. Davvero brillante. Se tutte le personne che creano siti web facessero
    attenzione di dare materialе affascinante come questo
    inmternet sarebbe di sicuro più utilе. Tі ringrazio.

  2. #2 di Cristiano il 19 febbraio 2016 - 2:26 PM

    Quante stupidaggini. Attenti a quello che leggete, internet purtroppo è ricco di disinformazioni, pubblicazioni come questa prive di fondamento, edite da non professionisti. La dieta, gli alimenti sono una medicina e come tale quando avete dubbi contattate uno specialista. Sono un medico veterinario, specializzato (anche) in alimentazione e nutrizione animale.
    La scelta di uno stile di vita Vegano o Vegetariano deve essere mossa da fini etici,
    solidali nei confronti del mondo animale, ma nulla più, non è salute è una filosofia di vita non adatta a tutti.
    CB

    • #3 di bronzo il 21 aprile 2016 - 7:52 PM

      Salve , sono alle ultime 2 settimane di gravidanza della mia pit, sto cercando di fare piu attenzione possibile sull’alimentazione per prenire qualsiasi problema, ho cominciato da una settimana con delle croccette baby starter puppy mantenendo una razione di 450g al di suddivisi in tre pasti, alterno 2 volte a settimana con pasta e uovo condito con le crocchette mantenendo i 450g, accompagnando non sempre con frutta e verdura fresca,mela banana carota molto gradite dalla cagna.
      Sto cercando di mantenere un po varia e nutritiva la dieta stando il piu possibile lontano da alimenti nicivi per il cane sopratutto in questa fase ma in merito ognuno ha le proprie fonti
      Qualcuno in argomento che mi possa dare consigli per la dieta post partum per il cane ?

  3. #4 di Bronzo il 21 aprile 2016 - 8:23 PM

    Salve, sono alle ultime 2 settimane di gravidanza della mia pit, sto cercando di fare particolare attenzione all’alimentazione per prevenire qualsiasi probelema.
    Da circa una settimana le do croccantini pubby babby starter 450g al di diviso 3 pasti , alternando 2 volte a settimana con pasta e uovo mantenendo i 450g , non sempre accompagnato con frutta e verdura mela,arancio, banana carota , sto mantendo una dieta abbastanza variata, io non me ne intendo tengo lontano alimenti nocivi, qualcuno in argomento che se ne intende ?

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