Massoneria e società segrete: le basi per capirne la struttura

Tratto dal libro: “Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia

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Massoneria e sette segrete

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Sia il martinista Pierre Mariel [1], conoscitore indubbio della materia, il nostro Virgilio nel faticoso peregrinare per terre così inospitali.

La classificazione delle società segrete che egli introduce è classica:

Società segrete inferiori, conosciute dal pubblico, come i primi tre gradi della massoneria, detti azzurri, o i cerchi esterni della Società Teosofica.

Logo della Società Teosofica

Il reclutamento avviene per cooptazione: si tratta perlopiù di gente in buona fede, profondamente convinta di un ideale religioso, filosofico o politico. I nuovi iscritti vengono studiati e “se non dimostrano di essere adatti, vengono avviati verso “binari morti”. Altrimenti vengono orientati verso la seconda categoria di società segrete [2].

Stephen Kníght, nella sua opera “The Brotherhood” afferma in proposito che solo un quinto dei Maestri massoni, titolo che compete al terzo grado, giunge all’ ”Arco Reale” (Holy Royal Arch), passaggio fra il terzo grado e i livelli superiori (p. 235). La selezione, man mano che si sale, si fa sempre più stringente: in Inghilterra “il 31° grado (Commendatore Grande Ispettore Inquisitore) è ristretto a 400 membri, il 32° (Sublime Principe del Real Segreto) a 180, e il 33° (Grande Ispettore Generale) a soli 75 membri” (p. 41).

Società segrete intermedie o di quadri. Veramente segrete, i cui membri sono sconosciuti ai membri delle società segrete di base. “Il nuovo iscritto è scelto d’autorità. Un rifiuto da parte sua lo esporrebbe a sanzioni imprevedibili; egli deve, ormai, obbedire perinde ac cadaver [ … ] la minima indiscrezione, la minima imprudenza sarebbero punite in modo radicale. Queste società di quadri modificano, secondo le circostanze, i propri nomi, e perfino le proprie strutture. Perciò non vengono scoperte se non dopo la loro scomparsa o metamorfosi. Proprio come gli Illuminati di Baviera … . “Questi gruppi lasciano alla minutaglia delle società segrete inferiori le vane attrattive delle ideologie sentimentali. Si considerano realisti e […] al di là del Bene e del Male […], controllano i meccanismi più importanti degli Stati, così come i grandi organismi mondiali politici ed economici […]. Ma queste associazioni, più che comandare, eseguono. L’elaborazione del piano spetta alle società segrete di terzo grado.

Le società segrete superiori che sono completamente sconosciute, ignorate dalle società segrete inferiori e “per le società intermedie costituiscono un soggetto tabù”.
“[…] Questo stato maggiore internazionale è composto soltanto da un esiguo numero di iniziati […], alcuni di loro vivono, clandestinamente, un’esistenza ritirata, ascetica: nessuno sospetta la loro influenza o addirittura la loro identità. Tutti questi adepti hanno poteri immensi. Sembra che siano animati unicamente dalla volontà di potenza o – chi sa? – dalla fede in una missione universale […]. Le società segrete superiori lavorano con le “forze irrazionali che, con una certa approssimazione, si chiamano magia, occultismo […]. Esse lasciano ai profani (o agli sciocchi) le caricature di queste forze formidabili. Liberandosi da ogni sentimentalismo, hanno separato il buon grano dal loglio, cioè la superstizione dalla realtà”.

Mariel prosegue con una suddivisione dell’umanità operata dal celebre mago nero russo Gurdjieff – che fu compagno di studi di Stalin nel Seminario di Alexandropol – su quattro cerchi concentrici. Passando dal centro verso la circonferenza Gurdijeff individuava dapprima un cerchio interno: “che riunisce gli umani completamente svegli (= gli uomini “rigenerati” attraverso la magia, gli alti iniziati, i maghi, N.d.R.), capaci di svegliare coloro che hanno selezionato. Tra questi adepti non vi può essere discordia. La loro attività è profondamente coordinata e li conduce verso uno scopo comune, senza la minima deviazione o costrizione”. Viene poi il cerchio mesoterico, intermedio, i cui membri sono a conoscenza degli scopi da raggiungere, ma non ancora in grado di tradurli in azione. Essi, riferisce il nostro autore, “sanno più di quanto non facciano”. Il terzo cerchio, exoterico, “cerchio esterno della parte interna dell’umanità”. Gli uomini che vi fanno parte hanno “molte conoscenze in comune con i membri dei gruppi precedenti, ma il loro sapere iniziatico – la loro conoscenza – è più astratto di quello dei mesoterici”. Costoro “calcolano” ovvero – fuor di metafora – eseguono al meglio. Il quarto cerchio descritto da Gurdijeff è il cerchio esterno, “il cerchio di Babele o della confusione delle lingue”, dell’umanità addormentata, dei non iniziati, dei “trascurabili” di Arthur Machen. Esso costituisce la mandria dei montoni protagonisti di una storia edificante che il Gurdijeff amava raccontare ai suoi discepoli e che affidiamo al giudizio del lettore. Eccola:

“C’era una volta un mago ricco e avaro che possedeva molte mandrie di montoni. Non assoldava pastori né recingeva i pascoli. I montoni si sperdevano nei boschi, cadevano nei burroni e soprattutto scappavano all’avvicinarsi del mago, poiché avevano sentore di quel ch’egli faceva della loro carne e del loro vello.

Cosicché il mago trovò il solo rimedio efficace. Ipnotizzò i montoni e suggerì loro per prima cosa che essi erano immortali e che il fatto di scorticarli era eccellente per la loro salute. Poi, suggerì loro che egli era una buona guida, pronta a qualsiasi sacrificio per isuoi cari montoni che non erano più montoni. A questi ultimi suggerì che erano leoni, aquile o perfino maghi. E così il mago visse senza preoccupazioni. I montoni rimanevano sempre accanto alle mandrie e aspettavano con serenità il momento in cui il mago li avrebbe tosati e sgozzati”.

Il Baphomet di Eliphas Levi

Particolarmente illuminante il pensiero del matematico polacco J.M. Hoene Wronsky (1778-1853) – un mago che influenzò profondamente Eliphas Levi, membro dell’Ordine Cabalistico della Rosacroce – che dà ragione dei motivi di quello scambio osmotico che dall’alto della piramide sinarchica infiltra i livelli inferiori:

“Tutte le società segrete esistite e esistenti ancora sulla nostra terra, tutte mosse da molle misteriose che le fanno dominare il mondo malgrado i governi, nascono in uno scenario mistico. Queste società segrete, create a misura del bisogno, sono distaccate in gruppi in apparenza distinti e opposti. Esse professano rispettivamente, di volta in volta, le opinioni storicamente più contrastanti per guidare separatamente e con efficacia tutti i partiti politici, religiosi, economici e letterari, ma si ricollegano a un centro comune quando devono ricevere appunto, una direzione comune”.

Logo Rosacroce

E’ l‘Ordo ab Chao sintesi della dottrina massonica, così ben descritto nella sua essenza dal grande iniziato R. Guénon:

“Ricorderemo ancora, senza insistervi oltre misura, un altro significato di carattere più particolare […]: l’utilizzazione, per farle concorrere alla realizzazione dello stesso piano d’insieme, di organizzazioni esteriori, inconsapevoli come tali di questo piano, e apparentemente opposte le une alle altre, sotto una direzione “invisibile” unica, la quale è – essa – al di là di tutte le opposizioni. […]. In se stesse le opposizioni, per l’azione disordinata che generano, costituiscono di fatto una specie di “caos” (assumendolo in qualche modo come la “materia” su cui si esercita l’azione dello “spirito” rappresentato dalle organizzazioni iniziatiche dalla natura più elevata e più “interiore”) alla realizzazione dell’ordine” generale […]. Perché le cose siano effettivamente così, occorre che ciò che presiede all’ordine” adempia, nei confronti del mondo esteriore, la funzione di “motore immobile”

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Ordine dal Caos, nel grado più alto della massoneria, il 33°
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Giova ripetere che sarebbe erroneo credere che tutti i membri di una società segreta siano coscienti dei suoi scopi occulti. Il pretesto ostentato di filantropia, studi filosofici, letterari, artistici o altri le servono ad ottenere l’adesione di personalità eminenti (tenute accuratamente all’oscuro delle sue reali intenzioni) che le apportano una garanzia morale necessaria alla propria “copertura”. E il caso dei cerchi esterni delle sessioni riservate di consessi come il Bilderberg, spesso popolate di figure pregevoli, o di quello, emblematico, del conferimento a Madre Teresa del premio Nobel per la Pace , mentre la quasi totalità degli insigniti di tale ordine di onore brilla per la sua appartenenza ad alte associazioni massoniche.

Soccorre una volta ancora l’autorità del Guenon:
“[…] vi sono molti massoni, si dovrebbe dire addirittura la maggior parte, persino nei gradi più alti, ai quali è estranea ogni conoscenza reale della massoneria […]

Note:

[1] http://www.ordinemartinista.it/

[2] P. Mariel, “Le società occulte che dominano il mondo”, cit., p. 7. Club come il Rotary, il Rotaract, il Lions, il Kiwanis, la Round Table (da non confondersi con quella di C. Rhodes, di ben altro spessore!), il Soroptimist ecc., servono agli iniziati da “riserve di pesca”: del resto il Rotary, il più noto e antico fra detti club, incontestabile veicolo, al pari degli altri, degli ideali massonici di fraternità, solidarietà e universalità venne fondato a Chicago il 23 febbraio 1905 da un massone d’alto rango, l’avvocato Paul F. Harris (1868-1947) e da altri tre colleghi, massoni come lui. (v. P. Rosario Esposito, “Le grandi concordanze tra Chiesa e Massoneria”, Firenze, Nardini editore, 1987, p. 335). In quel libro, al capitolo IX, il paolino P. Esposito sottolinea la matrice e l’ispirazione massoniche dei Rotary). Riferisce Omero Ranelletti nel suo “Il Rotary e la Chiesa Cattolica” (“Quaderni di Realtà Nuova”, Milano, Istituto Culturale Rotariano, 1991) che nel 1981 Giovanni Paolo II ricevette dalle mani dei Presidente internazionale le insegne di “Paul Harris FelloW (p. 13), e che: “oggi fra i rotariani italiani si annoverano ben 5 cardinali, dieci arcivescovi, diciannove vescovi e tanti prelati” (ivi). Per l’appartenenza di Giovanni Paolo Il al Rotary v. anche la rivista ufficiale dei Rotary italiano dei 9 settembre 1986, lettera intitolata Una precisazione sull’articolo: “La massoneria va a Canossa?”, ripresa dalla rivista della massoneria italiana Híram, nov.-dic. 1986, a firma di Lamberto Mosci, Governatore del 203′ distretto rotariano. Qui l’autore, prendendo spunto da una riunione dei Rotary torinesi, alla quale intervenne l’allora Gran Maestro della massoneria italiana, Armando Corona, dopo aver esaltato i “valori spirituali comuni alla massoneria e al Rotary Club”, fa presente che è caduta la scomunica nei confronti della massoneria e i divieti canonici nei confronti dei Rotary. A sostegno dei suo assunto afferma, né risulta che questa autorevole e pubblica affermazione sia mai stata smentita, che lo stesso Pontefice Giovanni Paolo Il è un Paul Harris FelloW, vale a dire un rotariano. Il fatto è tanto più sconcertante quando si apprende che la “Rotary Foundation” sostiene la diffusione dei “Notiziario della Buona Volontà Mondiale”, organo neopagano e neognostico del Lucis Trust, (v. supplemento al numero 1/1995 dei detto Notiziario).

http://www.rotary.org/it/MediaAndNews/News/Pages/110826_news_goodnews.aspx

http://www.goodnewsagency.org/it/about_us.php

http://www.lucistrust.org/it/service_activities/world_goodwill

Fonte: http://www.losai.eu/massoneria-e-societa-segrete-le-basi-per-capirne-la-struttura/#.UKjlViqF9AM

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