Verso una nuova moneta

Dò per scontato che coloro che stanno per leggere quest’articolo possiedano già una discreta cultura riguardo il come e il perchè il nostro sistema di emissione della moneta sia fraudolento. Ci sono molti siti di ottima informazione, video didattici e documentari fatti ad hoc per approfondire la conoscenza del problema della moneta-debito, del signoraggio bancario e della riserva frazionaria. Questo mio intervento non è orientato alla denuncia ma alla soluzione e rifletterà, forse in maniera inconsueta, sul rapporto fra valore monetario e valore d’uso in relazione all’aspetto energetico del denaro.

Valore monetario e valore d’uso

Quando diamo un valore monetario (chiamiamolo ora “prezzo” per semplicità) ad un bene o ad un servizio tentiamo di esprimere su una scala lineare numerica (la cui unità di misura è la valuta) un’entità molto più astratta e complessa di un semplice numero e che coinvolge una serie di fattori che di per sè non sono linearizzabili nè confrontabili fra loro, in quanto appartengono non solo alla sfera materiale ma anche a quella psicologica.

Ad esempio, il valore che diamo ad un bene/servizio può dipendere da cosa esso rappresenti per noi, dal legame affettivo che abbiamo instaurato con esso, da quanto non possiamo farne a meno, dall’urgenza che abbiamo di usufruirne in un dato momento, dalla quantità di materia di cui è costituito, dalla reperibilità e/o rarità di quel particolare tipo di materiale, dalla quantità di tempo impiegato, dalla quantità di risorse umane e materiali coinvolte nella sua costruzione, dalla quantità di risorse mentali/studi che ne hanno permesso lo sviluppo, ecc.

Questa varietà di fattori materiali e psicologici (considerati globalmente anche laddove non siano sempre commensurabili) confluiscono nel valore d’uso, un valore essenzialmente psicosoggettivo che cerca di racchiudere in sè ed esprimere quanto un determinato bene/servizio sia positivo per una comunità in termini di utilità effettiva e di miglioramento delle condizioni di vita.

Quanto più il valore monetario di un bene/servizio ci sembra essere vicino alla percezione psicologica soggettiva che abbiamo del suo valore d’uso, tanto più ci verrà spontaneo dire: (per imitare il famoso tormentone degli anni ’80): “Ok, il prezzo è giusto.”

È però possibile che venga a mancare la corrispondenza fra valore monetario e valore d’uso: tanto più la forbice fra valore monetario e valore d’uso si allarga, tanto più ci sembrerà di avere a che fare con una stima errata del valore di quel bene/servizio. Volendo fare un esempio banale, uno spazzolino da denti consumato è un oggetto assolutamente inutile poichè non può più esplicare la sua funzione: il suo valore d’uso è zero. Chi vorrebbe mai scambiare con denaro un simile oggetto? Evidentemente nessuno, quindi anche il suo valore monetario è zero. Ma se fosse lo spazzolino da denti usato da Elvis Presley negli anni ’50  forse si troverebbe qualcuno disposto a scambiarlo con denaro: il suo valore monetario potrebbe allora scostarsi dallo zero, fermo restando essere un oggetto assolutamente inutile.

Vedete allora come il valore monetario sia solo l’espressione di una ricchezza teorica postulata, fine a sè stante e valida internamente al circuito monetario, mentre il valore d’uso è l’espressione della ricchezza concreta e realmente usufruibile, considerata in relazione al benessere collettivo dell’essere umano e non ai soli fini di un mero scambio utilitaristico individuale.

Il sistema moneta-debito

Nell’attuale sistema di moneta-debito, la moneta (metallica, cartacea o elettronica) non ha un controvalore, cioè non rappresenta nessuna ricchezza preesistente (storicamente questa ricchezza è sempre stata l’oro e la moneta veniva emessa in proporzione alla disponibilità d’oro). Dunque oggi la moneta è carta senza valore intrinseco.

Giacinto Auriti

Come ha sempre ricordato il compianto prof. Giacinto Auriti, la moneta oggi assume valore per il semplice fatto che la comunità l’accetta come mezzo di scambio. Se la comunità non l’accettasse come mezzo di scambio per far passare di mano in mano beni di reale valore d’uso a quei pezzi di carta rimarrebbe soltanto la misera utilità di essere un buon combustibile di riserva per accendere il fuoco o un sostituto del taccuino per i nostri appunti sbrigativi.

Chi dà allora il valore alla moneta, dato che non ne ha intrinsecamente? La comunità stessa, nell’atto di accettarla. Questa affermazione coinvolge da vicino il concetto di sovranità individuale, già magnificamente espresso da Antinozzi in questo post. In quest’altro articolo inoltre si è parlato anche della legge universale del libero arbitrio, che non può essere disattesa nè disonorata nel lungo termine neanche dalle forze che tentino di soverchiare l’umanità. Per governare c’è bisogno del consenso; anche per legittimare un sistema monetario fraudolento come il nostro c’è ugualmente bisogno del consenso, il quale, come avrete capito, ci è estorto quotidianamente con la frode e con l’inganno.

Se una comunità sovrana si rifiuta di accettare una data moneta come mezzo di scambio, la moneta cessa istantaneamente di avere un valore. Qual è il “patto col diavolo” a cui decidiamo di sottostare quando accettiamo, più o meno consapevolmente, l’odierna moneta-debito come mezzo di scambio?

La moneta-debito sottrae valore d’uso

Oggi il valore monetario viene creato nel momento stesso in cui qualcuno richiede un prestito (più precisamente, la moneta viene creata se e solo se qualcuno la chiede in prestito, sia che siano i privati cittadini o le ‘private’ nazioni). Nessuna energia universale (fisica, meccanica, psicologica, mentale) che abbia un rilevante valore d’uso è associata alla creazione della nuova moneta emessa: il nuovo valore monetario nasce pertanto ex-nihilo. Nell’atto della creazione della moneta aumenta il valore monetario totale circolante nella comunità ma a questo non corrisponde un aumento reale del valore d’uso complessivo poichè nessun bene/servizio è creato in quel preciso momento.

Dopodichè, chiunque la prenda in consegna deve sottostare al patto tacito di restituzione connesso alla natura stessa della moneta-debito, la quale etimologicamente equivale a “moneta con promessa di restituzione implicita”. Oltre a questo enorme paradosso si aggiunge anche la beffa perchè ci è richiesta indietro la somma maggiorata degli interessi. Gli interessi richiesti però non potranno essere ripagati su scala macroeconomica e l’insolvenza matematica derivante si tradurrà in espropri, ipoteche e bancarotte: ci saranno cioè beni/servizi di reale valore d’uso e di proprietà della collettività che finiranno inesorabilmente in tasca a chi ha emesso la moneta-debito.

Fissando, per esempio, il tasso d’interesse/costo del denaro al 5%, vuol dire che quando qualcuno prenda in prestito un valore monetario di 100 € gli sarà chiesto di restituirne 105 €: ma siccome i 5€ eccedenti non sono mai stati creati in forma di valore monetario, nel tentativo di ripagare il debito verranno sottratti alla comunità sotto forma di valore d’uso, cioè in termini di case, automobili, aziende, terreni che saranno espropriati ai debitori e finiranno in mano a chi ha generato il denaro.

È purtroppo matematica la constatazione che la quantità di valore d’uso sottratto alla comunità è direttamente proporzionale alla quantità di valore monetario emesso e il coefficiente di proporzionalità è il tasso d’interesse/costo del denaro. Questo spiega perchè tutti gli enti bancari spingono perchè la gente chieda prestiti, mutui o finanziamenti: 1 milione di € di prestiti significano la creazione di nuova moneta-debito per un valore monetario di 1 milione di €. Ciò significa che, non appena si manifesteranno le insolvenze sistemiche, nel nostro esempio mediamente 50.000 € di beni/servizi con reale valore d’uso diventeranno di proprietà di chi ha emesso moneta (ovvero il sistema bancario) e saranno perdute dalla comunità. Solo in Italia negli ultimi tre anni sono state pignorate ai cittadini ben 426.000 case.

La moneta-debito si comporta come una piovra che lentamente trae a sè i beni comuni con i suoi tentacoli è come un buco nero che succhia l’energia della collettività: fa in modo che gli individui competano per spartirsi le briciole e lascia nel lungo termine il mondo svuotato e depauperato. Il valore monetario emesso in circolazione ritorna alla sorgente dopo aver rastrellato e sottratto beni/servizi di reale valore d’uso alla collettività, mentre i privati cittadini giocano ruoli di comparse in un film che si sta girando sopra le loro teste e non sono singolarmente nella prospettiva di poterne realizzare la tragica trama. Il vero scopo della moneta-debito è esattamente questo e viene quotidianamente portato avanti grazie alle nostre energie e al nostro consenso, fornito nel momento in cui accettiamo di scambiarla o la prendiamo in prestito, determinandone la creazione.

La moneta-debito veicola e diffonde un’energia potenziale negativa, con il segno meno. La prossima volta che abbiamo sotto gli occhi una banconota da 100 € cerchiamo di non cadere nell’illusione visiva che essa rappresenti un’energia creditizia positiva di 100 €, come sta scritto sulla carta. Essa rappresenta in realtà solo la sua vera energia potenziale, quella cioè che si manifesterà su scala macroeconomica nel lungo termine: nel nostro esempio, un valore di -5 € (negativo).

Verso una nuova moneta sostenibile

Grazie al cielo, questo della moneta-debito non è l’unico sistema monetario possibile. Tuttavia, esso è talmente radicato storicamente e culturalmente che oggi tutti fanno fatica a concepire una moneta non legata al concetto di debito, cioè una moneta non vincolata a restituzione. È anche comprensibile se pensiamo che questo sistema sta in piedi ininterrottamente da oltre sei secoli ed è per questo entrato nell’incoscio collettivo o nel campo di risonanza, come direbbe  Rupert Sheldrake.

La più grande fatica che fanno oggi le persone non sta nell’usare o meno una qualsiasi moneta complementare o alternativa, ma sta nel pensare che possa esistere una moneta che non debba essere restituita. Affinchè capiate il perchè e il per come di questo apparente controsenso è essenziale che mettiate prima in seria discussione questo connubio ancestrale fra moneta e obbligo di restituzione.

La moneta come dovrebbe essere

Questa che vado a descrivere non è la moneta del futuro è la moneta come dovrebbe essere. Non presuppone una comunità umana del futuro, ma una comunità umana come già sarebbe dovuta essere se l’evoluzione della coscienza non fosse stata distorta, rallentata e manipolata intenzionalmente dall’esterno: un aggregato di persone che sappiano cooperare pacificamente e che abbiano assunto piena sovranità e responsabilità personali.

Una condizione necessaria all’esito positivo di una qualsiasi politica monetaria innovatrice è che l’ente che emette moneta sia pubblico, cioè appartenga, rappresenti e agisca in nome e per conto di una comunità sovrana più o meno vasta capace di autoregolamentarsi e di deliberare in favore della collettività. Per il momento chiamiamolo “ente erogatore” dato che la parola “banca” richiama troppo fortemente il concetto di “privato”.

Supponiamo che qualcuno che abbia bisogno di fondi per realizzare un progetto e chieda un prestito di denaro all’ente erogatore. Essendo pubblico, la comunità deliberante decide se avallare o no il finanziamento. Nel caso in cui il progetto sia valutato essere di pubblica utilità, l’ente erogatore concede il prestito creando la moneta necessaria. Anche in questo caso, il valore monetario è creato ex-nihilo.

Ma allora dove sta la differenza? La differenza è che la quantità di moneta erogata, nell’atto stesso della creazione e per delibera della comunità sovrana che ha creato il denaro, anticipa, raccoglie esprime e quantifica in valore monetario tutta l’energia che sarà messa in movimento in un tempo futuro per la realizzazione di quel progetto, il quale si è già guadagnato il riconoscimento di utilità e necessità da parte dell’ente pubblico come condizione necessaria all’emissione di moneta.

Quando il progetto si realizzerà  quel valore monetario si trasformerà nel corrispettivo valore d’uso (un nido d’infanzia, una mensa per anziani, un’attività commerciale …) pronto ad essere usufruito dalla comunità. Ecco perchè non è necessaria la restituzione della moneta: la realizzazione del progetto rappresenta già intrinsecamente la restituzione alla comunità, sotto un’altra forma, dell’energia/valore che era stata anticipata.

Ecco il ciclo completo dell’energia in trasformazione:

La comunità chiede o approva la venuta in esistenza di un nuovo bene/servizio, al quale dà fiducia sapendo che può aumentare la ricchezza collettiva totale;
L’ente erogatore anticipa l’energia potenziale necessaria alla realizzazione della nuova opera “incarnandola” nel corrispondente valore monetario emesso;
Al termine del ciclo produttivo questo valore monetario fruttifica e si trasforma in un bene/servizio di reale valore d’uso che restituisce alla comunità in termini di utilità e benefici l’energia anticipata sotto forma di valore monetario.

La nuova moneta rappresenta dunque energia allo stato potenziale, in attesa di raggiungere lo stato di manifestazione. Un’ipotetica banconota del valore di 100 unità valutarie di questa nuova moneta ha un’energia potenziale positiva pari a 100 perchè, su scala macroeconomica e nel lungo termine, manifesterà nella comunità un corrispondente aumento di pari valore d’uso, non certo una diminuzione di -5 unità valutarie come nell’esempio precedente.

A differenza della moneta-debito, questo tipo di moneta è anche molto stabile per quanto riguarda l’inflazione. Perchè? Semplicemente perchè ogni volta che c’è l’emissione di nuovo valore monetario, alla fine del ciclo produttivo, c’è la creazione di un bene/servizio che aumenta il valore d’uso collettivo di una pari quantità. Il rapporto fra quantità di moneta circolante e ricchezza effettiva che può essere scambiata con tale moneta rimane dunque sempre costante, perchè aumenta con la stessa proporzione.

Ovviamente, nel lungo periodo, potrà esserci un leggero scostamento degli indici (quando si distrugge un bene, ad esempio quando si rottama un’automobile): ma ciò non ha nulla a che fare con le proporzioni gigantesche dell’inflazione nel sistema della moneta-debito, dove il valore monetario schizza incontrollato mentre la ricchezza collettiva viene depredata lentamente e dove il tritacarne della riserva frazionaria permette di prestare/creare 50 volte tanto la ricchezza effettivamente posseduta.

Una simile moneta “pulita” non può nascere nè servire a scopi egoistici, perchè l’esistenza in circolazione del denaro è subordinata all’approvazione comunitaria e finalizzata esclusivamente a scopi di utilità collettiva. Mentre la moneta-debito nasce per servire gli egoistici scopi di lucro della ristretta oligarchia sua creatrice, la nuova moneta nasce  come ambasciatrice dell’interesse collettivo.

Inoltre, questa moneta presuppone e funziona secondo il ciclo di trasformazione dell’energia in cui l’energia/valore si trasforma ciclicamente alternandosi negli stati del valore monetario potenziale e del valore d’uso effettivo. Ciò non si verifica invece nel sistema moneta-debito dove a nessuno importa se il valore monetario si trasformi o meno in valore d’uso: ciò che conta è solo restituire il mero valore monetario a fine ciclo, addirittura in quantità maggiore rispetto a quanto anticipato.

  SISTEMA MONETA-DEBITO
SISTEMA MONETARIO OVVIO
EMISSIONE Sistema bancario,in rappresentanza degli interessi di una minoranza di privati Ente erogatore,in rappresentanza dei pubblici interessi della collettività sovrana
RICCHEZZA COLLETTIVA
(= valore d’uso)
Diminuisce, e va in mano ai privati che hanno emesso la moneta Aumenta, a vantaggio della collettività che ha autorizzato l’emissione di moneta
ENERGIA POTENZIALE
Negativa, a causa dell’obbligo di restituzione e degli interessi non solvibili Positiva, perchè si trasforma
RESTITUZIONEdel valore monetario SI, maggiorato degli interessi NO
INFLAZIONE Alta Bassa

Di primo acchito, vi potrà sembrare utopistico, ma non c’è niente di più errato. La vera energia/struttura/funzione del denaro è proprio questa! Essere cioè uno strumento per la prosperità collettiva. State certi che si sarebbe manifestato con spontanea naturalezza esattamente sotto questa forma se il corso della storia non fosse stato deviato da forze oscure con intenti manipolatrici, che hanno visto nel sistema moneta-debito la più potente forma di schiavizzazione degli esseri umani e l’hanno messa in pratica su scala mondiale, espropriando al contempo con la frode la sovranità delle comunità locali.

Non si tratta di pensare in maniera rivoluzionaria: si tratta di tornare a pensare in maniera semplice, sana e lineare, scevra da forme pensiero vetuste e distruttive. Gli ultimi secoli di sistema monetario sono completamente da rifare.

Nel precendente articolo “Spiritualità vs. Denaro” ho parlato dei necessari compromessi a cui siamo costretti a scendere quando vogliamo scambiare con moneta-debito una prestazione di servizio spirituale alla collettività. Ebbene, in un sistema monetario positivo come quello espresso qui la questione decade completamente. Le prestazioni di tipo spirituale offerte alla comunità possono e devono essere tranquillamente scambiate con questo denaro energeticamente pulito e costruttivo, senza dubbi di alcuna sorta.

Il futuro è già presente

Questo post l’ho intitolato “Verso una nuova moneta”. Avrei potuto benissimo intitolarlo “Verso la moneta”.  Perchè il denaro è questo, sarebbe dovuto essere questo se solo da secoli non fossimo abituati a chiamare con le parole “denaro” e “moneta” un sistema di schiavizzazione programmatica che nulla c’entra con le possibilità di crescita, benessere, prosperità e abbondanza che discendono dal vero denaro. Quanto ho descritto sopra è già realtà allo stato potenziale se riusciamo a recuperarne gli archetipi dal nostro superconscio collettivo.

Passando all’azione pratica concreta, voglio segnalarvi un progetto di nuova moneta avviatosi su scala nazionale da qualche mese e che promette sviluppi davvero interessanti, visto il numero di adesioni riscontrate in breve tempo.

Si chiama Nuovo Circuito Monetario, è perfettamente legale (le monete alternative in Italia sono disciplinate dall’art. 1552 del Cod.Civ. come “scambio multilaterale”, mentre le monete complementari sono disciplinate dall’Art.13 c.1 dpr. 633/72) ed è sostenuto da una nuova piattaforma informatica. Questo è il link al sito di presentazione, e questi sono i nuovi progetti già realizzati grazie all’emissione di nuova moneta.

Dato l’ampliamento continuo della comunità di aderenti, si stanno profilando all’orizzonte addirittura nuove possibilità imprenditoriali per chi ne abbia volontà e capacità. Ovviamente, dopo aver avviato la propria attività imprenditorale a credito, non ci sarà bisogno di restituire niente .

“Il Cambiamento nasce quando ci rendiamo conto che il nostro modo di pensare è stato condizionato, cresce quando immaginiamo una nuova realtà basata su un altro paradigma, fruttifica quanto ci mettiamo all’opera per realizzarla”. (Lòthlaurin)

Nuovo Circuito Monetario: www.nuovamoneta.it
Ente Erogatore: bancatempodicambiare.blogspot.it
Spiegazione della Nuova Moneta:  vitasuprema.net/nuova moneta

Forum di discussione: www.tempodicambiare.it/sistema monetario alternativo

Fonte:

http://hearthaware.wordpress.com/2012/10/21/verso-una-nuova-moneta/

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