Il Bilderberg e i padroni del mondo

Ogni anno, gli uomini più potenti del mondo si riuniscono, a porte chiuse, per progettare le sorti della politica e dell’economia globali. Sull’ultimo meeting, nel maggio 2009, sono trapelate diverse informazioni, grazie alle indagini di coraggiosi giornalisti indipendenti.

di Andrew G. Marshall

Dal 14 al 17 Maggio l’élite globale si è incontrata in Grecia per il convegno annuale dei Bilderberg, nella sporadica e limitata attenzione dei media internazionali. Ben 130 tra gli individui più potenti del mondo si sono riuniti per discutere l’argomento più impellente del giorno, e, naturalmente, per progettare l’anno a venire. Il tema più discusso è stata la crisi finanziaria globale, cosa che non sorprende, dal momento che la lista dei partecipanti includeva molti dei principali architetti di questa crisi come anche chi si propone di “risolverla”.

Perché il NWO continui

Prima che la riunione cominciasse, il giornalista investigativo Daniel Estulin (noto per i suoi servizi sui Bilderberg, ndr), riferì l’argomento principale in programma, fattogli pervenire da una sua fonte interna. Sebbene questo report non possa essere verificato, la fonte, assieme a quelle del “segugio” della ricerca sui Bilderberg, Jim Tucker, si sono dimostrate straordinariamente accurate in passato. A quanto pare l’argomento principale è stata la crisi finanziaria nei termini delle misure da adottare. «O una prolungata, agonizzante depressione che condanni il mondo a decenni di stagnazione, declino e povertà… o una intensa ma breve depressione che apra la strada ad un nuovo ordine mondiale di economia sostenibile, con meno sovranità (popolare, ndt) ma più efficienza». Altri temi comprendevano un piano per «continuare a truffare milioni di risparmiatori e investitori che credono all’imbonimento della presunta ripresa dell’economia. Stanno per essere preparati a perdite enormi, cauterizzando il male finanziario dei prossimi mesi» e «Vi sarà una spinta finale per l’attuazione del Trattato di Lisbona, a seconda che gli irlandesi votino SI, in Settembre o in Ottobre», conferendo all’Unione Europea un grande potere sulle altre nazioni membro, rendendola sostanzialmente un governo sovranazionale, in cui i diversi paesi si troveranno relegati ad uno stato più provinciale. Poco dopo l’inizio del meeting, Jim Tucker comunicò che le sue fonti interne gli avevano rivelato che il gruppo aveva i suoi piani, «il piano per un dipartimento globale per la salute, un tesoro globale e una depressione abbreviata piuttosto che un ribasso economico più lungo». Tucker ha fatto sapere che il Ministro degli esteri svedese ed ex Primo Ministro Carl Bildt «ha tenuto un intervento spingendo per la trasformazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in un dipartimento mondiale per la salute, e trasformando l’IMF in un dipartimento mondiale del tesoro, entrambi, naturalmente, sotto gli auspici delle Nazioni Unite».

Tucker ha riportato anche che «Il Segretario del tesoro Geithner e Carl Bildt hanno sollecitato una recessione più breve e non una recessione di 10 anni… in parte perché una recessione di 10 anni danneggerebbe gli stessi industriali del Bilderbegr, in parte perché vogliono un dipartimento globale del lavoro e del tesoro, gli piace ancora fare i soldi e una recessione così lunga costerebbe loro molti dollari, dal momento che nessuno comprerebbe i loro “balocchi”… la tendenza è di renderla breve». Al termine dei meeting, Daniel Estulin ha riferito che: «Una delle principali preoccupazioni dei Bildergebr è il pericolo che il loro zelo nel rimodellare il mondo progettando caos per implementare i loro piani a lungo termine, possa innescare una spirale fuori controllo, che porti, eventualmente, ad uno scenario in cui i Bildergerg e l’élite globale vengano sopraffatti dagli eventi, perdendo il controllo sul pianeta». Il 21 Maggio, la Macedonian International News Agency riferì che «Un nuovo report del Cremlino sull’oscuro Gruppo Bildergebr, che la scorsa settimana ha tenuto il suo meeting annuale in Grecia, sostiene che l’élite finanziaria, politica e corporativa occidentale, dopo il conclave, sembra essere essere giunta ad un accordo secondo cui, per continuare a condurre il Nuovo Ordine Mondiale dominato dalle potenze occidentali, il dollaro americano deve essere “totalmente” distrutto».

Pianificare la morte del dollaro

Inoltre, dal report veniamo a sapere che, «gran parte delle più ricche élite occidentali avevano tenuto un incontro segreto senza precedenti a New York, indetto e presieduto da» David Rockefeller, «per progettare la fine del dollaro. (..).Una dozzina delle persone più ricche del mondo si sono incontrate dietro invito di Bill Gates e Warren Buffett per parlare di come dar via dei soldi». L’incontro si è tenuto alla Rockefeller University e ha incluso noti filantropi come Gates, Buffet, il sindaco di New York Michael Bloomberg, George Soros, Eli Broad, Ophra Winfrey, David Rockefeller Sr. e Ted Turner. Un partecipante ha dichiarato: «Non era segreto», ma che «doveva essere una riunione tra amici e colleghi. Qualcosa di cui si è discusso per molto tempo. Bill e Warren speravano di farlo occasionalmente. Hanno spedito un invito e la gente è venuta». Il direttore di Chronicle of Philantropy, Stacy Palmer ha commentato: «Considerata la serietà di questo momento economico, non credo debba sorprendere che questi filantropi si siano riuniti» e che, «Non sono soliti ritrovarsi per chiedere consiglio a vicenda». I tre ospiti dell’incontro erano Buffett, Gates e David Rockefeller. «Al meeting i partecipanti hanno fermamente rifiutato di rivelare l’argomento di discussione. Alcuni hanno citato un accordo per tenere la riunione confidenziale. I portavoce Buffett, Bloomberg, Gates, Rockefeller, Soros e Winfrey ed altri hanno doverosamente declinato di fare commenti, nonostante la conferma di alcune presenze». I report indicano che, «hanno discusso come dirigere in crollo globale ed espandere le loro attività caritatevoli durante la crisi». Il britannico “The Times” ha riferito che questi «milionari importanti si sono incontrati segretamente per valutare come la loro ricchezza potrebbe essere usata per rallentare la crescita della popolazione mondiale» e che «hanno parlato di unire le forze per superare gli ostacoli politici e religiosi che si oppongono al cambiamento». Da notare che, «la sessione informale pomeridiana è stata così discreta che ad alcuni assistenti dei bilionari è stato detto che si trovavano in “briefing di sicurezza”». Inoltre, a ciascun bilionario sono stati dati 15 minuti per presentare la sua causa preferita. Dopo cena hanno discusso di come poter predisporre una “causa ombrello” che assicuri i loro interessi, ed è stato deciso che «hanno concordato che la sovrappopolazione sia una priorità». Infine, «è emerso un consenso per sostenere una strategia in cui la crescita della popolazione possa essere contrastata come una potenziale minaccia ambientale, sociale e industriale» e che,«hanno bisogno di essere indipendenti dalle agenzie di governo, che non sono in grado di prevenire il disastro che si sta prospettando». Un invitato ha detto che, «volevano parlare da ricco a ricco senza preoccuparsi che qualsiasi cosa avessero detto finisse sui giornali, dipingendoli come un governo mondiale alternativo».

Il rapporto trapelato

 Daniel Estulin ha spiegato di aver ricevuto, da fonti interne, un incartamento di 73 pagine destinato ai partecipanti all’incontro del Gruppo Bilderberg, da cui risultano che vi sono state seri contrasti tra di loro. «I propugnatori della linea dure sono per il drastico declino ed una grave depressione di breve durata, ma vi è chi pensa che le cose si siano spinte troppo oltre e che l’esito del cataclisma economico globale non possa essere calcolato con certezza, nel caso venisse scelto il modello Kissinger. Tra questi vi è Richard Holbrooke. Non sappiamo se il punto di vista di Holbrooke sia anche quello di Obama». Erano tutti d’accordo che la recessione peggiorerebbe e che il recupero sarebbe «relativamente lento e protratto». Estulin ha riportato: «che alcuni dei più importanti banchieri europei si sono trovati di fronte allo spettro della propria mortalità finanziaria e sono estremamente preoccupati. Chiamano questa azione ad alto voltaggio “insostenibile” e dicono che il budget e il deficit commerciale degli Stati Uniti potrebbe portare alla fine del dollaro».Uno dei Bilderberg ha commentato, «neanche le banche sanno quando (si raggiungerà il fondo, nda)». Tutti sono sembrati d’accordo «che il livello del capitale necessario alle banche americane potrebbe essere molto più alto di quanto prospettato dal governo USA attraverso le su analisi». Secondo Jim Tucker, i Bilderberg stanno organizzando un summit in Israele a partire dall’8-11 Giugno in cui «i principali esperti nella regolamentazione del mondo»possano «discutere dell’attuale situazione economica in un convegno». Rispetto alle proposte avanzate da Carl Bildt di creare un dipartimento mondiale del tesoro e uno della salute, sotto le Nazioni Unite, l’IMF dovrebbe diventare il World Treasury, il Tesoro Mondiale, mentre l’Organizzazione Mondiale per la Sanità dovrebbe diventare il dipartimento della salute. Bildt inoltre ha ribadito l’utilizzo dei “cambiamenti climatici” come sfida chiave per perseguire gli scopi dei Bilderberg, riferendosi alla crisi economica come ad una «crisi che si verifica una volta sola in una generazione, mentre il riscaldamento globale è un cambiamento che si verifica una volta ogni mille anni». Bildt avrebbe supportato l’espansione del NAFTA nell’emisfero occidentale, per creare un’Unione Americana, usando l’Europa come modello d’integrazione.

A porte chiuse il gruppo Bilderberg sta riscrivendo le regole dell’economia globale e i pochi cronisti che cercano di fare vera informazione vengono spesso intimiditi e ostacolati.

Seguendo il meeting dei Bilderberg, ci sono stati diversi interessanti annunci fatti dai partecipanti chiave, soprattutto in relazione alla riorganizzazione della Federal Reserve. Il 21 Maggio è stato riferito che il segretario della Tesoreria del governo degli Stati Uniti Timothy Geithner «si pensa che propenda decisamente per dare alla Federal Reserve un ruolo centrale nel futuro regolamento» e «si è compreso che la Fed vorrebbe prendere alcuni lavori attualmente portati avanti dalla US Securities and Exchange Commission». Mercoledì 20 Maggio Geithner ha parlato di fronte al Comitato Bancario del Senato, al quale ha dichiarato che «ci sono importanti segnali che il nostro sistema finanziario sta cominciando a guarire». In riferimento al regolamento del sistema finanziario, Geithner ha detto che «dobbiamo assicurare che le misure internazionali per il regolamento finanziario siano coerenti con gli alti standard che metteremo in atto negli Stati Uniti».

Timothy Geithner ha riferito all’ex Presidente della Federal Reserve Bank di New York Bloomberg che «L’amministrazione Obama potrebbe richiedere la rimozione dalla Securities and Exchange Commission (SEC) di alcuni dei suoi poteri, in seguito a una riorganizzazione normativa» e che «La proposta, ancora abbozzata, è di dare probabilmente alla Federal Reserve più autorità, per sorvegliare le imprese finanziarie, considerate troppo grandi per fallire. La FED potrebbe ereditare alcune delle funzioni della SEC, con altre che andrebbero ad altre agenzie». È interessante che «l’agenzia del presidente della SEC Mary Shapiro è stata per lo più assente dalle negoziazioni, all’interno dell’amministrazione sulla revisione normativa, e lei ha quindi espresso frustrazione per non essere stata consultata». È stato riferito che «Timothy Geithner ha cominciato a discutere le proposte per cambiare i regolamenti finanziari la notte scorsa, in una cena con il direttore del Consiglio Nazionale Economico Lawrence Summers(presente anche al Bilderberg), l’ex presidente della Fed Paul Volcker (anche al Bilderberg), l’ex presidente della SEC Arthur Levitt ed Elizabeth Warren, la professoressa di giurisprudenza alla Harvard University, che guida il gruppo di sorveglianza del congresso, per il programma da 700 miliardi di dollari Trouble Asset Relief». La Federal Reserve è una banca privata, posseduta dai suoi azionisti, consistenti nelle principali banche, ognuna componente la Fed Bank regionale (le più grandi delle quali sono JP Morgan Chase e la Federal Reserve Bank di New York). Questo piano vorrebbe essenzialmente dare a una banca privata, che ha autorità governativa, l’abilità di regolamentare le banche che la possiedono. È l’equivalente di porre un Colonnello a guardia di un Generale, al quale egli deve rispondere direttamente. Parliamo della volpe che fa la guardia al pollaio! Si tratta letteralmente di concedere la proprietà di regolatore finanziario alle banche che sono regolamentate. Come riporta “Market Watch”, una pubblicazione online del “Wall Street Journal”, «La Federal Reserve, creata circa 100 anni fa nel periodo successivo a un panico finanziario, potrebbe essere trasformata in un’agenzia differente, come l’amministrazione Obama reinventa il modo in cui il governo interagisce con il sistema finanziario». Riferendosi all’arrivo del Senato di Geithner, è stato riportato che egli «è stato anche interrogato sulle invitanti relazioni che esistono fra le grandi banche e le banche regionali della Federal Reserve. Prima che Geithner si unisse all’amministrazione, era presidente della New York Fed, che è una strana istituzione ibrida pubblica-privata, che in realtà appartiene alle banche, da cui viene gestita». In risposta «Geithner ha insistito che le banche non devono pronunciarsi sulle linee politiche della New York Fed, ma ha riconosciuto che possono esprimersi nella nomina del presidente, che fa politica. Il presidente della New York Fed, Stephen Friedman, è stato spinto a dimettersi prima in questo mese, a causa di conflitti di interesse, dovuti alle sue grandi azioni nella Goldman Sachs».

Tesoreria Globale

Il piano dei Bilderberg di creare una tesoreria globale è già cominciato prima del loro meeting, con le decisioni prese durante il summit finanziario del G20 di Aprile. Sebbene il G20 sembrasse strutturato più nel contesto di un ente formato in una banca centrale globale, anche se è probabile che l’IMF possa rivestire entrambi i ruoli. Seguendo il meeting del G20 all’inizio di Aprile 2009, è stato riferito che «Il mondo è a un passo da una valuta globale, emessa da una banca centrale globale, che gestirebbe la politica monetaria per tutta l’umanità», mentre il Comunicato rilasciato daileaders del G20 sostiene che «Ci siamo accordati per sostenere una generale allocazione SDR, che inietterà 250 miliardi di dollari nell’economia del mondo e incrementerà la liquidità globale» e che «SDR sta per Special Drawing Rights (diritti speciali di prelievo), un documento sintetico di valuta emessa dal Fondo Monetario Internazionale, che è rimasto inattivo per mezzo secolo». Essenzialmente «essi stanno mettendo in gioco di fatto una valuta mondiale. È fuori dal controllo di ogni organo sovrano». In seguito almeeting dei Bilderberg «Il presidente Obama ha chiesto al Congresso di autorizzare 100 miliardi di dollari in prestito al Fondo Monetario Internazionale (IMF), per aiutare a creare un fondo globale di salvataggio di 500 miliardi di dollari» che darebbe all’IMF la prerogativa essenziale di una tesoreria globale, fornendo denaro ai paesi del mondo che ne hanno bisogno. Inoltre «la proposta di legge permetterebbe all’IMF di prendere in prestito più di 100 miliari di dollari dagli Stati Uniti e aumentare il contributo fiscale statunitense all’IMF di 8 miliardi di dollari». Entrando nei particolari del programma, è stato riferito che «I leaders mondiali hanno intrapreso l’iniziativa globale di salvataggio, chiamata New Arrangement for Borrowing (NAB, Nuovo Accordo per il Prestito), alsummit del G20 degli inizi di Aprile. Nell’occasione il presidente ha concordato di rendere disponibili i fondi addizionali». Obama ha scritto che «Il segretario della Tesoreria Geithner ha concluso che il valore del NAB è tristemente inadeguato, per provvedere alla grave crisi economica e finanziaria che stiamo attraversando, e io concordo con lui». Con la decisione del G20 di aumentare l’uso dei Diritti Speciali di Prelievo dell’IMF (SDR), costituendo una valuta mondiale di fatto, è stato recentemente riferito che «L’Africa Sub-Sahariana riceverà intorno ai 10 miliardi di dollari dall’IMF in Diritti Speciali di Prelievo, per aiutare la sua economia a superare la crisi finanziaria» e che «Come parte di un accordo di 1,1 trilioni di dollari per combattere il ribasso economico mondiale, concordata nel summitdel G20 di Aprile, l’IMF emetterà 250 miliardi di dollari in SDR, che possono essere usati per stimolare le riserve di valuta straniera». Recenti rapporti hanno anche indicato che il ruolo dell’IMF nell’emettere SDR va mano nella mano con la discussione dei Bilderberg sul potenziale collasso del dollaro USA e «Trasformare il dollaro standard in un sistema basato sugli SDR sarebbe una rottura maggiore con una politica che è durata per più di 60 anni». È stato riferito che «Ci sono due modi in cui il ruolo del dollaro nel sistema monetario internazionale può essere ridotto. Una possibilità è un’erosione del dollaro graduale, determinata dal mercato, come una valuta di riserva in favore dell’euro. Ma, mentre il ruolo internazionale dell’euro – specialmente il suo uso nei mercati finanziari – è aumentato dall’inizio, è difficile prevedere che possa sorpassare il dollaro, come valuta di riserva dominante nel futuro immediato». Comunque «Essendo improbabile che l’egemonia del dollaro venga minata seriamente dalle forze del mercato, almeno a breve e lungo termine, l’unico modo per provocare una maggiore riduzione nel suo ruolo come valuta di riserva è attraverso un accordo internazionale». Qui è dove gli SDR entrano in gioco, come «L’unico modo per rendere gli SDR la principale valuta di riserva, relativamente presto, sarebbe creando e mettendo a disposizione una massiccia somma di nuovi SDR per i membri dell’IMF». Questo è esattamente ciò che sta accadendo adesso con l’Africa e l’IMF. L’ex amministratore delegato dell’IMF Jacques de Larosière recentemente ha dichiarato che l’attuale crisi finanziaria «data la sua portata, presenta un’unica apertura per migliorare le istituzioni e c’è già un pericolo che l’occasione possa essere persa, se i differenti attori non possono accordarsi su cambiamenti, nel tempo, che favoriscano la crescita economica». Egli è un consulente di BNP Paribas, una corporazione altamente rappresentata al meeting dei Bilderberg, ed è stato capo della Tesoreria di Francia quando era Presidente del Paese Valéry Giscard d’Estaing, un membro regolare dei Bilderberg.

Il servizio del “Guardian”

Il giornale britannico “The Guardian” è l’unica pubblicazione giornalistica, tra quelle principali, ad aver realizzato un reportage continuativo sulmeeting del Bilderberg, durante il weekend. Le sue prime colonne sono state satiriche e leggermente beffarde, riferendosi a esso come «Un lungoweekend in un hotel di lusso, dove l’élite del mondo si stringe le mani, fa tintinnare i bicchieri, sintonizzano la sua agenda globale e litigando su chi ozia meglio sotto il sole. Immagino che Henry Kissinger arrivi da solo, in elicottero, con guardie del corpo 24/7 (24 h al giorno, 7 gg su 7, ndt) di una sezione speciale della CIA». Comunque, durante il weekend il reporter ha cambiato tono, riferendo sabato: «So di essere seguito. Lo so perché mi sono messo a chiacchierare con i poliziotti in borghese che ho beccato a seguirmi» e il giornalista Charlie Skelton è stato fermato due volte il primo giorno del meeting, perché scattava foto mentre entravano le limousines nell’hotel. In seguito ha riferito che non era sicuro degli argomenti di cui stavano discutendo all’interno dell’hotel, ma che «sentiva qualcosa di marcio, in quel punto della Grecia», inoltre ha dichiarato: «In tre giorni sono diventato sospetto, provocatore, indesiderato, a disagio, stanco e anche un po’impaurito». Quindi egli ha scritto che «I Bilderberg sono una questione di controllo. Cosa dovremmo fare prossimamente. Facciamo già un mucchio di cose, come possiamo farne di più? Come possiamo farle in maniera più semplice ed efficiente? L’efficienza è cosa buona. Sarebbe molto più semplice con una sola banca, una sola valuta, un solo mercato, un solo governo. Che ne direste di un solo esercito? Sarebbe piuttosto interessante. Non avremmo affatto guerre. Questo cocktail di gamberi è ottimo! Perché non un singolo modo di pensare? E di internet controllato?» E quindi «Figuriamoci senza». Egli fa una considerazione molto astuta, commentando l’idea, proposta spesso, secondo cui il Bilderberg sia semplicemente un forum dove le persone possono parlare liberamente, scrivendo: «Sono assolutamente stufo che il potere sia così ostentato da pochi. Ce l’ho avuto davanti per tre giorni, a ronzarmi sul naso come una vespa. Non mi importa se il Gruppo Bilderberg stia pianificando di salvare il mondo o lo metta in un frullatore e ne beva il succo, non penso che la politica si debba fare così». Charlie Skelton eloquentemente sostiene: «Se essi provassero a curare il cancro, potrebbero farlo con le luci addosso». Egli ha inoltre spiegato che «Al Bilderberg interessa il controllo. Sono arrivato a mezzo miglio da lì e subito sono uno di quelli da controllare. Sono seguito, osservato, segnalato, arrestato, trattenuto di nuovo. Sono stato messo in tale posizione dal “potere” che era sulla strada». Domenica 17 Maggio, Skelton ha riferito che, quando ha chiesto al capo della polizia perché lo stessero seguendo, questi gli ha risposto con la domanda«Tu perché sei qui?». Skelton ha ribattuto di essere lì per seguire la conferenza dei Bilderberg, e l’altro ha risposto, «Bene, ecco la ragione! Ecco perché! Siamo rovinati!». I reporters vengono seguiti in lungo e in largo e braccati dalla polizia quando seguono un forum di economia mondiale? No. Allora perché accade con il Bilderberg, se si tratta della stessa cosa, non è forse una conferenza in cui si discutono liberamente delle idee? Il lunedì successivo alla conferenza, Skelton ha scritto che «Non sono stato l’unico ad essere trascinato sotto la custodia della polizia, per aver avuto l’audacia di aggirarmi a mezzo miglio dai cancelli dell’hotel. I pochi giornalisti che hanno fatto il viaggio a Vouliagmeni quest’anno sono stati tutti intimiditi e molestati e si sono visti puntare contro l’estremità di un walkie-talkie greco. Molti sono stati arrestati. Bernie, dell’American Free Press, e il documentarista Gerhard hanno noleggiato una barca da un porto turistico vicino, per cercare di scattare foto dal mare. Sono stati fermati a 3 miglia dal resort. Dalla marina greca!». Come lo stesso Skelton ha detto «I miei comunicati sulla conferenza del 2009, se significano comunque qualcosa, rappresentano nel modo più acuto l’assenza di uno scrupoloso reportage principale». Il rapporto finale di Skelton sul Bilderberg del 19 Maggio, ha mostrato quanto lontano egli sia andato nei suoi numerosi giorni di reportage sul meeting. Dallo scrivere scherzosamente della vicenda, allo scoprire che era seguito dall’unità di sicurezza statale greca. Skelton ha considerato: «Allora, chi è quello paranoico? Io che mi nascondo nel vano delle scale, guardando le merci senza comprarle, restando all’ingresso per sicurezza? O il Bilderberg, con i suoi F-16, con gli elicotteri in giro, le mitragliatrici, i commando della Marina e la politica di fermare ripetutamente e perseguitare un pugno di giornalisti? Chi è il pazzo? Io o il barone Mandelson? Io o Paul Volcker, il capo del consiglio consultivo economico di Obama? Io o il presidente della Coca Cola?». Skelton ha dichiarato che «La pubblicità è sale puro per il gigantesco lumacone del Bilderberg. Quindi suggerisco il prossimo anno di tornare con qualche tinozza in più. Se la stampa principale rifiuta di prestare attenzione a questo importante evento annuale, allora lo odvranno fare i cittadini interessati: media fatti dalla gente». Incredibilmente Skelton ha dichiarato che ciò che ha imparato dopo la conferenza del Bilderberg, è che «dobbiamo combattere, combattere, combattere, adesso – proprio ora, in questo istante, con ogni centimetro quadrato delle nostre anime – per impedire (l’introduzione in Gran Bretagna) delle carte di identità. È una questione di potere da chiedere, l’obbligo di mostrare, la giustificazione della propria esistenza, il potere di chi chiede rispetto alla sottomissione di colui a cui viene chiesto». Egli ha detto di averlo «imparato dalle perquisizioni a caso, dalle detenzioni, dai babbei arrabbiati della security e dallo sbattere senza numero dei pugni sul tavolo della polizia che ho dovuto subire per conto del Bilderberg: ho passato la settimana vivendo in un possibile futuro da incubo e in molti differenti terribili passati. Per un attimo ho intravisto un mondo di controlli fatti a caso di poteri di sicurezza incontrollati. E mi ha lasciato sconvolto. Mi ha lasciato letteralmente i lividi». Ha spiegato con decisione che «La carta di identità ti trasforma da libero cittadino a sospetto».

Chi era presente alla riunione ad Atene nel Maggio 2009 e cosa è stato deciso?

 Famiglie reali

Tra i membri del gruppo Bilderberg vi sono diversi sovrani europei. Al meeting di quest’anno era presente la regina Beatrice d’Olanda, la maggiore azionista del Royal Dutch Shell (la Reale Compagnia Petrolifera Olandese, ndt), una delle più grandi corporazioni del mondo. L’accompagnava uno dei suoi tre figli, il Principe Constantijn, che ha partecipato all’incontro. Questi ha lavorato per il commissariato europeo olandese per l’Unione Europea ed è stato consigliere di politica strategica per Booz Allen & Hamilton, a Londra, una grande azienda di consulenza in strategia e tecnologia, con competenze in analisi di economia e mercato, intelligence e intervento, informatica e altro ancora. Il Principe Constantijn è stato anche ricercatore nel campo della politica per la RAND Corporation in Europa. Questa, inizialmente, venne fondata come gruppo di esperti di politica, costituito per mettere a disposizione ricerca e analisi alle Forze Armate statunitensi. Attualmente lavora con governi, fondazioni, organizzazioni internazionali e commerciali. Presenti, fra i membri reali europei, anche il Principe Filippo del Belgio e la Regina Sofia di Spagna.

Rappresentanti delle Banche Private

Come di consueto, la lista dei partecipanti era piena anche di nomi rappresentativi delle maggiori banche del mondo. Tra loro, David Rockefeller, ex amministratore delegato e presidente della Chase Manhattan, ora JP Morgan Chase, di cui era, fino a poco tempo fa, presidente dell’organo consultivo internazionale, ancora oggi presidente onorario del Consiglio per le Relazioni Internazionali, presidente del consiglio amministrativo della Americas Society e del Council of the Americas, presidente onorario della Commissione Trilaterale, che ha fondato insieme a Zbigniew Brzezinski; inoltre membro fondatore del Bilderberg Group, eminente filantropo e attuale capo gruppo di una delle più ricche e potenti dinastie di banchieri. Presente era anche Josef Ackermann, un banchiere svizzero, amministratore delegato della Deutsche Bank, direttore non esecutivo della Royal Dutch Shell; vicepresidente della Siemens AG, la più grande società di ingegneria in Europa, membro dell’International Advisory Council of Zurich Financial Services Group, presidente del Consiglio dell’Istituto Internazionale di Finanza – l’unica associazione globale del mondo di istituzioni finanziarie – e infine vice presidente del Consiglio di Fondazione del World Economic Forum. C’era anche Roger Altman AL meeting del Bilderberg, investitore di banca e di azioni private, ex vice segretario nell’Amministrazione Clinton. Altri banchieri presenti erano Ana Patricia Botin, presidente della banca spagnola Banco Español de Crédito, che ha lavorato precedentemente con JP Morgan; Frederic Oudea, amministratore delegato, nuovamente designato come presidente del Consiglio Amministrativo della banca francese Societé Generale; Tommaso Padoa Schioppa, banchiere ed economista, ex ministro di Economia e Finanza; Jacob Wallenberg, presidente della Investor AB; Marcus Wallenberg, amministratore delegato della Investor AB; George David, amministratore delegato della United Technologies Corporation, membro del Consiglio di Amministrazione del Citigroup, del Business Council e del Business Roundtable, vice presidente del Peterson Institute for International Economics. Tra i banchieri canadesi vi erano W. Edmund Clark, presidente e amministratore delegato del TD Bank Financial Group, membro del consiglio direttivo del C.D. Howe Institute, un importante gruppo di esperti canadese; Frank McKenna, ex presidente del TD Bank Financial Group, ex ambasciatore canadese degli Stati Uniti, ex premier di New Brunswick; infine Indira Samarasekera, presidente dell’Università di Alberta, che è anche nel consiglio di amministrazione di Scotiabank, una delle più grandi banche canadesi.

Rappresentanti delle Banche Centrali

Naturalmente, tra i membri notabili del gruppo Bilderberg vi sono i dirigenti delle maggiori banche centrali del mondo. Quest’anno hanno presenziato il governatore della Banca Centrale di Grecia, il governatore della Banca d’Italia (Mario Draghi, ndt), il presidente della European Investment Bank, James Wolfensohn, ex presidente della Banca Mondiale, e Nout Wellink, nel consiglio d’amministrazione della Bank for International Settlements (BIS); Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea. Non ci sono indicazioni che il governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, abbia partecipato, il che è singolare, dato che è sempre presente al meeting dei Bilderberg, insieme al presidente della Federal Reserve Bank di New York, William C. Dudley. Ho contattato la New York Fed, chiedendo se Dudley visitasse la Grecia o sia andato a eventuali incontri nel Paese, tra il 14 e il 17 Maggio, o se un altro dei principali rappresentanti della New York Fed arrivasse in sua vece. Sto ancora aspettando una risposta.

L’Amministrazione Obama

L’Amministrazione Obama è stata abbondantemente rappresentata. Tra i partecipanti vi erano Keith B. Alexander, luogotenente generale dell’esercito degli Stati Uniti e direttore della National Security Agency (NSA), l’imponente agenzia di spionaggio statunitense; Timothy Geithner, segretario del tesoro americano ed ex presidente della Federal Reserve Bank di New York; Richard Holbrooke, inviato speciale dell’Amministrazione Obama in Afghanistan e Pakistan; il generale James Jones, consigliere della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti; Henry Kissinger, inviato speciale di Obama in Russia, da molto tempo membro del Bilderberg ed ex segretario di stato e consigliere per la Sicurezza Nazionale; Dennis Ross, consigliere speciale, per le questioni del Golfo Persico e del Sudest Asiatico, del segretario di stato Hillary Clinton; David Patraeus, comandante del CENTCOM (Comando Centrale degli Stati Uniti, in Medioriente), Lawrence Summers, direttore del Consiglio Economico Nazionale della Casa Bianca, ex segretario del Tesoro nell’Amministrazione Clinton, ex preside della Harvard University, ex capo economista della Banca Mondiale; Paul Volcker, ex governatore del Federal Reserve System and Chair del consiglio amministrativo di recupero economico di Obama; Robert Zoellick, ex presidente della Goldman Sachs e presidente in carica della Banca Mondiale; infine il vice segretario di stato James Steinberg.

Altri notabili

Tra i molti altri presenti al meeting vi erano il visconte Etienne Davignon, ex vice presidente della Commissione Europea, ex primo ministro del Portogallo; Franco Bernabé, amministratore delegato di Telecom Italia e vicepresidente di Rothschild Europe; Carl Bildt, ex primo ministro di Svezia; Kenneth Clarke, segretario di Shadow Business nel Regno Unito; Richard Dearlove, ex capo dei Servizi Segreti britannici; Donald Graham, amministratore delegato della Washington Post Company; Jaap De Hoop Scheffer, segretario generale della NATO; John Kerr, membro della Camera dei Lords inglese ed ex presidente della Royal Dutch Shell; Jessica Matthews, presidente della Carnegie Endowment for International Peace; Richard Perle dell’American Enterprise Institute; l’ex primo ministro Romano Prodi; J. Robert S. Prichard, amministratore delegato di Torstar Corporation e presidente emerito dell’Università di Toronto; Peter Sutherland, ex direttore generale della General Agreement on Tariffs and Trade (GATT), primo direttore generale della World Trade Organization (WTO) e attuale presidente della British Petroleum (BP) e della Goldman Sachs International, nonché consigliere della Banca Reale di Scozia, presidente della Commissione Trilaterale, vice presidente della Tavola Rotonda Europea degli Industriali e, da lungo tempo, membro del Bilderberg; Peter Thiel, nel consiglio amministrativo di Facebook; Jeroen van der Veer, amministratore delegato della Royal Dutch Shell; Martin Wolf, direttore associato e capo cronista di economia del quotidiano “Financial Times”; infine Fareed Zakaria, giornalista statunitense e consigliere per le Relazioni Estere. Ci sono anche alcune fonti che riferiscono che al meeting fosse presente l’amministratore delegato di Google Eric Schimdt, nonché l’editore del “Wall Street Journal” Paul Gigot, entrambi tra i partecipanti dello scorso anno.

Sfruttare la crisi

Chiaramente, la prerogativa del meeting del Bilderberg di quest’anno è stata quella di sfruttare il più possibile la crisi finanziaria globale, per raggiungere gli obiettivi cui i suoi membri aspiravano da molti anni. Questi includono la creazione di un Dipartimento Globale del Tesoro, probabilmente in congiunzione con (o accorpato al suo interno) la stessa istituzione della Banca Centrale Globale, entrambi in procinto, pare, di essere incorporati nel Fondo Monetario Internazionale. Naturalmente, gli incontri dei Bilderberg servono a curare gli interessi delle persone e delle organizzazioni che rappresentano. A causa dei numerosi esponenti dell’Amministrazione Obama lì presenti, le politiche statunitensi ruotate intorno alla crisi finanziaria sono probabilmente emerse, servendo gli interessi del Bilderberg Group. Dati i numerosi rappresentanti di politica estera di Obama al meeting, sembra sorprendente di non aver ricevuto alcuna informazione riguardante la politica estera degli Stati Uniti, dal convengo di quest’anno, che forse ha avuto a che fare con Pakistan e Afghanistan. Comunque gli USA hanno deciso, recentemente, di licenziare il generale che ha supervisionato la guerra in Afghanistan, rimpiazzato dal «luogotenente generale Stanley McChrystal, un ex Berretto Verde, che di recente ha guidato le operazioni segrete militari speciali in Iraq». Dal 2003 al 2008, McChrystal «ha guidato il Comando di Operazioni Speciali Congiunte (JSOC) del Pentagono, che supervisiona i reparti più sofisticati dell’esercito, inclusa la Delta Force» e che il giornalista investigativo, vincitore del premio Pulitzer, Seymour Hersh, ha individuato come capo dell’ “ala di assassinio esecutivo” del vicepresidente Cheney. Quindi, dati questi recenti cambiamenti, come l’alto grado dei rappresentanti di politica estera di Obama presenti al Bilderberg, è probabile che si siano prese alcune decisioni, o si siano fatte almeno delle discussioni, in merito al procedere della guerra in Afghanistan e all’espansione nel Pakistan. In ogni caso, non è sorprendente che il punto principale dell’agenda fosse la crisi finanziaria globale. Senza dubbio, l’anno prossimo sarà molto interessante e l’élitecertamente spera di renderlo vantaggioso.

Chi sono i padroni del mondo e quali sono i loro piani? Cosa si è schiantato contro il Pentagono e cosa ha fatto crollare le Twin Towers? Ce ne parla Daniel Estulin in questa intervista pubblicata sul mensile  X Times n° 15 del gennaio 2010

di Lavinia Pallotta

In occasione della pubblicazione del suo best seller “Il Club Bilderberg”, per l’Arianna Editrice, Daniel Estulin ha tenuto tre conferenze in Italia, mettendosi a disposizione per eventuali interviste. Da anni seguo il suo lavoro di denuncia contro le élite politico finanziarie che stritolano e maciullano i diritti dell’uomo quindi, parlagli di persona è stata un’occasione preziosa. Mi viene fissata un’intervista per il 27 Novembre 2009, qualche ora prima del suo intervento presso la Libreria Esoterica di Milano, dove lo incontro, accompagnato dall’interprete. Estulin dà l’impressione di una persona decisa, che non ha molta voglia di scherzare e che, indubbiamente, ne ha viste tante. Sapevo che alcuni membri della sua famiglia avevano fatto parte del KGB, ma ciò che non era chiaro dagli articoli e dalle interviste disponibili sul web, e dal suo libro, era che sia un ex agente del controspionaggio russo. L’uomo che mi trovo davanti, pur definendosi un investigatore, non viene dal mondo del giornalismo ma da quello che sta a contatto con “la stanza dei bottoni”, che alcuni giornalisti cercano di disvelare, a caccia di risposte.

Lavinia Pallotta: Spesso accenni all’importanza delle tue fonti interne per la raccolta di informazioni. Come hai ottenuto questi contatti?

Daniel Estulin: «Credo sia importante tener presente che non sono un giornalista, ma un ex agente del controspionaggio militare russo, quindi ho ottime fonti di informazioni non all’interno del gruppo Bilderberg, ma all’interno di quasi tutti i servizi segreti e di ogni importante organizzazione governativa del modo. Ad esempio, due settimane fa ci siamo infiltrati al meeting del G20 in Scozia, e abbiamo rubato i documenti, che poi abbiamo messo su internet. Abbiamo più di una fonte: ne abbiamo tre che non si conoscono, o meglio, si conoscono ma non sanno rispettivamente di essere delle mie fonti».

L.P.: Nel tuo libro li chiami “i padroni dell’universo”. Ma il gruppo Bilderberg è davvero così potente e capillare?

D.E.: «Il gruppo Bilderberg non è una società segreta. Alcuni teorici della cospirazione credono che siano il centro dell’universo, ma sono un gruppo di persone molto potenti che condividono l’ideologia del denaro e, cosa più importante, l’ideale di una “one world company limited” (un’unica azienda mondiale). È un fenomeno sociale in atto da secoli. Quindi il punto non è un “one world government” o “one world order” ma un “one world company limited” e l’obiettivo che sta dietro ad ogni meeting dei Bilderberg è di creare quello che loro stessi chiamano The Aristocracy of Purpose (l’aristocrazia degli intenti) tra le élite dell’Europa e del Nord America. Questo è il gruppo Bilderberg. Sfortunatamente molte persone hanno una visione troppo semplicistica di un qualcosa che invece è ben più complesso ed è in atto da secoli».

 L.P.:Ma nel tuo libro tu stesso hai parlato di un Nuovo Ordine Mondiale…

D.E.: «Non è tanto una questione di nuovo ordine, ripeto, ma di una “one world company limited”. È l’idea di una cooperazione che dia vita ad un governo. Il gruppo Bilderberg è un impero monetario, un impero basato sull’usura. Ciò che noi chiamiamo gruppo Bilderberg esisteva già centinaia di anni fa, quando veniva chiamato la Nobiltà Nera Veneziana. Oggi li conosciamo come Bilderberg ma si tratta delle stesse famiglie ed è importante capire che il loro ideale, il loro obiettivo è quello di unire le forze per distruggere le nazioni e creare un impero mondiale basato sul concetto di un “one world company limited”».

 L.P.: Cosa puoi dirci del Tavistock Institute e della sua importanza nella manipolazione mentale delle masse?

D.E.: «Il Bilderberg è un nodo molto potente, un punto centrale, ma vi sono molte organizzazioni private e società segrete. Ci sono società potenti come i Bilderberg che collaborano con loro per raggiungere il medesimo obiettivo. C’è il braccio politico, che è quello dei Bilderberg, ma anche istituti di manipolazione psicologica, come il Tavistock, nel Sussex, in Inghilterra. Il Tavistock è dietro a qualsiasi processo psicologico in atto dal 1921. Sto parlando del Green Movement, del movimento anti-nucleare, della guerra del Vietnam, dell’IPS Institute (Institute for Policy Studies, ndt), il cui rappresentante principale è Noam Chomsky. Tutte queste organizzazioni, nel corso degli anni, hanno creato la cultura popolare, dal Rock and Roll ai Beatles. Chi sta al di fuori di questi piani può non avere le chiavi per capire. Si deve considerare l’aspetto sociale ed economico che fa parte del paradigma culturale. Se lo comprendi, tutti gli altri elementi, tutti gli altri pezzi, il Tavistock, il Club di Roma, il CFR, la Trilateral Commission diventano chiari e il gioco non può più continuare. Dietro a tutte queste persone, e ai piani di queste organizzazioni c’è l’idea di distruggere le nazioni. Se riescono a impoverire intellettualmente la popolazione, renderla stupida, per loro è più facile conseguire i propri obiettivi. È più facile controllare persone stupide e senza principi, ovviamente, che non persone intelligenti che hanno un concetto di nazione. Per questo controllano l’istruzione. Il Tavistock vuole distruggere il potenziale del pensiero umano. Tutto questo si è accentuato soprattutto negli ultimi 50 anni, dopo la Seconda guerra mondiale. Queste organizzazioni hanno modellato il presente e il futuro dell’America e, naturalmente, del resto del mondo».

 L.P.: Sembra che due delle famiglie più potenti siano i Rockefeller e i Rotschild…

D.E.: «Sono tra le famiglie più potenti nell’ambito delle famiglie che voi conoscete. Il fatto che voi sappiate che esistono, e ne conosciate i nomi, le squalifica. Le famiglie veramente potenti non sai quali siano. Io so chi sono alcune di esse, come lo sanno altri, ma la maggior parte della gente non ne conosce nemmeno l’esistenza. Una delle più potenti famiglie del mondo è quella dei Frescobaldi, la più antica famiglia della Nobiltà Nera Veneziana».

L.P.: E dove vivono?

D.E.: «I Frescobaldi, ad esempio, passano molto tempo a Venezia ma anche a Zurigo. Poi ci sono i Braganza, originari del Portogallo e che ritroviamo in Brasile. Ma stiamo parlando di un impero globale. Un’altra potentissima famiglia è quella degli Astor, sai, l’Hotel Astoria. Un’altra è quella dei Krupp, gli industriali tedeschi. I Rockefeller sono ricchi in termini di bilioni di dollari, la ricchezza dei Krupp si misura in trilioni di dollari e quella dei Frescobaldi in quadrilioni di dollari. Quando dico quadrilioni non intendo semplicemente una grossa cifra, sono letteralmente quadrilioni di dollari. Possiedo un documento, un conto bancario dei Krupp e in questo conto sono depositati 110 trilioni di dollari. Molti di noi hanno più di un conto in banca, e questo mi porta a credere che anche una famiglia come i Krupp ne abbia più di uno. Se su uno solo conto hanno 110 trilioni di dollari, provate a immaginare quanti soldi possiedono in totale. Ci lasciano credere che i Rockefeller siano la famiglia più potete del mondo, che Bill Gates è potente perché ha 50 bilioni di dollari, ma paragonato a 110 trilioni di dollari non è davvero molto».

 L.P.: Cosa mi dici di Henry Kissinger?

D.E.: «Herry Kissinger non è niente. A confronto con queste persone non sarebbe abbastanza importante nemmeno per pulire il pavimento. È solo un “coffee boy”. Stiamo parlando di famiglie antichissime, Kissinger non è nessuno. Se predi i Rockefeller, la loro ricchezza risale alla metà del XIX secolo e quella dei Rotschild ha 250 anni. I Frescobaldi sono antichi migliaia di anni, e sono molto più ricchi e molto potenti. La ricchezza di alcune di queste famiglie cominciò con la conquista dell’Inghilterra da parte dei Romani, nel 1056 a.C..Quindi Henry Kissinger è meno di niente».

 L.P.: Puoi dire qualcosa di più sulla Nobiltà Nera Veneziana?

D.E.: «Viene chiamata Nera non perché i suoi appartenenti siano neri, ma perchè sono molto sporchi. Naturalmente non nel senso che non si lavano, perché sono sicuro che lo fanno, proprio come tutti gli altri, ma per il tipo di affari che portano avanti. Nel XIII secolo fino al XIV erano le persone più potenti del Mediterraneo. Persero le loro ricchezze in seguito al crash finanziario dei Peruzzi e da allora cercano di riappropriarsi del mondo, di controllarlo di nuovo, e per farlo usano espedienti molto sporchi. Ad esempio, dietro all’omicidio del poeta inglese Cristopher Marlow c’è la Nobiltà Nera Veneziana e in particolare, Paolo Sarpi. C’è un documento, una lettera che prova l’esistenza di un complotto per assassinarlo per via di quello che aveva scritto nel “Dottor Faust”, che racconta di un nobile veneziano che rinuncia a qualsiasi principio. La Nobiltà Nera Veneziana doveva controllare tutto ciò che veniva scritto, in questo caso in Inghilterra».

L.P. : Puoi fare qualche nome di oggi?

D.E.: «Gli Agnelli fanno parte della Nobiltà Nera Veneziana. La famiglia più importante della Nobiltà Nera è quella della regina d’Inghilterra, che è una diretta discendente del marchese D’Este di Venezia. La regina Vittoria, la regina Elisabetta sono di discendenza veneziana e irmangono le famiglie più importanti del mondo».

L.P.: Il recente Trattato di Lisbona è un altro passo verso il raggiungimento dei piani di questa élite?

D.E.: «È un impero monetario, e con questo trattato, fondamentalmente, hanno preso il potere delle nazioni. Quindi oggi, a nessuna nazione d’Europa è permesso di accrescere le proprie risorse alimentari, a nessuna nazione in Europa è più permesso nutrire il proprio popolo, fare i propri soldi: loro distruggono le nazioni, le costituzioni, la valuta. La super plutocrazia europea detta ordini a 27 nazioni. Inutile dire che, alla fine, sono i soldi a far girare il mondo e se i soldi sono controllati da queste ciniche istituzioni europee, e dall’istituzione dei Bilderberg, e quelle del Nuovo Ordine Mondiale, restano poche possibilità. Per capire i piani di queste istituzioni basta vedere in cosa consiste il Trattato di Lisbona. Ripeto, cercano di istupidire la gente, ci danno i McDonald’s, gli scandali su Berlusconi, sui travestiti, qualsiasi siano i loro nomi, e intanto erodono le costituzioni, la valuta, e creano dei muri. Oltre questi muri ci sono i russi, i cinesi, gli indiani. È un impero di soldi e di potere e solo se le nazioni più progredite sapranno collaborare sarà possibile fermare il “lato oscuro”. Non esistono altri modi».

 L.P.: In Italia nessun mass media ha parlato del Trattato di Lisbona…

D.E.: «La stampa mainstream fa parte delle élite mondiali. Fanno parte della cospirazione e non puoi aspettarti che ne parlino perchè è tutto collegato. Queste organizzazioni sono legate a Wall Street, ecc. È in impero industriale, politico e finanziario. Non hanno bisogno di uccidere, a loro basta controllare l’informazione. L’unico modo per combattere tutto questo è informare la gente e credo che internet stia svolgendo un ruolo molto importante. C’è una comunità di blogger attiva un po’ ovunque, ma devo ammettere che non è un compito facile».

L.P.: Nell’ultimo meeting in Grecia, nel Maggio 2009 i Bilderberg pare abbiano discusso della distruzione del dollaro e della sovrappopolazione.

D.E.: «Sì, so da dove è arrivata questa notizia, dalle mie fonti. Ne parlai da Alex Jones e altrove. Dissi che uno dei piani di cui stavano discutendo era la distruzione del dollaro. Naturalmente distruggere il dollaro significa distruggere l’economia mondiale, e ci sono molte persone che non vogliono che questo accada. Non vogliono la caduta del dollaro perché essa causerebbe la distruzione non solo degli Stati Uniti, ma dell’economia globale. Il mondo intero si sgretolerebbe in un mucchietto di polvere. Tutti i debiti stranieri sono calcolati in dollari. Ad esempio, i debiti della Cina sono in dollari, quindi senza più il dollaro i cinesi non saprebbero a chi rivolgersi per trovare aiuto finanziario. Questo significa che solo con un dollaro forte questo mondo può essere salvato davvero. Si potrebbe creare una nuova valuta, ma prima che questa entrasse in uso, il mondo sarebbe già collassato. Per quanto riguarda la popolazione, chi controlla il mondo non vuole vederla crescere. La crescita significa progresso e il progresso significa benessere sociale, ma queste persone non vogliono che noi abbiamo un mondo migliore, l’unica cosa che vogliono è portare avanti i loro piani, e per farlo hanno bisogno di ridurre la popolazione perchè il nostro pianeta ha risorse in esaurimento. A meno che non si utilizzi l’energia nucleare, non c’è assolutamente alcun modo di estrarre altra energia dalla terra. Semplicemente non è sufficiente. Possiamo crescere solo con l’energia nucleare. Il progresso comune distruggerebbe il potere di queste persone, che ne sono consapevoli e fanno di tutto per impedirlo».

L.P.: Credi avremo una Terza guerra mondiale?

D.E.: «A dire la verità, la Terza guerra mondiale c’è già stata nel 1950 ed è stata una guerra silenziosa: è stata la guerra dell’informazione e del controllo mentale. Attraverso il Tavistock, naturalmente. Se ci sarà una Quarta guerra mondiale, sarà, ovviamente, l’ultima guerra. … I delegati americani e britannici cercarono di convincere i russi e i cinesi ad addottare il dollaro e loro dissero di no. Se siete interessati a vedere i documenti che abbiamo rubato da queste persone, sono sul sito the http://bilderbergbook.com».

L.P. Non mi è chiaro il ruolo dei servizi segreti in tutto questo.

D.E.: «I servizi segreti non fanno parte dei Bilderberg, fanno semplicemente il loro lavoro di protezione dei partecipanti a quei meeting, ma si rendono conto di essere dei nostri, non dei loro. Finché la Russia non sarà distrutta militarmente ed economicamente, loro non potranno avere un governo mondiale, perché la Russia è troppo forte militarmente. Quindi, è da molto tempo che ci provano. Eltsin era in realtà un lacché dei Bilderberg. Putin e il KGB si resero conto che dovevano fermare tutto questo. Putin venne posto a capo del governo anche se, inizialmente, era solo un figurante. Attraverso Putin fecero tornare indietro il paese. Ora negli ultimi dieci anni, appartenenti a diversi servizi segreti hanno cominciato a collaborare creando quello che potremmo chiamare un “meta group”. Un meta group composto da membri del servizi segreti di tutto il mondo che lavorano insieme perché la popolazione civile non può fermare questa gente. Puoi fermarli in un modo civile, puoi scrivere un articolo, parlarne con gli amici, puoi togliere i tuoi soldi dalla banca, niente di più. L’unico modo per fermare questa gente è mettere in piedi una forza uguale che possa bloccarli militarmente e questo è ciò che fa il meta group ed è il ruolo dei servizi segreti nel mondo. Fare da contrappeso al Bilderberg. Vanno ai meeting di queste persone perché si occupano della sicurezza e quindi conoscono i loro piani. Io li conosco. E si sono resi conto che se questi piani verranno realizzati, gli stessi membri dei servizi segreti, e le loro famiglie soffriranno proprio come tutti gli altri».

 L.P. :Quindi ci sono anche i “buoni”?

D.E.: «Non credo che nella storia esistano davvero dei “buoni”. Credo che esistano persone che difendono i propri interessi. In molti casi alcune lavorano insieme per un obiettivo comune ma sono obiettivi temporanei e poi tornano a combattersi a vicenda. Ma finché riusciranno a rimanere uniti, sarà già qualcosa».

L.P.: Nel tuo libro scrivi che, in passato, nessuno ti credeva quando denunciavi certe cose. Ora è cambiato qualcosa?

D.E.: «Molta gente ha letto il mio libro e, ad esempio, il mio editore italiano ha detto stanno arrivando da tutta Italia per ascoltarmi, ma il problema è che troppe persone guardano la televisione. Ciò che viene detto in televisione e sui giornali deve essere la verità e le notizie che non vengono riportate dai vari quotidiani e dai media più importanti, vedi la Repubblica, il Corriere della Sera, il New York Times, vengono bollate come cospirazioni. Io conosco certe cose, so che molte non sono vere, perché vi sono dentro. Per quanto riguarda l’11 Settembre, sono sicuro che lo sai, c’era un aereo, chiamato Doomsday Plane, di cui la BBC prese una foto e ci sono molti siti cospirazionisti in tutto il mondo che sostengono che quell’aereo fosse coinvolto nell’attacco. Ma questa storia è assolutamente falsa».

L.P.: Non credi che quella dell’11 Settembre sia stata una “cospirazione” e che il governo statunitense vi sia coinvolto?

L.P.: «Assolutamente sì, ma è un cane che si morde la coda. Ciò che molti non capiscono è tutta la storia sulla caduta degli edifici. Le torri sono crollate perché , 40 anni fa, chi costruì gli edifici mise due bombe atomiche a 77 metri di profondità sotto di esse. Per questo gli edifici sono esplosi. Ogni storia ha diverse versioni. Quella ufficiale, che non deve far innervosire la gente, e che è indirizzata agli stupidi, e poi ce n’è un’altra, per non so, ingegneri, giudici, persone che sanno che c’è stata un’esplosione. La seconda versione della storia del 9/11 è che ci sono stati due esplosioni nucleari sotto gli edifici, ma c’è anche un terzo livello della storia: se c’è una vera esplosione nucleare registrata su scala ritter, il governo americano prima avvisare il governo russo, altrimenti i russi potrebbero reagire lanciando a loro volta un attacco nucleare, il mondo verrebbe distrutto».

L.P.: Dunque i russi sapevano…

D.E.: «I russi sapevano, io lo sapevo perché all’epoca lavoravo ancora nel controspionaggio russo, tutti sapevano che a Settembre ci sarebbe stato un test nucleare. Già il 15 Agosto 2001 sapevamo che sarebbe accaduto qualcosa, ma non che cosa esattamente. Ci era stato riferito di un test nucleare. Quando vennero giù gli edifici, capimmo».

L.P.: Ma chi ve lo disse?

D.E: «Il governo americano lo anticipò al governo russo».

L.P.: Quindi il governo USA è coinvolto…

D.E: «Naturalmente ha partecipato a quanto è accaduto l’11 Settembre. Ma la verità è che le bombe sono state posizionate due bombe sotto le torri a 77 metri in profondità. Questa è la ragione per cui non si è visto un fungo atomico: l’esplosione è stata sotterranea. Tutti quelli avevano delle competenze nel controspionaggio militare capirono cosa stavano vedendo».

L.P.: E Bin Laden?

D.E.: «Bin Laden non ha niente a che vedere con questo. È una questione molto complessa, più complessa di come la prospettino alcune teorie cospirazioniste. Non si tratta di un solo uomo che dice agli altri cosa fare, ma di molti elementi che interagiscono».

 L.P: Hai scritto un nuovo libro, “The Shadow Masters”. Di cosa tratta?

D.E.: «Sì. Sarà disponibile negli Stati Uniti tra un paio di settimane e verrà venduto in tutto il mondo. La premessa di questo libro è, ancora una volta, che per creare un impero globale, per raggiungere i loro scopi, devono distruggere la Russia. Quindi, ogni capitolo di questo libro parla dei piani del Nuovo Ordine Mondiale. Parlo dei costi della guerra, spiego esattamente cosa sta dietro alla storia di Litvinenko, come funziona l’intero commercio della droga nel mondo, e il più voluminoso capitolo parla di Victor Bout, il leggendario “mercante di morte”. Conosco Bout da molto tempo e posso garantirti che non ha fatto nessuna delle cose che gli vengono attribuite e non perché io sono russo e lui è russo. Hollywood ha fatto un film su di lui, nel 2005: “Lord of War” con Nicolas Cage. Il protagonista è interamente ispirato a Victor Bout. Ma niente di quello che vi viene narrato è accaduto davvero. Le persone nel governo e nei media statunitensi fecero comunella per creare un uomo nero, qualcuno su cui scaricare la colpa e in questo libro spiego esattamente perché. Perché hanno scelto questa persona e cosa volevano ottenere. L’11 Settembre 2001 la cosa che ha colpito il Pentagono non era un aereo, come immagino in molti abbiano capito, ma un potente missile balistico russo chiamato Granit, rubato dal sottomarino Kursk da parte del Mossad. In questomodo gli americani hanno tenuto buoni i russi, visto che a colpire il Pentagono è stato un loro missile rubato. ‘Eih, il vostro missile ha colpito il nostro Pentagono, come mai?’ Naturalmente Putin non poteva dirlo, non potevano dire che gli era stato rubato. Quindi gli americani, in cambio del loro silenzio sulla cosa, chiesero che venisse abbandonato Victor Bout. Sono cose su cui si potrebbe discutere per anni. Generalmente non ne parlo per non alimentare altre cospirazioni ma il punto è che la storia mondiale è molto diversa da quella che ci raccontano. Molti eventi sarebbero facilmente spiegabili se solo si potesse accedere alle informazioni. È più facile stare seduti davanti a un computer e fare copia e incolla da internet».

L.P.: Quindi la Russia è ancora un nemico per gli Stati Uniti, ma deve avere degli alleati, come l’India e la Cina…

D.E.: «Russia, Cina e India stanno collaborando ma le cose possono funzionare solo se Russia Cina India e America lavoreranno insieme. Sono i paesi più potenti del mondo, e se collaboreranno per creare un nuovo sistema monetario, non quello attuale basato sul sistema creditizio, possono distruggere l’Impero dell’usura, che sta erodendo se stesso».

Terminata l’intervista, spengo a malincuore il registratore consapevole che le informazioni che quell’uomo potrebbe fornirmi sono ancora moltissime. Seduto sul divano, Daniel sfoglia le pagine del numero13 di X Times, che gli ho portato. Si sofferma sull’articolo di Umberto Visani (“9/11 La Grande Illusione”), e in particolare, sull’immagine delle automobili semi carbonizzate in prossimità di Ground Zero. «Vedi», mi spiega indicando la foto, «questo effetto è la conseguenza di un’esplosione nucleare». Infatti, ci pareva strano…

Lavinia Pallotta ringrazia la Macro Edizioni, l’Arianna Editrice e la Libreria Esoterica di Milano in Galleria Unione n. 1 per la gentile collaborazione.

IL MISTERO DEL ROCKEFELLER CENTER (di Mike Plato)

Qualche anno fa, come spesso mi accadeva, lo Spirito, istruendomi sulla dominazione occulta, mi disse che “il Rockefeller Center a New York è uno dei bastioni più importante del potere arcontico sulla Terra”. Si tratta di un gruppo di 19 edifici commerciali e finanziari nella Fifth Avenue di Manatthan (New York).Costruito dalla famiglia di banchieri statunitensi Rockefeller, è uno dei più grandi complessi privati del suo genere al mondo. Sul finire degli anni venti il magnate petrolifero John D. Rockefeller jr. cominciò a coltivare l’idea di costruire un nuovo complesso di edifici nella zona di Midtown, a New York. Il terreno su cui sarebbe sorto il complesso era di proprietà della Columbia University, con la quale Rockefeller stipulò nel 1928 un contratto di utilizzo della durata complessiva di 87 anni. I lavori di costruzione iniziarono il 17 maggio 1930: inizialmente avrebbero dovuto svolgersi in collaborazione con la Metropolitan Opera , che avrebbe edificato una nuovo teatro nella zona, ma in seguito al crollo di Wall Street del 1929, la Metropolitan si ritirò dal progetto, e Rockefeller rimase l’unico finanziatore. Il 1º novembre 1939 i lavori per la costruzione dei 14 palazzi in stile Art Deco del complesso erano terminati con successo. Nel 1985 la Columbia University cedette definitivamente il terreno su cui sorgeva il complesso al Rockefeller Group per 400 milioni di dollari. A partire dalla fine degli anni 80 diversi proprietari si susseguirono:

  • Nel 1989 l’intero complesso venne acquistato dalla Mitsubishi Estate compagnia immobiliare del gruppo Mitsubishi, che acquisì il controllo dell’intero Rockefeller Group.
  • Nel 1996 la proprietà passò a una cordata comprendente il gruppo Goldman Sachs (con il 50%), Gianni Agnelli, Stavros Niarchos , e David Rockefeller.
  • Nel 2000 l’ultimo passaggio di mano: la Tishman Speyer Properties ha acquistato i 14 edifici originari per 1,85 miliardi di dollari.

Fonte:

http://mikeplato.myblog.it/archive/2010/04/18/il-bilderberg-e-i-padroni-del-mondo.html

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  1. #1 di icittadiniprimaditutto il 4 novembre 2012 - 10:42 PM

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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