Bilderberg e gli stati nazionali

15 ottobre 2012

A quanto pare il Gruppo Bilderberg, il potente gruppo finanziario di cui fanno parte i principali attori della finanza, dei media e della tecnocrazia mondiale, (soggetti che, teoricamente dovrebbero farsi la concorrenza e stranamente si ritrovano soci dello stesso gruppo) sta facendo centro un’altra volta; ovviamente per i poveri cittadini questo centro si tradurrà in ulteriore povertà e crisi, ma questo non tocca i potenti banchieri del Bilderberg: prossimo bersaglio la Spagna.

Andiamo con ordine: l’ultima assemblea generale del Gruppo Bilderberg si è riunita in Virginia dal 31 maggio al 3 giugno, come sempre nel silenzio complice della grande stampa e delle grandi TV ( che stranamente, presenti con i propri giornalisti di punta ed editori alla riunione non ne hanno fatto minimamente cenno ); secondo Daniel Estulin, uno dei pochi bene informati e disposti a scrivere sulle strategie politiche e finanziarie del Bilderberg ,tra i punti all’ordine del giorno è stata trattata la Spagna, individuata come nuova Grecia, paese da attaccare con la consueta speculazione ed obbligare all’obbedienza ai soliti club finanziari che sulle grandi crisi finanziarie dei paesi si arricchiscono notevolmente.
Nel mese di luglio aumentano gli appelli e gli auspici verso una maggiore “coesione” tra stati, una maggiore “interdipendenza” e “sovranità condivisa” ( leggere al proposito l’intervista di Mario Draghi, presidente della BCE a Le Monde in cui, in luglio, ha proclamato l’irreversibilità dell’euro: è tutto un continuo auspicio alla coesione, alla nascita di – testuale- “nuove entità sopranazionali”; Draghi è ovviamente socio del Bilderberg Group fin da quando ricopriva la carica di Direttore generale del tesoro, così come l’attuale Presidente del Consiglio “tecnico” prof. Monti e molti altri).
Chi conosce un minimo di storia sa che fin dalla fine del primo conflitto mondiale i grandi finanzieri anglosassoni e nordamericani , su tutti la famiglia Rockfeller e con loro molti altri, hanno considerato come condizione necessaria per consolidare il loro potere ed aumentare i loro profitti il superamento del tradizionale concetto di stato nazionale e di governo democraticamente eletto; non mancano le dichiarazioni in questo senso da parte di David Rockfeller nella propria biografia e molti altri professori ( oggi li chiamiamo “tecnici”), su tutti lo statunitense – a dispetto del nome- Zbigniew Brzezinski , nella loro divulgazione hanno sempre caldeggiato per il superamento dello stato tradizionale a favore di una sovranità trasferita ad organismi sopranazionali, spesso creati ad hoc ( ed è curioso notare come tra i grandi gruppi finanziari internazionali e tali entità sopranazionali esista una sorta di porta girevole per cui i membri degli uni passino alle altre e viceversa).
Succede così che concetti di per sé buoni come l’unità d’intenti tra le nazioni, la coesione internazionale etc… diventino il pretesto per imporre strutture sopranazionali a cui vengono via via cedute quote di sovranità da parte delle singole nazioni, ONU, NATO, UE, Eurogruppo, Ecofin, OCSE, G8, G20, FMI, BCE, solo per citare i più famosi.
Tra queste “entità” troviamo la cosiddetta troyka , ossia l’unione di UE, BCE e FMI per il “soccorso” agli stati in crisi col proprio debito; stiamo vedendo l’operato di questa alleanza di ferro nella gestione della crisi finanziaria della Grecia, paese eccessivamente indebitato che viene “curato” con un “piano di aiuti” consistente in un ulteriore indebitamento a fronte della svendita del patrimonio pubblico.
Ma veniamo al dunque: lunedì 8 ottobre l’Eurogruppo, per l’Italia presente il ministro Grilli, ha ufficializzato la nascita del ESM(meccanismo europeo di stabilità), una nuova “entità sopranazionale” nella linea auspicata da Draghi che dovrà garantire la stabilità dei paesi in crisi finanziaria principalmente in tre direzioni:

a) emettendo titoli di debito sul mercato , quindi indebitando ulteriormente il paese in difficoltà, per l’eccessivo debito pubblico, che ricorresse alla sua assistenza.
b) comprando titoli di debito pubblico del paese in crisi ; anche in questo caso , con il nobile intento di sostenere il prezzo del titolo contro il rischio spread contribuirebbe a detenere il debito ed indebitare ulteriormente il paese, e quindi a controllarne le politiche.
c) In prospettiva ricapitalizzando direttamente le banche private del paese che chiede aiuto qualora fossero in crisi di liquidità ; le banche in crisi potranno venire ricapitalizzate dal ESM, ovviamente con denaro fornito dagli stati UE; interessi privati, quindi, salvati con iniezioni di denaro pubblico; la nuova struttura dispone già di 200 miliardi di euro che diventeranno, per l’impegno dell’eurogruppo, 500 entro il 2014 ( soldi dei cittadini europei).

Alla luce, pertanto, di quanto prospettato dal Bilderberg Group nei mesi scorsi ci possiamo attendere una richiesta di aiuti da parte della Spagna di fronte ad una speculazione sul suo debito pubblico ( già in atto), la Troyka UE – FMI –BCE con il nuovo ESM interverranno indebitando ulteriormente il paese iberico con il meccanismo qui descritto sinteticamente e si riproporrà ciò che sta succedendo alla Grecia, cioè la definitiva perdita di sovranità a favore del sistema finanziario internazionale.
Per molti questi fatti possono sembrare oscure trame e complotti segreti; niente di tutto ciò, è tutto alla luce del sole e se questi dati su strani intrecci finanziari li rintraccia chi, come il sottoscritto, non ha molta dimestichezza con l’informatica ed internet sicuramente sono accessibili a tutti; certo i grandi media, giornali e TV non ne parlano o ne parlano in modo diverso, ma questo è un altro discorso.

Gigi Cabrino

Fonte:

http://albertocostanzo.blogspot.it/2012/10/bilderberg-e-gli-stati-nazionali.html

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