Timothy Leary, guru dell’LSD, voleva proseguire l’opera del satanista Aleister Crowley

Timothy Leary (Springfield, 22 ottobre 1920 – Beverly Hills, 31 maggio 1996[1] viene universalmente riconosciuto come uno dei personaggi di spicco della controcultura americana e il guru dell’LSD e delle droghe psichedeliche che «aprono» le porte mentali della percezione. Pochi però conoscono la sua profonda ammirazione per gli insegnamenti dell’occultista inglese Aleister Crowley (1875-1947), di cui Leary pensava di essere la reincarnazione [??? – Ma come è possibile che Timothy Leary, nato nel 1920, possa credere di essere la reincarnazione di Crowley morto nel 1947] e di doverne continuare l’opera. Leary ammise anche la grande influenza che il mago nero esercitò sul rivolgimento sociale e morale che scosse il mondo occidentale alla fine degli anni ’60.

In qualità di fautore dell’acido lisergico (LSD) negli anni ’60, Leary coniò e rese popolare lo slogan «turn on, tune in, drop out» («accenditi, sintonizzati». Accenditi: sveglia la mente, apri le porte della percezione. Sintonizzati: entra in sintonia con l’universo, comprendilo, ascoltalo. Timothy Leary studiò per un breve periodo al College of the Holy Cross nel Worcester, in Massachusetts, mal sopportando i severi insegnamenti dell’istituzione gesuita. Frequentò anche l’accademia militare di West Point, ma si ritirò dopo diciotto mesi. Nel 1943, ottenne la laurea in Psicologia dall’Università dell’Alabama. Ottenne anche un dottorato in Psicologia dall’Università della California nel 1950. Divenne professore assistente a Berkeley (1950-1955), capo ricercatore alla Kaiser Foundation (1955-1958) e oratore in Psicologia all’Università di Harvard (1959-1963). Durante una vacanza in Messico, partecipando ad un rituale religioso dei nativi americani, provò dei funghi allucinogeni contenenti psilocybina (un alcaloide della famiglia della tryptamina contenuto in alcuni funghi quali la Psilocybe cubensis e la Psilocybe semilanceata). Questa esperienza cambiò decisamente la sua vita. Leary dirà più tardi: «Compresi più cose sulla mente umana durante quelle tre ore che nei precedenti vent’anni come studioso di psicologia». Appena tornò ad Harvard, nel 1960, Leary ed i suoi colleghi, fra i quali, il dr. Richard Alpert, iniziarono a condurre ricerche sugli effetti della psilocybina e, successivamente, dell’acido lisergico insieme agli studenti. Leary e Alpert vennero allontanati da Harvard nel 1963. I loro colleghi furono turbati dalla natura delle loro ricerche e dei genitori molto influenti si lamentarono presso l’amministrazione dell’Università riguardo alla distribuzione degli allucinogeni. Non ancora scoraggiati, i due si trasferirono presso una grossa villa di New York chiamata Millbrook per continuare i loro esperimenti. In seguito, Leary scrisse:«Ci consideriamo come degli antropologi del XXI secolo che abitano in una capsula temporale situata negli oscuri anni ’60. Su questa colonia spaziale, stiamo cercando di creare un nuovo paganesimo e una nuova dedizione alla vita quale arte». Sempre nel 1963, assieme a Ralph Metzner scrisse un libro intitolato “The Psychedelic Experience” basato sul Libro Tibetano dei Morti . [2]

L’era di Millbrook terminò in seguito alle frequenti incursioni della FBI. Negli anni ’60, diventò.promotore della diffusione delle sostanze psichedeliche alle masse. In quel periodo, grazie anche alla diffusione in Occidente di religioni e filosofie orientali, gli psichedelici promettevano di raggiungere uno stato simile all’estasi e alla grazia da esse descritte, le droghe si diffusero in modo impressionante. Per questo motivo, Leary realizzò alcuni manuali per spiegarne l’utilizzo in sicurezza. Si stima che, dalla sua scoperta, fino  al 1970, l’LSD sia stato utilizzato da quasi due milioni di americani.

A causa dei suoi atteggiamenti anticonformisti, venne dichiarato dal presidente Richard Nixon (1913-1994) come «luomo più pericoloso d’America». Scattarono delle severe leggi antidroga. Ci fu un processo e Leary fu condannato per possesso di droghe. Fuggì all’estero ma, nel 1965, fu arrestato ad un posto di blocco. Gli agenti trovarono nella sua auto una scatoletta d’argento contenente marijuana (probabilmente della sua figlia diciottenne Susan). Leary, per proteggere la figlia, dichiarò che la sostanza era di sua proprietà. La pena fu straordinariamente alta (la più alta mai emessa per possesso di marijuana) per un crimine di quel tipo: trent’anni di reclusione e 630.000 dollari di multa. Anche la figlia venne condannata a cinque anni di carcere. Quando giunse in prigione, gli fu dato un test psicologico che la prigione usava per assegnare ai reclusi il lavoro appropriato. Avendo creato egli stesso quel test, riuscì a dare le giuste risposte per ottenere un lavoro all’interno della biblioteca della prigione, dalla quale evase nove mesi più tardi. Nel 1970, la Weather Underground Organization, previo compenso, fece evadere  [???] Leary e lo trasportò clandestinamente insieme a sua moglie Rosemary Woodruff Leary, al di fuori degli Stati Uniti, fino ad Algeri. Il piano di rifugiarsi assieme a Eldridge Cleaver delle Black Panther andò male e la coppia volò fino in Svizzera. Dopo essersi separato da Rosemary, venne catturato in Svizzera e riportato negli Stati Uniti nel 1972. Lì cooperò con le indagini della FBI sulla Weather Underground, in cambio di una riduzione della pena. Leary, sosteneva la possibilità di viaggiare al di fuori del corpo, di riprogrammare la propria psiche, di dirigere in prima persona la propria evoluzione e, infine, di prendere contatto con la «mente universale». Fu padrino di Winona Ryder (vero cognome Horowiz), i cui genitori, amici di Leary, vissero per lungo tempo in una comune della California, assieme ad altri hippie e beatnik. Nel maggio del 1969, in Canada, partecipò alla registrazione della canzone “Give Peace a Chance” con John Lennon (1940-1980) durante il famoso bed-in di quest’ultimo con la moglie Yoko Ono contro la guerra in Vietnam.

In varie occasioni Leary flirtò con l‘occulto e fu anche membro dell’Ordine degli Illuminati di Thanateros. [3] John Lennon, incuriosito dal libro “The Psychedelic Experience”, lo comprò e trascrisse praticamente i versi iniziali del libro per dare vita a “Tomorrow Never Knows”, canzone che chiude l’album “Revolver” che uscì nell’agosto del 1966.              Molti ignorano che sia Leary che Lennon erano seguaci del mago nero Aleister Crowley. Non solo i Beatles avevano inserito il volto del mago sulla cover di “Sgt. Peppers”, ma nel corso di un’intervista, Lennon, senza menzionare Crowley, fece proprio il suo motto magico “Do what thou wilst”, ossia «fa ciò che vuoi». «Tutta l’idea dei Beatles era fa ciò che vuoi, giusto? Prendi le tue responsabilità, fa ciò che ti piace e tenta di non danneggiare le altre persone, giusto? Fa ciò che vuoi, purché non fai del male a nessuno». [4] Da notare che Lennon ha usato la stessa forma arcaica utilizzata da Crowley («Do what thou wilst»). Ma Leary è andato ben oltre ammettendo apertamente la sua venerazione per il MaestroTherion, Aleister Crowley, nel corso di un’intervista mandata in onda negli anni ’80 dall’emittente statunitense PBS nella trasmissione “Late Night America”«Sono stato un ammiratore di Aleister Crowley. Penso di proseguire gran parte del lavoro che egli iniziò oltre un secolo fa. E penso agli stessi anni ’60. Crowley era… a favore della ricerca di sè stessi e del “fa ciò che vuoi” che avrebbe costituito la totalità della legge al di sotto dell’amore. Fu un’affermazione molto potente. Mi dispiace che ora egli non sia al mondo per apprezzare le glorie alle quali diede inizio… » [5]. E quali saranno mai le «glorie» di Crowley, drogato, bisessuale e adoratore del demonio? Ecco il vero volto di uno dei promotori della ribellione «spontanea» al sistema portata avanti dal movimento flower power al grido di peace and love!

Per concludere, lo studioso di occultismo Robert Anton Wilson (1932-2007) racconta che Leary ebbe un’illuminazione mentre stava usando il mazzo dei tarocchi disegnato dal magus. Egli comprese di essere «Crowley rinato per completare la sua opera e preparare l’umanità alla coscienza cosmica […]. Le coincidenze-sincronicità tra la mia vita e la Sua sono imbarazzanti». [6]  La «S» maiuscola di «Sua» evidenzia la devozione di Leary per La Grande Bestia 666.

1 Le notizie biografiche sono state estratte dalla pagina dedicata a Leary da Wikipedia

2 Tradotto letteralmente il titolo (Bardo Tödöl) vuol dire “Il libro della salvazione”, oppure “Il grande libro della liberazione naturale attraverso la comprensione dello stadio intermedio”. Evans Wents, che per primo lo tradusse in inglese nel 1927 e lo divulgò in Occidente, gli diede il titolo più suggestivo di “Il libro tibetano dei morti” e da allora è conosciuto così. Redatto in forma di breve trattato iniziatico, “Il libro tibetano dei morti” è una summa del sapere esoterico, in cui si tratta diffusamente di ogni possibile aspetto della via tantrica alla liberazione dal ciclo infinito di nascita e morte, un’approfondita descrizione del processo di morte ricavata dalla vasta letteratura tibetana sullo yoga supremo.

4 Cfr. D. Sheff-G. B. Golson, The Playboy Interviews with John Lennon and Yoko Ono, pag. 61.

Traduzione a cura di Piero Pisani, che ringraziamo.

5 http://www.youtube.com/watch?v=DaVeGZE6VU8&feature=player_embedded

6 Cfr. R. A. Wilson, Cosmic Trigger («Il grilletto cosmico»), New Falcon Publications, 1977, pag. 116, 103

Fonte:

http://www.centrosangiorgio.com/occultismo/articoli/leary_e_crowley.htm#2

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