Israele ha creato Hamas per evitare la pace

Gli israeliani hanno creato Hamas. Prima però di affrontare nel dettaglio la questione poniamocene una più importante. Cerchiamo di essere onesti con noi stessi. Se siamo in grado di guardare la situazione da una prospettiva migliore, rispetto a quella data dalla politica e dai media e osserviamo l’imperatore senza i suoi vestiti “nuovi”, sappiamo tutti che Israele non desidera la pace. Vogliono tutta la Palestina e le loro pratiche belligeranti lo confermano.

Gli israeliani stanno approfittando dell’ignoranza mondiale sulla situazione in Palestina agendo come se volessero la “pace”, ma allo stesso tempo mantenendo in stallo il processo di pace in modo da non interrompere l’ulteriore colonizzazione della Palestina.

Quindi tutto ciò che può essere usato come scusa verrà sfruttato contro la Palestina. La manovra più efficace, propagandata grazie all’impegno servile dei mezzi di comunicazione, è stata quella del “terrorismo”.

Le masse sono ingenue e non riescono a sospettare gli espedienti machiavellici a cui alcuni leader ricorrono per aumentare il loro potere. Ciò include la creazione di un falso nemico, in questo caso, Hamas, su cui la destra israeliana possa puntare il dito incolpandolo del presunto stallo nel processo di pace.

L’uso del terrorismo islamico per fini politici, delle nazioni occidentali, non è una novità. Dopo il crollo dell’Impero Ottomano nel 1924 gli inglesi e gli americani intervennero per colmare il vuoto di potere fornendo una propria versione dei leader “islamici”. Ciò iniziò con la creazione della Fratellanza Musulmana, fondata grazie ad un finanziamento britannico. Grazie al supporto finanziario inglese la Fratellanza fiorì e oggi rappresenta una forza importante e potente del mondo islamico. E’ anche l’istituzione alle spalle di ogni attacco terroristico in nome dell’Islam.

Più correttamente, la Fratellanza è stata uno strumento condiviso da numerose agenzie di intelligence occidentali, a cominciare dai nazisti, seguiti dalla CIA, ma anche dai russi, dai francesi, dai tedeschi e dagli israeliani.

Le amministrazioni Truman e Eisenhower basarono la loro politica estera sullo sfruttamento dei Fratelli Musulmani, convincendoli a combattere contro l’”ateismo” delle ideologie comuniste, mortali nemiche dell’Islam. Da allora, gli americani e altri paesi furono in grado di gestire la Fratellanza come un cane rabbioso al guinzaglio, tenendo a bada la minaccia comunista.

Con il crollo della guerra fredda la Fratellanza venne utilizzata per nuovi obiettivi imperiali, diventando, per gli americani, lo spauracchio da combattere in Medio Oriente e in Asia centrale, a partire da Iraq e Afghanistan.

Ma come l’ufficiale del NSC Sheila Haslin ha spiegato, la politica degli Stati Uniti nella regione fu quella di promuovere “l’indipendenza di questi paesi ricchi di petrolio per spezzare il controllo monopolistico della Russia sul trasporto di petrolio da quella regione e per promuovere la sicurezza energetica occidentale attraverso la diversità di offerta“.

Anche Israele ha un rapporto di lunga data con i Fratelli Musulmani: recentemente ha partecipato alla fondazione di un ramo della sua organizzazione, Hamas.

Secondo Robert Dreyfuss, che ha mostrato il  “rapporto problematico degli Stati Uniti con il fondamentalismo islamico” in “Devil’s Game: How the United States Helped Unleash Fundamentalist Islam”:

Dal 1967 fino alla fine degli anni 80, Israele ha aiutato la Fratellanza Musulmana ad affermarsi nei territori occupati. Ha assistito Ahmed Yassin, il leader della Confraternita, nella creazione di Hamas, scommettendo sul fatto che il suo carattere islamista avrebbe indebolito l’OLP”.

Secondo Charles Freeman, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Arabia Saudita, “Israele lanciò Hamas. Era un progetto dello Shin Bet [agenzia di intelligence israeliana]  il quale sentì di poterlo usare per circondare l’OLP.

Nel 1965 Ahmed Yassin era stato arrestato dai servizi segreti egiziani ma dopo il 1967, quando Israele prese il controllo della Cisgiordania e di Gaza, venne liberato. Nel 1973, con l’approvazione dello Shin Bet, Yassin fondò il Centro islamico, e cominciò a stabilire un controllo efficace su centinaia di moschee. Nel 1976, Yassin creò l’Associazione islamica, che raccolse adesioni in tutta la Striscia di Gaza.

Il supporto formale di Israele al fondamentalismo islamico è avvenuto con l’elezione del partito di destra, Likud. Nel 1978, il nuovo governo di Begin supportà formalmente l’Associazione islamica di Yassin, come parte di una strategia volta a minare il potere dell’OLP. Un aspetto di questa strategia fu la creazione delle “Village Leagues”, su cui Yassin e la Fratellanza esercitarono molta influenza. Più di 200 membri delle “Village Leagues” ricevettero un addestramento paramilitare in Israele, fra i quali,  lo Shin Bet, reclutò molti informatori pagati.

David Shipler, un ex reporter del New York Times, cita il governatore militare israeliano di Gaza, Yitzhak Segev :

“Politicamente parlando, i fondamentalisti islamici sono stati considerati, a volte, utili ad Israele, in quanto battagliavano con i sostenitori laici dell’OLP. La violenza tra i due gruppi scoppiava occasionalmente nei campus universitari della West Bank”.

Il governatore militare israeliano della Striscia di Gaza, Brigadier Generale Yitzhak Segev, una volta mi raccontò di aver finanziato il movimento islamico come contrappeso all’OLP e ai comunisti. ‘Il governo Isreali mi ha dato un budget  e il governo militare lo ha dato alle moschee, ha detto. “

Come osserva Dreyfuss, “nel corso degli anni 80, i Fratelli Musulmani a Gaza e nella West Bank non appoggiarono la resistenza all’occupazione israeliana. La maggior parte delle loro energie erano rivolte a combattere l’OLP, in particolare le fazioni più di sinistra.”

I diplomatici americani e i funzionari della CIA erano a conoscenza che Israele favorì il fondamentalismo islamico tra i palestinesi, ma, come osservò Martha Kessler, un analista della CIA, “abbiamo visto Israele coltivare l’Islam come un contrappeso al nazionalismo palestinese”, ma né la CIA né il Dipartimento di Stato hanno fatto nulla.

E’ stata principalmente l’estrema destra israeliana a sostenere questa politica: Begin, Shamir e Ariel Sharon. E’ con loro che vediamo la vera base per lo sfruttamento cinico del fondamentalismo islamico nella regione. Lo ha spiegato Victor Ostrovsky, un ex ufficiale del Mossad che ha lasciato l’agenzia e ne è diventato un forte critico, scrivendo due libri:

“Sostenere gli elementi radicali del fondamentalismo musulmano cozza bene con il piano generale del Mossad per la regione. Un mondo arabo gestito da fondamentalisti non verrebbe neppure considerato sul tavolo delle trattative occidentali, lasciando così Israele, ancora una volta, come l’unico paese democratico e razionale nella regione. E se il Mossad riuscisse a far si che Hamas … ripulisse le strade palestinesi dall’OLP, allora il quadro sarebbe completo. “

Nel 1983 Yassin venne arrestato dalle autorità israeliane ma nonostante fosse stato condannato a 13 anni di carcere uscì di galera un anno dopo. Tra il 1986 e il 1987 Yassin fondò Hamas. Secondo Philip Wilcox, esperto di controterrorismo ed ex ambasciatore degli Stati Uniti che guidò il consolato degli Stati Uniti a Gerusalemme, in quel periodo, “c’erano voci insistenti che il servizio segreto israeliano sostenesse segretamente Hamas, perché visti come rivali dell’OLP.” Wilcox disse che i funzionari degli Stati Uniti a Gerusalemme trattavano “regolarmente e intensamente” con Hamas.

Dopo la rivolta palestinese del 1987, l’OLP accusò Hamas e Yassin di agire “con il sostegno diretto dei regimi arabi reazionari … in collusione con l’occupazione israeliana”. Yasser Arafat si lamentò con un giornale italiano: “Hamas è una creazione di Israele, che, all’epoca del primo ministro Shamir, diede denaro a più di 700 istituzioni, tra le quali scuole, università e moschee”. Arafat sostenne anche che il primo ministro israeliano Rabin ammise in presenza sua e di Hosni Mubarak che Israele aveva sostenuto Hamas.

In sostanza, come l’analista, Ray Hannania, ha sottolineato, in “Sharon’s Terror Child”, “minare il processo di pace è sempre stato il vero obiettivo di Hamas giocando un ruolo fondamentale nelle ambizioni politiche del Likud. Ogni volta che i negoziatori israeliani e palestinesi sembravano pronti a  fare un passo in avanti per raggiungere la pace, un atto di terrorismo di Hamas affondava il processo di pace, ravvivando i contrasti“.

Questo modello continuò durante i mutevoli sviluppi del processo di pace. Nel 2001, quando l’OLP assicurò l’impegno di Hamas nel fermare i suoi attacchi terroristici, l’allora primo ministro Ariel Sharon ordinò l’assassinio di uno dei suoi alti funzionari. Come Alex Fishman commentò nel giornale israeliano Yediot Achronot, “chi ha dato il via libera a questo esecuzione sapeva benissimo che sarebbe stata così sconvolgente da far saltare immediatamente gli accordi tra Hamas e l’Autorità palestinese”.

In “Hamas and the Transformation of Political Islam in Palestine”, Sara Roy ha scritto:

“Alcuni analisti sostengono che, mentre i leader di Hamas vengono presi di mira, Israele prosegue la sua vecchia strategia di sostegno ad Hamas in modo da ottenere la fine ultima [dell’Autorità Palestinese], estinguendo, allo stesso tempo, il nazionalismo palestinese“.

In sostanza, i Fratelli Musulmani, con le loro molteplici manifestazioni, come Al Qaeda e Bin Laden, servono come un  Emmanuel Goldstein di 1984 di Orwell, una costante e fabbricata minaccia “terroristica”, usata come pretesto per giustificare misure repressive in patria e ampliare gli obiettivi imperialisti all’estero.

Perché, nonostante tutta la retorica impiegata nella guerra contro il terrorismo per la minaccia dell’ ”Islam politico”, all’insaputa del pubblico in generale, la manipolazione dei Fratelli musulmani in tutto il mondo è ancora un pilastro della politica estera americana.

Secondo Reuel Marc Gerecht, un ex ufficiale della CIA con esperienza in Iraq e in Medio Oriente:

La maggior parte dei liberali e dei conservatori americani farebbero molta resistenza sapendo che sacerdoti e laici fondamentalisti, che detestano gli Stati Uniti, Israele e le cause progressiste, come i diritti delle donne, sono in realtà la chiave per liberare il Medio Oriente musulmano dalla sua secolare ostilità nei confronti dell’Occidente.

Fonte:

http://www.neovitruvian.it/2012/11/22/israele-ha-creato-hamas-per-evitare-la-pace/

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